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Ridurre gli effetti della dislessia

Ridurre gli effetti della dislessia
Maggio 31
23:00 2009

dislessiaSecondo l’ultima ricerca condotta dal centro di eccellenza finlandese, riguardante l’apprendimento e la ricerca sulla motivazione, è possibile ridurre gli effetti della dislessia nei bambini che ne sono affetti grazie all’ausilio di speciali esercizi. Il disturbo, che interessa il 3-4 % della popolazione scolastica nella fascia della scuola primaria e secondaria di secondo grado, rientra nei DSA, ossia nei Disturbi Specifici d’Apprendimento. Il DSA interessa uno specifico dominio di attività, quali la lettura, la scrittura e il calcolo, lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale. La dislessia non è dunque attribuibile ad un disturbo dello sviluppo o ad una menomazione di tipo sensoriale. Il quoziente intellettivo del dislessico risulta essere nella norma, anche se la sua acquisizione del codice alfabetico è lenta e stentata, il controllo delle analisi e sintesi fonemica limitato e la struttura fonologica delle parole lette e scritte alterata. I deficit che accompagnano il disturbo sono la difficoltà nel calcolo (discalculia) e nell’abilità ortografica (disortografia). Spesso sono presenti anche difficoltà nella comprensione del testo, nel linguaggio orale e nell’attenzione. Tale lentezza di apprendimento è determinata da un’alterazione neurobiologica che impedisce ad alcuni gruppi di cellule, deputate al riconoscimento delle lettere-parole, di funzionare in modo corretto. Questo fa sì che il bambino possa leggere e scrivere solo impegnando al massimo le proprie capacità poiché si stanca in fretta, commette errori, resta indietro, non impara. Il disagio vissuto dal dislessico viene il più delle volte confuso dai genitori e dagli insegnanti con indolenza o poca voglia di imparare, ma per il bambino il solo fatto di essere invitato a leggere a voce alta davanti ai compagni o essere interrogato rappresenta un vero e proprio incubo quotidiano. Per l’aiuto e la riabilitazione, sono stati ideati nuovi programmi informatici e l’Associazione Italiana Dislessia ha siglato accordi con le case editrici per mettere in commercio dei libri corredati da cd audio utili a facilitare l’apprendimento. Oltre agli esercizi didattici specifici, alcuni strumenti come lavagne luminose, cd-rom, computer e calcolatrice possono aumentare il grado di autonomia del bambino che incontra difficoltà nel percorso scolastico. In base ai risultati dello studio di ricerca condotto dal Professor Eikky Lyytinen presso l’Università di Jyvaskyla, in Finlandia, gli esercizi speciali vengono incorporati all’interno di un programma al computer che al momento è disponibile gratuitamente sul web.
Secondo il Professor Lyytinen, il gioco al computer è in grado di mantenere alta e constante l’attenzione in un modo che i bambini “trovano divertente, anche se hanno difficoltà ad imparare a leggere”. Lo studio di ricerca ha previsto un confronto tra 107 bambini, aventi almeno un genitore affetto da dislessia, con un gruppo di controllo di bambini senza predisposizione ereditaria. Lo sviluppo di questi bambini è stato seguito dalla nascita fino all’età scolare.
“Metà dei bambini i cui genitori avevano difficoltà di lettura e scrittura, ritenevano l’apprendimento alla lettura più difficile rispetto ai bambini del gruppo di controllo”, ha spiegato il professore finlandese, il quale precisa che per iniziare ad usare tecniche e strumenti riabilitativi non è mai troppo tardi. “Ovviamente”, sostiene, “il risultato dell’apprendimento migliora con una formazione continua”. Il momento migliore per iniziare a svolgere questi esercizi virtuali è l’ultima parte dell’età prescolare, ma non è troppo tardi nemmeno quando i bambini hanno già iniziato la scuola.
Studi e ricerche sempre più mirati sembrano dunque sfatare il mito che vede la dislessia come una malattia e il bambino dislessico come sostanzialmente irrecuperabile sotto il profilo didattico; è un messaggio di speranza lanciato alle famiglie alle prese con questo disagio: il bambino dislessico può acquisire, anche se non perfettamente, le capacità di scrittura e di lettura necessarie a farsi strada nella vita grazie anche all’aiuto di nuovi programmi scolastici, studiati ad hoc, che si prefiggono di favorire in tutti i modi possibili il processo di apprendimento nell’età evolutiva.

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