UNA RIEVOCAZIONE A ROCCA DI PAPA
Il 10 agosto 2025 si è tenuta a Rocca di Papa un’importante rievocazione: il bicentenario della morte di Leonida Montanari presso il Santuario della Madonna del Tufo.
Leonida Montanari assunse la funzione di medico condotto alla fine del 1823 a Rocca di Papa quando la città contava 1.800 abitanti: nel successivo anno e mezzo svolse l’incarico con competenza e passione, ponendosi completamente al servizio di una popolazione in gran parte povera e bisognosa di cure e attenzioni costanti. Fu decapitato, insieme a Angelo Targhini, a Piazza del Popolo il 23 novembre 1825 in quanto membro di una delle società segrete della carboneria che lottavano per la libertà e l’uguaglianza del popolo contro lo stato Pontificio retto da papa Leone XIII.

Questa la locandina del programma dello spettacolo teatrale intitolato “Rocca di Papa ai tempi di Leonida Montanari”. Testi di Rita Gatta e Mario Giovannetti. Personaggi e interpreti: narratrice, Rita Gatta; attori Enrico D’Alessandri, Lorena Gatta, Maria del Nero, Luigi Carfagna, Angelo Querini, Andrea Cocozzoli, Giorgio Serafini, Fabrizio Castri, Luca Brunetti. Musica, Paolo Valbonesi, Regia di Mario Giovanetti.
La pièce è scaturita dal lavoro di ricerca storica di Rita Gatta che ha ricostruito le vicende della vita quotidiana a Rocca di Papa nella prima parte dell’800 scavando, da brava archeologa degli archivi, nei documenti del Comune.
Ne è emerso un insieme di gustosi quadretti di vita reale interpretati in genuino dialetto rocchigiano dai bravi attori della compagnia teatrale.
Alcuni degli argomenti della pièce.
La descrizione della procedura dell’asta pubblica per il taglio boschivo, una delle attività principali della comunità rocchigiana.
La situazione della scuola gestita in parte dalle Maestre Pie Filippini e da sacerdoti che ricevevano, un sussidio annuo le prime e uno stipendio con l’uso di una casa i secondi, in un contesto in cui la maggioranza della popolazione era analfabeta.
Le lamentele per la vita grama e faticosa e per l’esosità delle tasse il ricavato delle quali serviva per due principali motivi: portare avanti la causa contro i principi Colonna che volevano impedire ai rocchigiani di legnare e carbonare (e cioè il diritto di raccogliere liberamente la legna e fare il carbone nei boschi della Selva Grande) e per continuare i lavori di riparazione della chiesa lesionata e crollata nel 1914 dopo il terremoto del 1806.
I gustosi dialoghi delle donne al lavatoio, inclusi i pettegolezzi sull’avvenenza del bel chirurgo che per la sua dedizione ottenne dal Comune un aumento di stipendio, come pure quelli degli uomini all’osteria, hanno fatto rivivere una società coesa in cui sorgevano dispute talvolta violente ma sempre successivamente ricomposte. Un analogo “dialogo ai fontanili” è stato recitato nel Comune di Colonna, a testimonianza dell’amore di molti cittadini e di loro associazioni per la storia e l’identità culturale dei Castell Romani.
Guardando alla serata con l’occhio dell’osservatore esterno, si può affermare che lo spettacolo e la numerosa partecipazione dei rocchigiani alla serata stanno a testimoniare che, in questo periodo di profonda crisi dei valori in tutto il mondo, la memoria di chi ha lottato per la libertà e si è prodigato per la salute e il benessere del popolo come il dottor Montanari non si è dissolta nemmeno a distanza di due secoli.





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