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Si dovrà ridare ruolo primario alle politiche sanitarie

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Si dovrà ridare ruolo primario alle politiche sanitarie

Marzo 15
08:49 2020

Roma/Frosinone. Barbona, PCI Frosinone, interviene sulla situazione drammatica attuale. Si dovrà ridare ruolo primario alle politiche sanitarie, aiutare subito i Pronti Soccorso

In queste ore si vivono momenti di tensioni e di lotte a livello generale – vedi la realtà di Arcelor Mittal a Taranto – mentre si cerca di sottrarsi, da parte del padronato, e con la debolezza dell’intervento governativo che gioca a fare il “giudice di pace” tra le parti sociali senza assumere in prima persona un ruolo chiaro di quale sia il posto della salute e del diritto costituzionale alla salute per ogni cittadino. Nella nostra regione, il Lazio, le dichiarazioni tendenti al rassicurante da parte della Giunta regionale, in realtà non prendono di petto la questione vera: dello smantellamento parziale portato avanti negli anni, della poca volontà di invertire la tendenza per non toccare i poteri economici amici, o da non inimicarsi. Intanto che accade questo e che alcune indicazioni sanitarie giuste prendono piede non si deve dimenticare, soprattutto dal giorno dopo di questa fase non breve, ciò che era, che è e che sarà necessario fare. Una riflessione, in questo senso, è stata recentemente comunicata ai compagni ciociari e del Lazio, il segretario della federazione PCI di Frosinone. “Quanto sta accedendo nel nostro Paese, nel mondo, al netto delle solite sterili polemiche, e dei luoghi comuni,impone un ripensamento generale del nostro stile di vita, e delle nostre convinzioni, aldilà di quanto stiamo vivendo oggi in tempo di COVID – 19. – avvia la sua riflessione, Brubo Barbona, segretario comunista della Ciociaria –  Nello specifico, oltre al ringraziamento unanime e sincero a quanti in questo periodo stanno lavorando in trincea oltre e aldilà del proprio dovere, con innegabile abnegazione e senso civico anche a rischio della propria salute, non possiamo non rilevare quanto questo virus e la sua conseguenza, abbia scoperto il nervo del nostro sistema sanitario. A scanso di equivoci vale la pena ribadire che in linea di principio il nostro sistema sanitario è sicuramente tra i migliori al mondo, spesso messo in crisi dai continui attacchi di una classe politica che ha privilegiato la sanità privata a quella pubblica. Se dobbiamo trarre una lezione dagli eventi che stiamo vivendo, non possiamo esimerci dall’osservare come la soluzione adottata nella maggior parte delle regioni, nel riequilibrio di bilancio del sistema sanitario regionale, abbia comportato tagli indiscriminati di servizi, e in qualche caso di intere strutture ospedaliere, tagli spesso operati in contemporanea a operazioni di accreditamento in convenzione  private, tutto ciò ha determinato l’impoverimento del sistema sanitario pubblico e la crescita del sistema privato, tutto ciò  oggi si traduce nella paura di non avere la capacità di poter curare l’intera popolazione per carenza proprio di strutture.  – continua il segreatrio PCI di Frosinone – Per conseguenza  per tale  sproporzione, assistiamo  al  grave risultato dell’enorme sacrificio richiesto dalla gravità del momento, alle strutture pubbliche, sotto pressione sia per carenza di personale, sottoposto a turni massacranti, che purtroppo anche per molta parte di esso che risulta essere contagiato, di contro neanche oggi in questa situazione, viene richiesto alla sanità privata di essere a disposizione della collettività, in un cosi  grave periodo di necessità, anche solo per restituire alla collettività stessa una piccola parte del  privilegio economico di cui ha potuto godere in tutti questi anni, attraverso liste d’attesa interminabili e una politica scellerata che  hanno determinato la crescita esponenziale di queste sia nel  numero  che nel volume d’affari. – Quindi Bruno Barbona termina il proprio intervento con una proposta operativa immediata – Crediamo doveroso alla luce di quanto stiamo vivendo ripensare seriamente al nostro sistema sanitario creando strutture di prossimità che possano decongestionare i Pronti Soccorso capaci di curare per quanto possibile le persone al proprio domicilio, e nell’immediato riaprire molte delle strutture che anche se chiuse oggi risultano ancora attrezzate e utilizzabili da subito. Crediamo che alla fine di questa esperienza nella quale abbiamo finalmente capito di dover anteporre la salute dei cittadini, così come ha saggiamente previsto la Costituzione, prima di ogni altra considerazione d’ordine economico ci consenta di ripensare a un modello di vita a misura nel quale i valori della vita della solidarietà abbiano la meglio rispetto al capitalismo sfrenato e fine a se stesso.”.

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