Rocca di Papa: ricordata in biblioteca la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne
Una riflessione a più voci in questo 25 novembre ’25, nella Biblioteca comunale di Rocca di Papa, a cura dell’Ass. L’Osservatorio, con Iolanda D’Amico e Maria Fondi, Presidente dell’Associazione stessa. Ospitale come sempre, la nostra bibliotecaria Rosita Millevolte, ha accolto il selezionato pubblico presente, compresi i Cavalieri dell’Orcatura, graditi ospiti in questa serata dedicata alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne con l’arricchimento letterario riservato a Jane Austen a 250 anni dalla nascita.
Un paio d’ore in cui il tempo è scivolato velocemente tra storia, letteratura, economia e analisi: studio e indagine relativi a una problematica che, in una contemporaneità definita moderna, munita d’intelligenza artificiale, con ampi richiami a provvedimenti legislativi educativi e sociali, si trova ancora oggi a fronteggiare un martirio che vede le donne vittime predestinate di una violenza di genere, alimentata da pregiudizi e stereotipi.
Le relatrici hanno esposto, coadiuvate da richiami legislativi succedutisi nel tempo, partendo dalle origini, e illustrando con immagini proiettate sullo schermo, il percorso che nel tempo ha segnato l’evoluzione di una presa di coscienza, la lotta e la tenacia delle donne e di legislatori illuminati, la denuncia di scivoloni e disattesi provvedimenti volti alla progressiva risoluzione di una parità di genere, cogliendo spunti e alimentando riflessioni e testimonianze tra i presenti. Non sono mancati riferimenti alla violenza perpetrata nel tempo, a chi coraggiosamente ha lottato, talvolta sacrificando la propria vita per veder riconosciuti diritti che fanno d’Umanità realtà non solo lessicale.
La figura della scrittrice inglese, evidenziata da Maria Fondi attraverso le opere, i commenti sulla sua personalità, i suoi interessi culturali e intellettuali, riflessioni e illustrazioni dell’allora quotidianità del mondo femminile, in un’epoca in cui il matrimonio era consolidata prassi per una relativa indipendenza dalla famiglia di origine, ha portato i presenti ad approfondire le tematiche di un tempo in cui la dipendenza delle donne era legata al mondo coniugale e familiare.
Mai abbassare la guardia, mai arrendersi, offrire a se stessi e a chi è a noi vicino spunti di riflessione e di meditato incitamento al coraggio, attraverso dinamiche basate sulla giustizia, senza mai cedere ai tentativi di sopraffazione, mancanza di rispetto, indifferenza e aggressivo tentativo di far prevalere la forza sulla ragione. Lo impongono le coscienze di tutti coloro che fanno del dono della vita prezioso stimolo di riconoscenza, rispetto e gratitudine.






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