PERCHE’ LA CITTA’ NON MUOIA. UNA MODESTA PROPOSTA
La presidente del consiglio ha detto che l’anno venturo sarà più difficile di quello che abbiamo appena passato. Nei Comuni di Albano Laziale, Ariccia e Genzano si aggiungerà un altro problema, quello dell’elezione del sindaco.
Il contesto nazionale e mondiale sta producendo profondi rivolgimenti (clima, guerre, intelligenza artificiale) rispetto ai quali è necessario ripensare completamente il modo di fare politica. Non è più tempo di cercare di assicurare la continuità, dei pannicelli caldi: tutto cambia rapidamente ed è in gioco la stessa democrazia. Nella gestione dei Comuni è giunto il momento in cui è necessario un deciso salto di qualità e di prospettiva. E’ illuminante l’affermazione di Francesco Rutelli: “Una città che non si trasforma è una città che muore”.
Viene di seguito formulata una modesta proposta per chi si candiderà a guidare la città di Albano Laziale, proposta che, mutatis mutandis, può essere di ispirazione anche per gli altri Comuni.
Il punto essenziale è l’elaborazione e la condivisione di una visione di sviluppo per i prossimi venti anni: come si vuole trasformare la città?
Di seguito alcuni problemi da affrontare.
Il coinvolgimento dei cittadini alla vita pubblica (coinvolgere i cittadini sia nella presa delle decisioni che nell’impegno diretto a favore della comunità).
L’invecchiamento della popolazione (si fanno pochi figli e l’età media aumenta progressivamente).
Le migrazioni (gli stranieri sono il 10 per cento della popolazione).
La formazione del personale politico (l’attuale personale politico non è sufficientemente formato e informato, e non dedica adeguato impegno per affrontare le complesse dinamiche dell’amministrazione).
La formazione del personale del Comune (l’attuale personale del Comune ha bisogno di un’adeguata formazione continua, sia professionale che gestionale).
La trasparenza dell’amministrazione comunale (accesso agli atti, pubblicazioni divulgative e statistiche, sito istituzionale).
La formazione della cittadinanza per realizzare una “Città della gentilezza e della sicurezza” (corsi di educazione civica, di educazione alla legalità).
Le risorse finanziarie del Comune (revisione della spesa (spending review) per affrontare le oggettive difficoltà di bilancio).
Una nuova visione di sviluppo dovrà realizzarsi attraverso un investimento “immateriale” nelle persone e nelle procedure accompagnato e un investimento “materiale” (verde pubblico, strade, strutture di accoglienza, salvaguardia del territorio, opere pubbliche) per i prossimi venti anni.
Ad Albano Laziale nel passato il programma politico dei sindaci è stato un documento pieno di promesse e di lodevoli intenzioni del tipo “vogliamo bene alla mamma” ignorato dai più e mai utilizzato per la valutazione dell’operato degli amministratori.
Al di là delle belle parole, ci si attendono precisi e dettagliati impegni programmatici e progettuali con relativi obiettivi, finanziamenti, cronoprogrammi. Ciò permetterà di valutare se chi si propone di guidare la comunità è capace di affrontare con competenza e coraggio le procelle in arrivo con la testa non rivolta all’indietro per mantenere lo status quo ma verso un futuro tutto da immaginare e costruire – per far sì che la città non muoia.






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