Una domenica da dimenticare al capolinea della Metro C Monte Compatri–Pantano
Monte Compatri, 17 novembre 2025 – È stata una domenica da dimenticare quella appena trascorsa al capolinea della Metro C Monte Compatri–Pantano. Una giornata segnata da episodi che, purtroppo, confermano ancora una volta come quell’area resti una terra di nessuno, nonostante le promesse e i proclami.
“Non si può continuare a far finta di nulla mentre i cittadini subiscono un clima di insicurezza quotidiana”, commenta Claudio Quaranta, coordinatore di Legati a Monte Compatri, sottolineando come la misura sia ormai colma.
Nel corso della giornata si è verificato il furto di un’automobile nel parcheggio, un episodio di cui ci si è accorti nel pomeriggio. A completare un quadro già allarmante, in serata un operatore ATAC è stato vittima di un tentativo di aggressione, ulteriore dimostrazione del clima di insicurezza che avvolge l’intera area.
C’è poi chi continua a sostenere che le due telecamere installate dopo il tragico omicidio di Ivan Alexandru — di cui a gennaio ricorreranno due anni — avrebbero dovuto rappresentare un argine alla delinquenza e restituire sicurezza a un luogo che da troppo tempo vive nell’abbandono. La realtà ci dice l’esatto contrario: nonostante quelle telecamere, il capolinea Monte Compatri–Pantano resta fuori controllo, esposto a episodi quotidiani di illegalità.
Forse basterebbe davvero avere il coraggio di ascoltare chi vive questa realtà ogni giorno e che da anni chiede interventi concreti. Basterebbe ammettere che un presidio fisso interforze rappresenta l’unico vero deterrente al dilagare incessante di microcriminalità e violenza.
Coraggio, sì. Ma non quello da selfie: quello delle scelte responsabili e delle azioni concrete, nell’interesse dei cittadini e della loro sicurezza.






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