Genzano – Ass. Il Consorzio: presentato il libro La casa dei fantasmi di Rita Gatta
Sai quando ti rimane in testa l’idea di un’azione incompiuta?
Questo era il mio stato d’animo fino a ieri. Mi spiego meglio: Rita Gatta, poetessa, scrittrice e insegnante aveva già presentato La Casa dei fantasmi a Villa Barattolo in Rocca di Papa, ma in quell’occasione un impegno precedente mi costrinse ad interrompere anzitempo quella riunione lasciandomi in testa quel senso d’incompiuto di cui parlavo poc’anzi. Ma ecco venerdì sera a Genzano finalmente l’occasione di colmare questa lacuna.
Rita presenta il suo libro presso l’Associazione culturale Il Consorzio di Genzano. La congiunzione astrale è favorevole, l’amico Massimo Onesti mi chiama per informarmi che la sua serata è saltata per l’influenza di un suo commediante e quindi finalmente sono libero di assistere alla presentazione di Rita e Lorena Gatta, sorelle, ma solo di letteratura.
Mi reco a Genzano e, come al solito, trovo parcheggio ad almeno un chilometro dall’ indirizzo e, come se non bastasse, durante il tragitto a piedi mi accompagna una pioggerellina, molto leggera, per fortuna.
A piedi mi oriento meglio e scovo subito l’indirizzo de Il Consorzio. Trovo un ambiente molto intimo ed accogliente. Antonio Luigi Conti sta appena introducendo le mie amiche già schierate e pronte per la presentazione, ed ecco che la Storia, complice l’eloquio di Rita, prende forma.
La Casa dei fantasmi si delinea sempre più nitida non solo a me che la conosco, ma anche nelle menti degli spettatori, grazie alle mappe catastali che Rita Gatta ha reperito dagli archivi più remoti e a suffragare queste documentazioni molto concorrono i ricordi personali della sua datata amicizia con Donato Gatta, l’attuale proprietario di questa casa che attualmente ha trasformato in un Bed & break- fast. (Chi non è di Rocca di Papa potrebbe pensare che tutto ciò sia frutto di una riunione di famiglia, tanto più che anche la moglie del sottoscritto è una Gatta, ma vi assicuro che nessuno dei succitati è legato da vincoli di parentela! Chi è di Rocca lo sa).
Questi racconti ci riportano agli eventi storici dei Colonna, Annibaldi, Frangipane, famiglie nobili perennemente in lotta per il potere, puntualmente ricordati dalla scrittrice che ci spiega le origini di alcune definizioni quali ad esempio i “Bavaresi” che i locali ancora oggi attribuiscono agli abitanti dei Campi d’Annibale.
Termini risalenti a quando, nel XIV secolo, Ludovico il Bavaro discese nel Lazio e le sue truppe al ritorno in patria lasciarono qualche membro qui a stabilirvisi in seguito a matrimoni. A intervallare la storia documentata, le magistrali letture di alcuni brani del libro eseguite da Lorena, sempre attenta ai toni e alle sfumature in grado di rappresentare le situazioni in maniera così vivida da far concorrenza alle altrettanto magistrali illustrazioni che Anna Onesti ha realizzato in queste pagine.
Non voglio svelare oltre su La Casa dei fantasmi e concludo affermando che di sicuro trattasi di un’ottima lettura e per il sottoscritto è stato un bel venerdì sera. Infine…
… Il mio pensiero sui fantasmi – per chi fosse curioso – va di pari passo con la fisica della meccanica classica che affermava di credere solo sulla sperimentazione tangibile.
Ma ora che la meccanica quantistica ci ha descritto il comportamento della materia e ha scoperto le reciproche interazioni coi fenomeni caratteristici della scala di lunghezza o di energia atomica e subatomica preparandoci all’antimateria,
Con questi sovvertimenti non mi sento più di escludere le presenze immateriali ed ectoplasmatiche come avrei fatto in precedenza. Ergo: mai dire mai.





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