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Prima Nazionale – La morte e la fanciulla di Ariel Dorfman

Prima Nazionale –  La morte e la fanciulla di Ariel Dorfman
Gennaio 26
16:00 2026

In Prima Nazionale al Teatro dei Filodrammatici di Milano debutta La morte e la fanciulla di Ariel Dorfman, produzione del Centro Teatrale Bresciano in collaborazione con Le belle bandiere, compagnia attiva dal 1993 e da oltre trent’anni punto di riferimento della ricerca teatrale italiana. Lo spettacolo sarà in scena dal 29 gennaio al 1° febbraio, la regia è di Elena Bucci con la collaborazione di Marco Sgrosso. In scena: Elena Bucci, Marco Sgrosso e Gaetano Colella. Un nuovo lavoro che si inserisce nel percorso coerente e stratificato della compagnia, da sempre attenta al dialogo tra drammaturgia contemporanea, memoria storica e responsabilità civile del teatro.

NOTE DI REGIA
‘L’azione si svolge ai giorni nostri, probabilmente in Cile, ma potrebbe trattarsi di un qualsiasi altro Paese che ha appena ottenuto la democrazia dopo un lungo periodo di dittatura.’ Scrive Dorfman.
Rileggendo oggi questo testo, lo sguardo si allarga al mondo intero, mentre si moltiplicano governi autoritari che faticano a dialogare tra loro e si sfalda la memoria anche dei più recenti crimini contro l’umanità.
La casa isolata e sospesa tra mare e cielo dove si svolge la vicenda, sembra molto vicina.
Proprio lì, in una notte di pioggia, Paulina Salas attende il marito, Gerardo Escobar, di ritorno da un importante incontro politico che gli varrà un incarico di prestigio e di grande responsabilità nel nuovo governo democratico: è stato invitato a presiedere la commissione di indagine sui crimini della dittatura. Gerardo porta con sé uno sconosciuto, Roberto Miranda, che lo ha soccorso per un guasto alla macchina. Nel clima disteso generato dal nuovo respiro di speranza che permea tutto il paese, è naturale invitarlo in casa prima che riprenda il suo viaggio, nonostante l’ora e il luogo isolato. Miranda rifiuta, ma tornerà. Un incontro casuale innesca un viaggio nel tempo nel quale si rivelano traumi irrisolti, ombre e segreti nelle relazioni, sotterranee e impreviste ragioni che possono trasformare in vittime o carnefici, traditi o traditori.
Le domande intorno a giustizia, verità e vendetta risuonano come echi di antiche tragedie.
Si incrina la superficie della realtà per fare emergere incubi, sogni e speranze, si apre un varco tra passato e presente, tra vivi e morti. Rivolgiamo il pensiero alle dittature del secolo scorso, alle tragiche ripetizioni della storia, al pericolo delle lusinghe del potere, alla lotta tra memoria e oblio.
Quello che accade in quella pacifica casa sul mare evoca stadi affollati di prigionieri, tribunali, camere di tortura, un’antica città costruita sulla necropoli, le attuali guerre e dittature.
Attraverso la molteplicità dei suoi codici il teatro scardina le abitudini percettive per offrire nuovi punti di vista e diventa strumento di emozione e conoscenza. Passiamo dalla sceneggiatura cinematografica al testo teatrale, sospendendo a tratti il ritmo serrato del racconto per rivolgerci
al presente. Le voci si moltiplicano in un’architettura sonora di echi, registrazioni, melodie accennate che corrodono la compattezza dei ‘personaggi’ rendendoli permeabili gli uni agli altri. Si rompe il silenzio che deriva da antiche ferite, dalla paura e dalla incapacità di guardare l’orrore dentro e fuori di sé. Da una sola storia se ne levano molte altre che rivelano a loro volta infinite memorie e testimonianze. Riusciremo a non ripetere gli stessi errori?

APPROFONDIMENTI

Ariel Dorfman è nato in Argentina nel 1942. Trasferitosi in Cile, scampò all’arresto durante il regime di Pinochet e riuscì a fuggire rocambolescamente dal paese, come viene raccontato nel documentario A Promise to the Dead: the Exile Journey of Ariel Dorfman, premiato nel 2008 al Toronto Film Festival. Attualmente vive in Cile e negli Stati Uniti, dove insegna alla Duke University. La morte e la fanciulla ha avuto repliche in tutto il mondo. Roman Polanski, nel 1994, ne ha tratto l’omonimo film con Sigourney Weaver, Ben Kingsley e Stuart Wilson.

Lo spettacolo va in scena al Teatro dei Filodrammatici di Milano

Orari: giovedì, venerdì e sabato ore 20.30 – domenica ore 16.00
Contatti:
Teatro dei Filodrammatici
tel. +39 02 7600 4816
biglietteria@teatrodeifilodrammatici.it

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