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Chiesta onorificenza in memoria di Filippo de Pisis, artista e difensore dei diritti umani

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Chiesta onorificenza in memoria di Filippo de Pisis, artista e difensore dei diritti umani

agosto 28
13:02 2010

L’Associazione Watching The Sky, il Gruppo EveryOne e il Circolo Generazione Italia di Milano, sezione Diritti Umani, sottopongono la richiesta alla città natale del pittore, Ferrara; al Comune di Milano, dove visse e al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Nella lettera alle Istituzioni, le organizzazioni espongono le motivazioni alla base della mozione

Milano, 28 agosto 2010. “Filippo de Pisis non fu solo uno dei massimi artisti italiani del Novecento, ma anche e soprattutto un uomo libero da pregiudizi, capace di manifestare per i diritti umani durante gli anni oscuri del regime fascista e delle leggi razziali”. Lo affermano in una nota inviata al comune di Ferrara (città natale del pittore), al comune di Milano (dove de Pisis visse dal 1939 al 1943) e alla Presidenza della Repubblica l’Associazione Watching The Sky, il Gruppo EveryOne e il Circolo Generazione Italia di Milano, sezione Diritti Umani. “Ecco perché,” spiegano i presidenti delle tre organizzazioni, “chiediamo un riconoscimento alla memoria di Filippo de Pisis per il suo impegno e il suo coraggio nell’àmbito dei diritti delle minoranze e contro le persecuzioni razziali”. Le organizzazioni per la cultura dei diritti umani portano alcune prove a sostegno della loro richiesta: “Innanzitutto l’artista, come riferisce anche il suo biografo Nico Baldini, fu attivista ante litteram per i diritti Lgbt, manifestando apertamente la propria indole omosessuale e sostenendo il diritto a vivere la propria identità di genere senza nascondersi. A causa di questo suo spirito libero e orgoglioso, divenne inviso all’autorità fascista e rischiò il confino”. Ma il pittore ferrarese difese apertamente anche altre comunità di minoranza perseguitate dai fascisti. “Nel 1938, a causa delle leggi razziali, il poeta di origine ebraica Umberto Saba fu costretto a rifugiarsi a Parigi,” riferiscono i presidenti delle tre associazioni, “dove fu aiutato da Filippo de Pisis. Ma non è ancora finita. Nel 1940, poco dopo l’approvazione delle disposizioni governative che prevedevano l’internamento dei Rom e dei Sinti presenti in Italia in campi di concentramento, Filippo de Pisis dipinse alcuni insediamenti di Rom a Milano, nei quali si premurò di mostrare l’unione di quel popolo, le sue tradizioni e il suo amore per la vita libera. Proprio a Milano, dove attualmente le autorità danno la caccia alle famiglie Rom per sgomberarle dai loro ripari di fortuna, si trova, presso la Galleria Civica d’Arte Moderna di via Palestro, uno dei capolavori dell’artista, che si intitola ‘Zingari’ e rappresenta un piccolo gruppo di Rom, accampati sulle sponde di un corso d’acqua, intenti a conversare, mentre un cavallo di loro proprietà pascola nell’erba. I Rom, nel dipinto, sono indefiniti e oscuri come ombre; sembra che un presagio di dolore gravi sopra il luogo in cui sono rifugiati”.

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