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Nuove forme di comunicazione: alcuni dubbi

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Nuove forme di comunicazione: alcuni dubbi

Nuove forme di comunicazione: alcuni dubbi
gennaio 06
14:02 2019

Lo ammetto, non ho mai avuto un buon rapporto col telefono (e i miei amici lo sanno), perciò sono rimasta entusiasta dall’avvento degli sms: mi avrebbero consentito di avere più occasioni di contatto senza dover alzare la cornetta.

La nascita di Whatsapp (e Messenger su Facebook) ha comportato, poi, i vantaggi che tutti conosciamo e di cui tutti usufruiamo: possibilità di inviare foto e video a costo zero, messaggi vocali, e via dicendo.

Ma…sono solo io ad avere il dubbio che la situazione stia un po’ sfuggendoci di mano?

Ho la sensazione che, avendo a disposizione un mezzo di comunicazione che ci offre diverse possibilità e, per giunta, a costi estremamente contenuti, a volte se ne faccia un uso indiscriminato, perdendo di vista l’obiettivo principale per cui queste app sono nate:la comunicazione, appunto.

Prendiamo i “buongiorni”, per esempio: molte persone hanno l’abitudine di inviare ogni mattina ai loro contatti, immagini più o meno divertenti; è facile, basta un clic su “Inoltra a” e sulle chat compaiono immagini di fiori, cuccioli, personaggi Disney e via dicendo, che hanno lo scopo di augurare una buona giornata.

Personalmente, io non invio il buongiorno tutti i giorni neanche ai miei genitori, che vivono lontano, e questa nuova consuetudine mi ha un po’ spiazzato.

Ho pensato di essere strana.

Quando poi, un po’ di tempo fa, ho iniziato a ricevere almeno una decina di questi messaggi quotidiani, mi sono sentita, come dire…accerchiata.

E ho iniziato a non rispondere più a un po’ di gente.

Mi dispiace, ma in questi gesti non vedo un reale intento comunicativo: si inoltrano, come ho detto, delle immagini, e si attende la risposta. Che, spesso, viene data solo per educazione, almeno dal mio punto di vista…

Ci sono poi i video: se ne ricevono e inviano tantissimi, troppi, forse: nelle chat ho più video che tempo per guardarli!

Alcuni sono oggettivamente molto belli e/o molto divertenti; altri sono gag in cui vengono “recitate” barzellette su carabinieri e affini già vecchie quando ero piccola io; altri ancora sono composti da slides con perle di saggezza più o meno profonde; quelli che più odio, poi, diffondono fake news, teorie complottistiche e altre amenità.

Non parliamo dei link a notizie che, puntualmente, si rivelano bufale, e che nessuno si prende la briga di controllare prima di diffondere. Cito solo di sfuggita le catene, che con me hanno vita molto, molto breve…

Tutto ciò, per quel che mi riguarda, ha comportato un uso molto più parsimonioso del telefono.

Perché sono nate queste nuove consuetudini? Solitudine, ansia di “essere connessi”, di sentirsi considerati: le spiegazioni possono essere diverse.

Il mio punto di vista riguardo a questa che chiamerei “deriva della comunicazione” mi sembra chiaro: non voglio certo dire che si stava meglio quando si stava peggio, ma è altrettanto ovvio che ci sia una grande differenza tra il rifiutare in toto le nuove tecnologie e  l’usarlein maniera compulsiva, inondando ogni giorno le chat degli amici!

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate voi, anche e soprattutto se non vi trovate d’accordo con me: magari potreste farmi notare qualche aspetto che, al momento mi sfugge.

 

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1 Commento

  1. maria
    maria gennaio 06, 19:08

    completamente d’accordo.
    purtroppo

    Reply to this comment

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