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Vino ai Castelli: per tutto novembre

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Vino ai Castelli: per tutto novembre

novembre 10
14:37 2009

Il “novello” porta per primo nei bicchieri degli italiani profumi e aromi della nuova vendemmia e la sua ora è scoccata, quest’anno, alla mezzanotte del 6 novembre, momento a partire dal quale può essere messo in vendita il nuovo vino prodotto. Il Novello, ottenuto tramite macerazione carbonica, inizialmente si poteva degustare solo nei ristoranti, mentre ora è possibile reperirlo anche nella grande distribuzione. Allo scoccare della mezzanotte, dunque, avviene in tutta Italia il cosiddetto deblocage, ossia l’apertura delle bottiglie, che segna una sorta di battesimo e dà il via alla commercializzazione del prodotto per la stagione in corso. Da quel momento il primo frutto dell’ultima vendemmia è a disposizione degli appassionati e dei cultori dell’enologia.

I Novelli vini fragranti e gustosi, dal caratteristico sapore d’uva, sono tipicamente di colore rosso: i bianchi sono infatti molto rari. Il “Vino Novello” non ammette mezze misure: o lo si ama, o lo si odia. E l’Italia si divide in due fazioni praticamente a metà circa. Chi sceglie il Novello lo fa in primo luogo perché ritiene che sia uno dei simboli dell’autunno, un sapore immancabile sulle tavole novembrine e dicembrine, come quello dei funghi, delle castagne o delle olive che si stanno spremendo e macinando nei frantoi per il nuovo olio. Molti amatori lo comprano perché lo giudicano buono, mentre altri ritengono l’acquisto del novello un vero e proprio rituale, paragonabile a quello del panettone a Natale o dell’uovo di cioccolato a Pasqua o dell’anguria a Ferragosto e con un tipico profumo frutto-floreale, deve avere una gradazione non inferiore agli 11 gradi, va servito fresco ed è ideale per accompagnare una cucina semplice e informale. In particolare si sposa bene con gli antipasti a base di formaggi, carne e pesce, o per accompagnare spuntini con grana, salumi, pasticcini salati e con i frutti caratteristici dell’autunno come castagne piatti a base di funghi.

Questo è quanto avvenuto insomma nel palazzo ducale Sforza Cesarini di Genzano che si affaccia sulla splendida conca del lago nemorense, in parte restaurato di fresco e cosa di cui va orgoglioso il nostro sindaco Enzo Ercolani, sempre attivo per qualsiasi manifestazione locale.

A mio avviso sembra superfluo dire che invitiamo tutti alle prossime manifestazioni che si terranno a Genzano, sia per le attività eno-gastronomiche che per quelle artistico-culturali.

Mauro Berti

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