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Vittorio Arrigoni (Vik), attivista per la liberazione del popolo palestinese è stato ucciso

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Vittorio Arrigoni (Vik), attivista per la liberazione del popolo palestinese è stato ucciso

Aprile 15
09:26 2011

Appresso, riportiamo una nota di cronaca e commento dell’agenzia di stampa Italo-Palestinese InfoPal, che ipotizza una presenza dei servizi israeliani che utilizzano manovalanza criminale e legami con Al Queida, da parte dei Salafiti.
In successione, pubblichiamo il breve appello integrale del Forum Palestina che sperava in una marcia indietro dei rapitori, ma purtroppo non è stato così.
Quindi, per “mostrare, tutta la potenza politica e umana” dell’impegno di Vittorio (Vik), riproduciamo un suo piccolo pezzo di “cronaca e poesia” con cui ha intinto la sua vita per la causa palestinese, a cominciare dai bmbini.
= Gaza, confermata l’uccisione di Arrigoni
Hamas: “Volontario italiano soffocato ore prima del blitz per liberarlo”
(TgCom). Un portavoce del ministero dell’Interno del governo di fatto di Hamas ha confermato ufficialmente la notizia della morte del volontario italianoVittorio Arrigoni, rapito ieri da un gruppo ultra-radicale salafita. Arrigoni è stato trovato in un appartamento del rione Qarame, a Gaza City, a conclusione di un blitz condotto da miliziani di Hamas, ma ha sostenuto che egli era stato ucciso dai rapitori “qualche ora prima” dell’assalto.
Secondo il portavoce, Yiab Hussein, le ricerche hanno portato quasi subito all’arresto di un primo militante salafita, il quale avrebbe poi condotto gli uomini di Hamas fino al covo, un appartamento, in cui Arrigoni era stato portato. L’assalto risulta essere durato pochi minuti e si è concluso con un’irruzione, dopo una breve sparatoria, e con l’arresto di un secondo salafita, ha sottolineato Hussein.
Arrigoni, però, era ormai morto: soffocato dai rapitori già da “qualche ora”, secondo la versione di Hamas. Il portavoce ha riferito che altri salafiti sono attualmente ricercati, ha espresso la volontà di Hamas di “stroncare il gruppo” dei rapitori e ha condannato l’uccisione di Arrigoni – indicato come “un amico del popolo palestinese” – definendola “un crimine contro tutti i nostri valori”.
La cattura di Arrigoni era stata rivendicata da una sigla poco nota della galassia salafita di Gaza, la Brigata Mohammed Bin Moslama, che aveva diffuso giovedì pomeriggio un video nel quale il volontario italiano appariva bendato e con il volto insanguinato. Il video era accompagnato da una sovrascritta in arabo in cui si accusava Arrigoni di propagare i vizi dell’Occidente fra i Palestinesi e l’Italia di combattere contro i Paesi musulmani, mentre si ingiungeva ad Hamas di liberare i salafiti detenuti nella Striscia pena l’uccisione dell’ostaggio entro 30 ore (le 16 italiane di oggi).
Arrigoni era stato il primo straniero a essere rapito a Gaza dopo il giornalista britannico della BBC Alan Johnston, catturato circa quattro anni fa da un altro gruppo locale simpatizzante di Al Qaida, l’Esercito dell’Islam, e liberato dopo 114 giorni di prigionia e lunghe trattative sotterranee. Arrigoni lavorava a Gaza per l’International Solidarity Movement, una ong votata alla causa palestinese, e aveva partecipato in passato alla missione di una delle flottiglie che avevano sfidato il blocco marittimo imposto da Israele all’enclave dopo la presa del potere di Hamas nel 2007 seguita all’estromissione violenta dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) del presidente Abu Mazen (Mahmud Abbas).
= Vittorio Arrigoni è stato rapito
InfoPal. (14-04-20119
Vittorio Arrigoni, il noto attivista italiano dell’Ism, che vive a Gaza ormai da anni, è stato rapito da un gruppo salafita, denominatosi “Hisham as-Su’eidani”, alias Abu al-Walid al-Muqaddisi: http://www.youtube.com/watch?v=gCyA7A4pDXc&feature=youtu.be
Dal messaggio diramato nel sito, sembra che Vittorio sia in mano a un gruppo salafita legato ad al-Qa’ida.
Il video mostra Vittorio bendato e con delle abrasioni. Il testo del messaggio minaccia l’uccisione dell’attivista entro le prossime 30 ore (domani, venerdì, alle ore 16) se il governo Hamas non rilascerà dei salafiti rinchiusi in carcere.
Il ministero degli Interni del governo di Gaza ha confermato la notizia e ha fatto sapere di aver avviato le ricerche, ma non ha escluso che il sequestro coinvolga realtà esterne alla Striscia di Gaza.
Al-Qa’ida a Gaza? Fonti ufficiali del governo di Gaza hanno dichiarato alla nostra redazione che non esiste alcuna organizzazione legata ad al-Qa’ida a Gaza, ma si tratterebbe, invece, di una realtà creata dall’intelligence israeliana per fomentare conflitti interni a Gaza, che si avvale di “manovalanza” locale, indottrinata e convinta di rappresentare il network di Bin Laden.
“Tutti i gazesi sanno che questa organizzazione non esiste davvero – ci ha spiegato un collega al telefono -. Ci sono degli individui che si dichiarano suoi aderenti, ma il regista è Israele. Questo gruppo ‘salafita’ ha rapito Arrigoni per chiedere la liberazione di loro commilitoni imprigionati. Ma perché proprio un occidentale? Un italiano? Piuttosto, per far pressioni sul governo di Gaza, avrebbero potuto rapire un militante o dirigente di Hamas.
Purtroppo, noi temiamo che dietro ci sia Israele, che vuole spaventare gli attivisti della Freedom Flotilla2, in partenza il mese prossimo. C’è molta rabbia tra la gente di Gaza: tutti conoscono e apprezzano Vittorio”.
Questo è il primo rapimento a Gaza, dopo quello di Alan Johnston (si legga: http://www.infopal.it/leggi.php?id=4737; http://www.infopal.it/leggi.php?id=5727; http://www.infopal.it/leggi.php?id=5189)
Fonti all’interno della Freedom Flotilla2 hanno dichiarato all’agenzia Safa di “non escludere che ci sia Israele dietro il rapimento di Vittorio Arrigoni: può trattarsi di un piano per fare pressione sugli attivisti, e sulle varie organizzazioni in Europa impegnate nel tentativo di rompere l’assedio su Gaza, che dura da cinque anni. Due giorni fa, il primo ministro italiano, stretto collaboratore di Israele, ha dichiarato che lavorerà per impedire la partenza della flotta della libertà dall’Europa”.
Sempre su Safa, le stesse fonti hanno aggiunto che “questi trucchi non saranno un deterrente per il nostro lavoro umanitario per rompere l’assedio di 1,7 milioni di palestinesi intrappolati, e le cui condizioni di vita sono pessime.
“Se l’obiettivo del rapimento di Vittorio era di fare pressioni sul fronte palestinese (sul governo di Gaza che ha incarcerato alcuni militanti del gruppo salafita, ndr), perché non hanno sequestrato dei membri di Hamas? Ecco perché siamo portati ad accusare Israele del rapimento”.
Il governo di Gaza ha fatto sapere che sta facendo di tutto per liberare Arrigoni. In queste ore sono in corso retate presso le sedi di gruppi fondamentalisti.
= LIBERATE VITTORIO ARRIGONI
Il sequestro di Vittorio Arrigoni da parte di un gruppo armato a Gaza, è una indegnità inaccettabile contro un attivista che da anni vive sotto assedio insieme ai palestinesi di Gaza e svolge un lavoro insostituibile di denuncia e controinformazione.
Colpendo Vittorio si colpisce la solidarietà e la condivisione di tante attiviste e attivisti italiani con la lotta del popolo palestinese. Una azione di questo tipo è una aperta provocazione da parte di chi intende danneggiare questo legame.
In Medio Oriente è ormai in corso una guerra sporca tra i vari network che contribuiscono a tenere in ostaggio la questione palestinese proprio mentre Israele dimostra di temere la fine dell’isolamento dei palestinesi.
I responsabili di questo atto hanno una sola possibilità da prendere in considerazione: liberare e subito Vittorio!
(FORUM PALESTINA)
= AL DI LA’ E AL DI QUA DEL FILO SPINATO
Di Vittorio Arrigoni (Vik)
Ciao a tutti, fratelli e sorelle, al di qua e al di là del filo spinato israeliano che imprigiona Gaza nel suo assedio. Sto meglio, nel tepore della casa dei miei genitori, col mio cane che non smette un secondo di scodinzolarmi attorno, bevendo qualche arham juice, fumando le miebeedies, guardando malinconico fuori dalla finestra un giardino che si ovatta di bianco, qui nevica. Certamente sono colto dalla famosa “febbre di Gaza”.Non c’è rimedio se non tornare alla battaglia che ho interrotto, bisogna saper accettare il proprio destino, anche se è generoso di dolore e avaro gioie. Sono un leone io, più mi bastonano, più mi imprigionano, più rafforzano la mia determinazione verso quello in cui più credo, che in questi ultimi mesi della mia vita e’ significato libertà per la gente di Gaza, la mia seconda famiglia. Sono già alla terza doccia quest’oggi, più che dalle postule delle puntere d’insetto che infestavano la prigione in cui mi hanno tenuto sequestrato, mi sto ripulendo dal loro odio, qualcosa di veramente inumano. Sto anche facendo un po’ di allenamento fisico, e di forchetta,riprendendomi i chili perso negli ultimi giorni. Ovviamente sto scrivendo anche qualche articolo, e rilasciando interviste. stay human, Vostro Vik dall’esilio.

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