Su Umberto Eco
Su Umberto Eco, (05/2/1932 – 19/2/2016), per volontà espressa dello stesso, non si potevano promuovere convegni, mostre ed altri eventi evocativi pubblici, fino a dieci anni dalla sua morte, ma sono stati proposti ritratti documentari, La nave di Teseo, editrice che ha co-fondato, ne ripropone negli anni studi, saggi e testi divulgativi ed in molti hanno continuato a pensarlo al centro della cultura, citandolo magari anche in brevi passaggi, (come chi scrive, speriamo non a sproposito). Pensato e citato per il rigore, per la capacità di mettere in relazione tante discipline e per quella sua caratteristica di saper fondere la cultura alta con la cultura pop, senza suture visibili, nel gioco infinito fra letteratura, filosofia, segno, enciclopedismo, mistero e riso; riguardo quest’ultimo si prenda ad esempio la sua citazione da L’umana sete di prefazioni – Testi liminari 1956-2015 a cura di Leo Liberti, La nave di Teseo, 2026: «Ci sono solo due casi in cui la prefazione non fa male. Il primo caso è prefazione da Vivente a Defunto, il secondo è prefazione da Grande Vecchio a Fanciullo. Tutti gli altri casi vibrano un colpo mortale al prefato.». Si sorride e poi, nel caso del prof. Eco si pensa che anche nelle prefazioni ‘ne approfittava’ per tracciare, attraverso ciò che vedeva, studiava e sentiva, portolani utili per il mondo a venire. Negli anni restò sempre viva la sua volontà pubblicistica, che è volontà di esserci: pubblicare settimanalmente, per quella esigenza di poter esprimere una parola, se non esaustiva, capace di far riflettere, di andare a riannodare parole, concetti, immagini, per rappresentarsi una visione meno asfittica del mondo e della realtà.
Citato anche per le molte ‘frasi celebri’, ricordiamo che fra le ‘fonti di informazione’ da lui considerate utili c’è il pettegolezzo: rivalutato poiché un tempo, in mancanza d’altro, anche di giornali locali, il pettegolezzo era uno dei pochi mezzi per sapere cosa accadeva nella comunità, per commentare, provare pietà nella disgrazia, benevola invidia o gioia sincera per ogni nuova conquista di concittadini. Così, sembrava dire, che il pettegolezzo, se non davvero malevolo, è stato un’altra ‘forma di rete’ fra le persone, ora che anche camminando per le nostre cittadine è quasi vietato incrociare gli sguardi ed ognuno scruta per terra o finge di essere solo fra la folla. D’aiuto, nella vita di tutti i giorni, credeva potessero essere alcuni suoi saggi scelti che raccolse sotto il titolo Come viaggiare con un salmone, così, a riprova che l’intellettuale, sceso dalla vecchia Turris eburnea, può essere qualcuno che fa uso di ciò che sa per risolvere problemi grandi e piccoli che si pongono davanti al cittadino, alla persona, ogni giorno; tutto ciò non a detrimento dei suoi testi di stampo scientifico sempre riproposti dalla casa editrice co-fondata, fra gli altri, con Elisabetta Sgarbi, altra personalità curiosa e poliedrica.
Finalmente da quest’anno, oltre alla riproposizione del suo L’isola del giorno prima in versione illustrata, ed. La nave di Teseo 2025, si aprirà ad ottobre una mostra milanese, curata dalla Fondazione Eco presieduta dal figlio Stefano, aiuto regista e collaboratore di progetti editoriali, e dalla figlia Carlotta, architetta, per raccontare nascita e fonti delle opere del filosofo, semiologo e scrittore attraverso materiali d’archivio come appunti, schizzi, disegni, vero laboratorio creativo…
Di seguito riproponiamo una serie di scritti usciti dal 2016 su Controluce.it e nel blog Variazioni, forse anche uno precedente la sua scomparsa, che citano Umberto Eco. Per completezza di informazione, sulle pagine di Controluce.it altre firme hanno scritto del prof. Eco, basta immetterne il nome sul portale in ‘cerca’. (Serena Grizi)





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