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 “Sulle tracce della rEsistenza” a Velletri per “riAscoltarsi”

 “Sulle tracce della rEsistenza” a Velletri per “riAscoltarsi”
Dicembre 17
17:29 2025

 “Sulle tracce della rEsistenza” a Velletri per “riAscoltarsi”: emozioni a non finire con Emiliano Begni, Walter Gaeta, Fabio Massimo Capogrosso e “Bottega Sonora Ensemble”

È terminato, con la tappa di Velletri, il festival diffuso e itinerante “Sulle tracce della rEsistenza”. Un percorso emozionante, che ha attraversato varie città (Albano, Grottaferrata, Nettuno, Genzano, Velletri), gettando il seme della sana riflessione e della riscoperta di sé e del mondo attraverso sguardi, moti di coscienza, storie, testimonianze e impressioni. Un lavoro ambizioso condotto con grande devozione verso l’arte e la cultura che ha portato degli ottimi risultati, sia in termini di pubblico che di critica, e che può lasciare soddisfatta l’APS Eppur Si Muove, organizzatrice dell’evento in sinergia con il Sistema Castelli Romani e con il contributo della Regione Lazio. “RiCucire”, “riConnettere”, “riConoscere”, “riCostruire” e “riAscoltarsi”, questi i temi fondanti delle tante iniziative, a costruire le fondamenta di una rEsistenza con l’obiettivo di analizzarne le nuove forme nella frenesia della società contemporanea.

La tappa di Velletri – nell’Auditorium “Romina Trenta” della Casa delle Culture e della Musica – si è aperta giovedì 11 dicembre alle 18.30 con “Sulle tracce della musica” e la presentazione del disco “From end to Beginning” di Emiliano Begni. Introdotto dal benvenuto di Vanessa Sterpone, dell’Associazione Eppur si Muove, l’artista ha dato vita a un vero e proprio live, con otto pezzi eseguiti per la prima volta, in un lavoro che – come raccontato dallo stesso autore – è nato nei tempi della pandemia dove “riAscoltarsi” è stato per tanti un obbligo o una piacevole attività non programmata. Il disco abbina la creatività e lo sperimentalismo di Emiliano Begni, musicista completo, e la diversità degli stili dei vari pezzi eseguiti ha dimostrato l’ampio spettro di competenze magistralmente messe al servizio di un pubblico attento.

“Sulle tracce dei libri” ha invece ospitato Walter Gaeta, autore del volume “Duke Ellington e Alvin Ailey. Il jazz e la danza”. Lo scrittore – che è un pianista, compositore, docente e vanta esperienze internazionali nel campo della musica – ha costruito un parallelo storico e contenutistico mettendo a confronto due grandi mostri sacri del panorama internazionale. Il linguaggio jazz può avere qualcosa in comune con la danza? La risposta è complessa, articolata e – sorprendentemente – affermativa. Nel dialogo con Betta Cianchini (una menzione di merito alla sua bravura, da intervistatrice, nell’empatizzare con il proprio interlocutore su temi sia tecnici che emozionali) è emerso il quadro completo di un lavoro di altissimo livello letterario e saggistico. La presentazione è stata impreziosita dalla performance artistica di danza a cura di Corinna Torregiani.

Venerdì 12 dicembre, invece, il grande ospite è stato Fabio Massimo Capogrosso, introdotto dalla presidente dell’Associazione Eppur si Muove Daniela Di Renzo. Nel suo dialogo con Betta Cianchini il grande compositore ha unito ironia e delicatezza per raccontare la sua professione, svolta sempre con un’umiltà e un garbo fuori dal comune. Dagli aneddoti della sua collaborazione con Marco Bellocchio alle esperienze personali che lo hanno visto essere un predestinato nel campo, Capogrosso – a tu per tu con Betta Cianchini – ha spiegato come l’insegnamento sia una missione che va oltre le convenzioni accademiche perché si crea un rapporto di connessione cementato dalla musica. Interessante il punto di vista per cui non esistono, a suo modo di vedere, preclusioni di sorta sui vari stili: in effetti è proprio questa un’applicazione pratica dell’ascoltare e anche del riAscoltarsi, per restare in scia della traccia della tappa di Velletri. A concludere la manifestazione il concerto “Tre sogni”, eseguito da Bottega Sonora Ensemble, con le composizioni di D. Shostakovich, F.M. Capogrosso, A. Gerassimez e H. Werner Henze. I ragazzi e le ragazze sul palco, visibilmente emozionati, hanno dato vita a un’esibizione meravigliosa (molto toccante il momento in cui uno dei membri dell’ensemble ha eseguito, per la prima volta al flauto, un pezzo del Maestro Capogrosso che lo ha ascoltato con attenzione in prima fila) valorizzando tutti gli strumenti e creando un trionfo di musicalità. Ha concluso questa straordinaria serata Antonella Viggiani, coordinatrice del progetto, che ha ringraziato tutti i presenti.

Si è conclusa, dunque, l’esperienza del festival “Sulle tracce della rEsistenza” che ha viaggiato di città in città con il suo bagaglio di emozioni. La serata finale di Velletri è stata anche l’occasione per esporre il prodotto finale del laboratorio T-Essere – aperto a tutte e tutti– che si è svolto parallelamente alla rassegna a cura dell’associazione L’Asino e le Nuvole APS. Il tappeto tematico, con i suoi colori vivaci e le sue suggestioni, ha fatto da sfondo attivo alle esibizioni degli artisti e ai vari momenti della due giorni finale. L’auspicio è che quanto seminato venga interiorizzato e fatto proprio dai fruitori, anche perché “una notizia un po’ originale non ha bisogno di alcun giornale” – come recita De Andrè – e certi valori, se arrivano al cuore, possono davvero camminare e diventare parte integrande della nostra quotidianità. Ed è questa l’applicazione più pratica della cultura, che aiuta a esistere e rEsistere.

 

 

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