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Welfare del futuro e nuovi scenari della povertà

Welfare del futuro e nuovi scenari della povertà
Maggio 12
20:07 2021

Si è tenuto mercoledì 5 maggio 2021, dalle ore 14.30, tramite webinar, l’incontro di studio “Welfare del futuro e nuovi scenari della povertà”, organizzato dall’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Dipartimento di Giurisprudenza Dottorato di ricerca in “Diritto e tutela” e “Diritto pubblico” in occasione della pubblicazione del libro “L’intervento pubblico di contrasto alla povertà”, l’evento ha visto i saluti dei Coordinatori dei Dottorati di ricerca, la presentazione e l’introduzione degli Ordinari di Diritto Amministrativo dell’Università di Roma Tor Vergata. Ne hanno discusso gli Ordinari di Diritto Amministrativo Università Bocconi, di Sociologia dei processi economici e del lavoro dell’Università Federico II di Napoli, di Economia politica dell’Università di Roma Tor Vergata e di Diritto Civile dell’Università Roma Tor Vergata. Il tema della povertà centrale in questo momento, in uno Stato che deve riformarsi, tema poco trattato dai giuristi, impegnativo e le tecniche d’intervento pubblico. Prima la crisi sanitaria, poi economica, l’aumento delle divergenze sociali e la riflessione: protezione sociale e garanzia di un minimo di rendita a tutti. La difficoltà di redistribuzione della ricchezza. Nel testo si affrontano poi le problematiche e le prospettive: fondamentale l’investimento educativo, scolastico, nella ricerca e la responsabilizzazione. Emerso il tema della scelta: un certo vacuo assistenzialismo, redditi vari, il modello burocratico, la spinta populista, riforme efficaci… No elargizione senza concretezza. La risposta europea, l’assenza del diritto europeo dell’emergenza, una riforma fiscale efficace per rendere efficace la redistribuzione. Il comportamento delle persone comuni per osservare la situazione. L’emersione di nuovi poveri, il pericolo di passare dalla società dei 2/3 (1/3 emarginato) a 1/2 (1/2 emarginato). Il compito dello Stato? Politica mirata: pubblici poteri e privati in collaborazione. La povertà ha molti volti, non solo l’aspetto economico ma anche storico, geografico, culturale.  Dall’elargizione paternalistica al riconoscimento dei diritti soggettivi da conciliare con gli obblighi se non si vuole svalutare il principio di solidarietà. La Corte Costituzionale ha riconosciuto che i diritti sociali sono incomprimibili e intangibili (contenuto minimo) e quindi il legislatore deve tenere in secondo piano il problema del bilancio e la Costituzione impone ai pubblici poteri un obbligo d’intervento ed esercizio per garantire i diritti in un contesto di solidarietà e uguaglianza. La contingenza, che detta gli interventi, implica frammentarietà che incide in modo non permanente ma come rimedio “individuale” scevra da una visione unitaria, dove l’efficienza e l’efficacia delle misure sono limitate da scarso controllo. Da Stato assistenziale a Stato innovatore. Emerso il tema dei lavoratori con salario insufficiente per la famiglia, come 1/4 degli immigrati e l’aumento della marginalità dei senza dimora. Gli effetti della povertà? Mette in crisi la propria dignità sociale e i diritti sociali garantiti. Lavoro, politiche salariali, protezione del soggetto durante l’arco della vita come rimedi. Una questione che ha visto inizialmente la carità come protagonista, poi la legge Crispi (assistenza e beneficenza), il periodo fascista, il dopoguerra sino all’attuale reddito di emergenza. Importante il rapporto tra Istituzioni e corpo sociale. Il problema anche che la povertà non è definibile una volta per tutte: distinzione tra povertà assoluta e relativa in relazione alle disuguaglianze e disagio in sé, dove la povertà assoluta è l’essere sprovvisto di mezzi, presenza delle restrizioni basilari. Le carenze del sistema italiano: frammentarietà, no continuità, spreco di risorse, disfunzioni, il rapporto tra solidarietà e art. 2 Cost., l’Istituzione assistenziale aperta a tutti, lo stimolo a essere attivi, il fine ultimo l’adozione di politiche. Se l’uguaglianza è multidimensionale e non unidimensionale, allora non c’è uguaglianza univoca ma parte della popolazione è intrappolata. Reddito universale, favorire la dinamica economica, politiche attive, attuabilità, conoscenza ed efficacia dell’intervento pubblico, la politica addizionale e la difficoltà della politica di sostituzione. Leggi ben scritte ed efficacia dell’attuazione. No efficienza se uguaglianza? Complementarietà. La Costituzione impone la solidarietà. Il codice civile è privo di riferimenti al tema in questione eccetto pochi riferimenti come la rescissione del contratto per chi si appropria dello stato di bisogno, deroga alla responsabilità del debitore nell’accordo con la maggioranza dei creditori… Il principio solidaristico dell’art. 2Cost. sta penetrando nel sistema civilistico. Il tema della povertà letta in chiave paternalistica invece che in relazione ai diritti della persona, rispetto della sfera patrimoniale e tutela morale (disagio morale). Disuguaglianze, disagio, privazione, menomazione del diritto…: povertà.

 

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