Valmontone (Rm) – L’esordio in D all’ultima giornata. Il Valmontone ha avuto un doppio motivo per festeggiare nell’ultimo match ufficiale della stagione: il netto 5-0 con cui i ragazzi del presidente Manolo Bucci si sono imposti sul campo del Real Monterotondo e anche l’esordio in campionato di Julian Tisato, portiere italo-australiano classe 2007: “Ero un po’ nervoso ed emozionato prima della partita, ma mi sentivo pronto di giocare e dimostrare di poter competere in questo campionato di serie D, sapendo di aver lavorato sodo dentro e fuori dal campo – dice il giovane estremo difensore – Sapevo di poter contare su compagni di squadra fantastici, con qualità e grinta, pronti a lottare e a fare tutto il necessario per vincere. Aver ottenuto i tre punti con uno squillante 5-0, quindi senza subire gol al mio debutto in campionato in Italia, sarà un’esperienza che ricorderò a lungo”. Tisato approfondisce l’analisi sulla gara (senza storia) di Monterotondo: “Fin dall’inizio abbiamo giocato bene: sapevamo di dover chiudere la stagione con una vittoria. Il gol di De Silvestro nei primi due minuti ci ha dato una bella spinta, infondendo fiducia alla squadra. Successivamente abbiamo continuato a controllare il gioco, attaccando e difendendo bene, fino a conquistare una netta vittoria”. Il portiere nato in Australia parla della sua storia: “L’anno scorso giocavo in Spagna e questo è il mio primo anno in Italia. Il mio sogno è quello di arrivare in serie A e difendere i colori della nazionale australiana o anche italiana, visto che ho la cittadinanza di entrambi i paesi e quindi posso giocare per entrambe le rappresentative”. La chiusura di Tisato è sul suo approdo al Valmontone: “E’ stato il mio agente Erminio Rullo (ex calciatore tra le altre di Lecce e Napoli, ndr) a parlarmi della possibilità di un accordo con il Valmontone. Quando sono arrivato non parlavo italiano, quindi all’inizio non è stato semplice capire tutto, ma tutti i miei compagni di squadra, gli allenatori e lo staff mi hanno aiutato non solo a imparare la lingua, ma anche a diventare un calciatore migliore e a maturare come persona”.
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