Un gol sotto il cielo “I figli ci guardano”
“Un gol sotto il cielo” (ed. Cantagalli, Siena 2025, pp. 216,E.17,00) è il primo romanzo di Fabrizio Compagnoni, ma non la prima fatica. Infatti, egli ha collaborato a diversi libri scritti a quattro mani ed è noto giornalista (cito per tutti la rivista online “Ginger Magazine”; infatti, Compagnoni ha conseguito l’abilitazione – nel 1996 – quale autore di testi presso il Centro Europeo Tuscolano di Mogol). Con “Un gol sotto il cielo” parte in quarta come scrittore. Infatti, c’è in questo libro di narrativa un quid che prende il lettore a viva forza, trasportandolo – attraverso le varie fasi del romanzo – in un’atmosfera in equilibrio tra la biografia e i ritratti di co-protagonisti diversi fra loro, in un flusso di fatti, sensazioni, trame, riflessioni di ampio respiro che salgono dal quotidiano ad “exempla” generali. Infatti, un pensiero sotteso al racconto avvolge le avventure, le disavventure, le realtà famigliari, le speranze e la realizzazione d’un sogno. Il gioco del calcio fa da sottofondo a tutto lo svolgimento della storia: è il sogno. Il pathos generale dato dalla scrittura è il vero protagonista delle vicende, e la chiarezza espositiva, la densità delle emozioni, coronano una narrazione che lievita in sé stessa, forse inavvertitamente (ma è una mia personale ipotesi, una sensazione di lettore meravigliato dalla sapienza scritturale del Compagnoni), fino a dare il risultato necessario a un libro: la voglia di rileggerlo appena terminato, perché, come scrive Borges, il vero libro comincia quando è conclusa la lettura. Sono resi magistralmente la figura del padre e la complessità dei rapporti umani, il legame viscerale con i luoghi della sua infanzia (una borgata a sud di Roma, al confine con il Raccordo) e la descrizione puntuale e dettagliata dei rapporti tra i suoi genitori. “Certo la Lazio è più importante della famiglia vero?” azzardò ancora ad obiettare mia madre. Lui rispose sempre infastidito: “Ma che ne capisci tu. Tu sei ‘na donna…” e considerandosi offeso, uscì sbattendo la porta dietro di sé.
Un testo importante perché analizza quello che prova un figlio quando sente litigare i suoi genitori. Si trova in mezzo e, volendo bene ad entrambi, si sente dilaniato, impotente e talvolta pensa che sia sua la colpa dei loro litigi: “A cena era la televisione a parlare. Era tanto tempo che non sentivo i miei dirsi qualcosa. Mio padre il più delle volte dopo cena usciva per la partita di poker e rincasava dopo mezzanotte. Era sempre fuori… Io non sapendo cos’altro fare, speravo solo che le cose non peggiorassero”.
Il protagonista, ragazzino attento ad ogni parola o sguardo dei suoi genitori, ha un solo obiettivo: vedere la sua famiglia unita e felice. Questo il desiderio di ogni bambino di oggi e di ieri, queste le loro speranze.
Ho evidenziato solo un aspetto del libro (i figli ci guardano di nascosto, ascoltano, capiscono molte cose, spesso anche più di quanto si immagini e percepiscono il malessere familiare reagendo ognuno in un modo diverso: soffrendo in silenzio, isolandosi, diventando aggressivi ) ma ci sono altri innumerevoli spunti: la gelosia che si prova tra fratelli specialmente nei confronti dell’ultimo arrivato, gli aspetti negativi e quelli positivi (che nel caso del protagonista sono molti di più) di vivere vicino alla parentela (nonni, cugini, zii); mentre oggi la famiglia nucleare è sola, distante spesso dalle famiglie di origine o per la separazione chilometrica o perché non si “gradiscono” ingerenze. Certo, una via di mezzo potrebbe risolvere tanta solitudine. Però, il non confrontarsi con altre realtà familiari, con altri modelli di comportamento, con diverse dinamiche di comunicazione, soprattutto se ci sono conflitti, sarà senz’altro negativo per i singoli componenti.
Infine l’autore termina con una frase di Mogol che è un incitamento a vedere con ottimismo l’esistenza e il mondo, le delusioni e le disavventure : “La felicità non dipende dagli eventi, ma dalla lettura della vita”.






-ban.jpg)






























































































































































































Non ci sono commenti, vuoi farlo tu?
Scrivi un commento