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Febbraio 27
09:03 2026

«Animula vagula blandula

Hospes comesque corporis

Quae nunc abibis in loca

Pallidula rigida nudula

Nec ut soles dabis iocos»

I versi attribuiti all’imperatore, contenuti anche nel romanzo Memorie di Adriano scritto da Marguerite Yourcenar, risuonano magicamente appena varcate le mura d’ingresso della pur sempre bella Villa Adriana a Tivoli. Parole antiche e moderne inscindibili dalla memoria dell’imperatore con il culto del bello, che a ricordo e guardia della sua Villa pose le copie di notevoli statue greche ed egizie viste nei suoi viaggi….E ‘l’animula vagula’, si avvantaggia di una giornata primaverile mentre, ammirati i panneggi delle vesti di molte statue conservate al Museia riaperto lo scorso ottobre, se ne sente ancora il fruscio per la via ad anello che conduceva gli ospiti fuori e dentro la villa e la servitù nella sottostante strada verso le 100 camerelle e gli ambienti di servizio delle terme…Lasciato alle spalle Museia si prosegue per la Torre di Rocca Bruna, una fra le più belle passeggiate della Villa. Saliti alla sommità si ammira l’agro, il monte Soratte, i Lepini; i paesi accollati come gigantesche meteore…la stellata notturna deve essere bellissima…oltre la villa antica ciò che accoglie è una porzione di agro sottratta al tempo, rilucente nelle giornate azzurre, con uno sguardo fino al mare. Ad accogliere sul sentiero alla Rocca Bruna, l’Alberobello, olivo di 600 anni, con caratteristiche molto vicine alla varietà ‘cuoricino’, sano e dal fogliame splendente; le primizie dei narcisi; i rami dai fiori dorati del jasminum nudiflorum   oltre che un ronzare di api sui fiori blu lavanda del rosmarino tappezzante, i prati imbiancati di pratoline, le piccole margherite che annunciano la bella stagione…

«Quando tutti i calcoli astrusi si dimostrano falsi, quando persino i filosofi non hanno più nulla da dirci, è scusabile volgersi verso il cicaleccio fortuito degli uccelli, o verso il contrappeso remoto degli astri.»*

Nel silenzio irreale, distante dalle auto, circondati dalla campagna e dai monti, da distese infinite di ulivi, querce, cipressi, è possibile riconciliarsi con la storia, quella maggiore e quella infinitesima d’ogni giorno, sentendo che nella continuità della pace un uomo, prima che un imperatore, trovò il tempo per coltivare le proprie passioni fatte di studi delle stelle e della poesia, di collezioni d’arte, di lunghe passeggiate qui ancora possibili, anche al coperto del criptoportico nelle giornate piovose…Passato e presente smettono di stridere, s’allontana lo stress: ‘gli ieri’ e ‘gli oggi’ s’affacciano allo stesso modo nell’ampia piscina del Pecile e del Canopo.

«La parola scritta m’ha insegnato ad ascoltare la voce umana, press’a poco come gli atteggiamenti maestosi e immoti delle statue m’hanno insegnato ad apprezzare i gesti degli uomini. Viceversa, con l’andar del tempo, la vita m’ha chiarito i libri»*

L’attimo può anche decidere di fermarsi, le sculture del Canopo non soffrono sferzate dalla pioggia e dal vento, ma vivono custodite nel Museia: il coccodrillo genius loci della piscina in pregiato marmo cipollino; le vesti, le acconciature e le membra candide delle Cariatidi; frammenti di volti e busti di incredibile realismo, di affreschi e colonnine, mosaici, grottesche, lo sguardo ammirato di visitatori del primo ‘800 immortalati da Bartolomeo Pinelli, Agostino Penna e altri, restituiscono mura abitate da coltri di piante (oggi mura diversamente tutelate), in un insieme, per il vero, dal sapore più decadente e romantico… Oggi adunate di parrocchetti fanno verde il prato, confortati dalla presenza delle drupe d’olivo e dai cespugli ricchi di bacche, dagli insetti attirati dall’acqua…passato e presente, presente e passato, in questa pace non ti sarebbe difficile pensarti… «Nec ut soles dabis iocos»… Se nella Villa camminerai porta con te le ‘Memorie’ e se una visitatrice velata a tratti ti farà strada fra le rovine, non temere: mentre passeggia sempre in tondo nella villa, il suo cruccio è la parola, un giovane viso che non può dimenticare fra realtà e finzione, l’amore per il luogo…l’oggi sono coppie di ragazzi e giovani famiglie da tutto il mondo con i figli piccoli per mano, fra boccioli di fiori e raggi dorati, che attraversano questa meraviglia, davvero, fuori dal tempo… *Da scritti di M. Y. e Memorie di Adriano (Serena Grizi)

L’articolo appare anche su LinkedIn – Immagine S.G.

 

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