Urgente allarme sulla condizione critica delle zone umide e dei laghi dei Colli Albani
In occasione della Giornata Mondiale delle Zone Umide, il Coordinamento Ambientalista Castelli Romani lancia un nuovo e urgente allarme sulla condizione critica delle zone umide e dei laghi dei Colli Albani, sempre più minacciati dall’abbassamento delle falde sotterranee e da un modello di sviluppo insostenibile.
Il principale pericolo per l’intero sistema idrogeologico dei Castelli Romani è rappresentato dal sovrasfruttamento dei pozzi: sull’idrostruttura dei Colli Albani insistono oltre 100.000 pozzi, molti dei quali fuori controllo. L’enorme prelievo di acqua sotterranea ha superato da tempo la capacità naturale di ricarica garantita dalle piogge, innescando un progressivo collasso delle falde.
A questo si aggiunge un consumo di suolo fuori scala, frutto di decenni di speculazione edilizia, che ha portato sul territorio un numero eccessivo di abitanti, infrastrutture e consumi idrici incompatibili con l’equilibrio naturale dell’area vulcanica.
Le conseguenze sono ormai evidenti e documentate:
i laghi dei Castelli Romani si sono abbassati di oltre 7 metri, come dimostrano le misurazioni portate avanti dal Coordinamento Ambientalista da più di 40 anni. Un dato drammatico, che smentisce ogni tentativo di minimizzazione.
L’abbassamento delle falde sta inoltre causando la scomparsa progressiva di zone umide di rilevanza europea, come la Doganella, sito fondamentale per la sopravvivenza degli anfibi, e il quasi totale prosciugamento di sorgenti storiche come Fontana Tempesta e l’Acqua della Certosa, oggi attive solo in seguito a piogge eccezionali.
Siamo di fronte a una crisi sistemica, che mette a rischio biodiversità, paesaggio, risorse idriche e salute delle comunità locali.
Per questo le associazioni aderenti al Coordinamento Ambientalista Castelli Romani – tra cui Legambiente (circolo Appia Sud Il Riccio), Equincontro Natura, Ecoistituto RESEDA, Latium Volcano, Per le Nuove Generazioni, La Spinosa per l’Ambiente, insieme a molte altre realtà territoriali – si riuniscono per definire nuove forme di lotta, rafforzare l’azione dal basso e pretendere l’attuazione immediata di un piano concreto per la salvaguardia dei laghi e delle zone umide.
Non c’è più tempo per rinvii, narrazioni rassicuranti o false soluzioni.
La difesa dell’acqua è una priorità assoluta. O si cambia rotta ora, o il danno diventerà irreversibile.





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