PD AVS M5S Velletri: un Referendum che non serve alla Giustizia dei cittadini
PD AVS M5S Velletri: un Referendum che non serve alla Giustizia dei cittadini, ma a chi vuole collocarsi al di sopra della legge
VELLETRI (RM) – Una partecipazione attenta e qualificata ha accompagnato, giovedì 12 marzo presso la Casa delle Culture, l’incontro pubblico sulle ragioni del NO al prossimo referendum costituzionale del 22 e 23 marzo, organizzato da PD AVS e M5S. L’evento, che ha visto per la prima volta uniti le principali forze di opposizione a livello nazionale, ha permesso di analizzare una riforma, come emerso dal dibattito, che rischia di alterare profondamente l’equilibrio tra i poteri dello Stato. A moderare l’incontro, l’ex Ministra della Difesa, Elisabetta Trenta
Un Parlamento esautorato? A questa prima domanda in apertura hanno risposto i due parlamentari presenti. Il Senatore Filippo Sensi (PD) e il deputato Filiberto Zaratti (AVS) hanno evidenziato come l’iter seguito, per deliberata scelta della maggioranza ha cancellato ogni reale confronto democratico, escludendo la possibilità di incidere con emendamenti, con una maggioranza blindata chiusa nel proprio perimetro.
Quale Il disegno politico: tra Premierato e controllo del PM
Il dibattito ha evidenziato come la riforma non sia un “fungo nel deserto”, ma si inserisca in un disegno più ampio. Il consigliere regionale Adriano Zuccalà (M5S) e gli ospiti hanno tracciato poi il legame inscindibile tra questa modifica e la riforma del Premierato. Il timore emerso è quello di un progressivo scivolamento verso un sistema dove il Pubblico Ministero, una volta separato dalla cultura della giurisdizione, finisca inevitabilmente sotto l’influenza del potere esecutivo, trasformandosi in un “avvocato dell’accusa” o in un “poliziotto d’attacco” che non cerca più la verità, ma la condanna.
L’analisi tecnica: un attacco alla fiducia nello Stato
Particolarmente incisivi gli interventi tecnici del Professor Massimo Siclari e degli avvocati Carlo Colizza e Tommaso Conti. È stato smontato il mito del “giudice terzo”: sostenere che la riforma serva oggi a garantire l’imparzialità significa implicitamente affermare che le sentenze emesse finora siano state parziali, un attacco frontale alla fiducia dei cittadini nella magistratura.
L’avvocato Colizza, forte della sua esperienza amministrativa, ha chiarito il punto centrale per l’uomo della strada: “Questa riforma non darà risposte a chi aspetta anni per una sentenza o a chi vede il proprio processo morire in prescrizione. È una discussione che riguarda l’architettura del potere, non l’efficienza dei tribunali”.
La voce del territorio
Dagli interventi del pubblico è emersa una preoccupazione concreta: mentre i cittadini chiedono risorse per cancellerie e personale, la politica si concentra su un “paracadute per i colletti bianchi” che temono il controllo di legalità.
”Il 22 e 23 marzo non si vota su un tecnicismo, ma sulla tenuta della nostra democrazia”, è stato il messaggio finale. “Dobbiamo raccontare ai cittadini che questa riforma non accorcia i tempi della giustizia, ma allunga le mani della politica sui giudici. Velletri voterà NO per difendere una giustizia che sia uguale per tutti, e non un servizio a disposizione del manovratore di turno”.





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