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Rocca Priora: servono gli uffici comunali?

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Rocca Priora: servono gli uffici comunali?

marzo 20
19:43 2017

Gli uffici della pubblica amministrazione ci vengono presentati in tre forme: dipendenti impegnati nel lavoro; dipendenti impegnati a scaldare il posto di lavoro; dipendenti impegnati a timbrare sul posto di lavoro. L’amara realtà ci si presenta giornalmente sotto forma di cronaca. Spesso ci si confronta con gli uffici più vicini, i Comuni.

Gli orari di ricevimento del pubblico sono di due o al massimo di quattro ore settimanali, per il resto sono negli uffici per risolvere i problemi burocratici. La solerzia con cui i nostri impiegati risolvono i problemi dei cittadini è prodiga di impegno e abnegazione al lavoro.

Certo, a volte ci sono delle eccezioni. Da oltre un anno si è sviluppato il recupero della più amata delle tassazioni: la TARI.

Questo tributo ha subito negli anni molte modifiche di legge, dove l’onere primario dei comuni è da definire nella conoscenza delle eventuali variazioni abitative che si verificano. La legge prevede, per i comuni, di poter inviare dei questionari ai cittadini, e la verifica della reale superfice e residenza degli stessi. Potrebbe essere semplice, gli uffici comunali dispongono di tutti i dati catastali e di residenza. O almeno dovrebbero!

Per gli uffici tributari di Rocca Priora non è così. Non hanno dialogo con gli altri uffici dove sono registrati i dati dei cittadini, è più semplice supporre dati catastali e non perdere tempo in lavori stressanti inviando questionari ai cittadini. Per il catasto è semplice: se disponi di cinque vani sono 100 mq. Per il resto si inviano cartelle (naturalmente ai cittadini che già pagano la TARI) di omesse dichiarazioni o tardati pagamenti.

Il Comune di Rocca Priora ha redatto un “Regolamento per la disciplina della TARI”. Riporto alcuni passaggi fondamentali.

All’articolo 30 – Verifiche ed accertamenti sono riportati i seguenti commi:

  1. Il Comune svolge le attività necessarie al controllo dei dati contenuti nelle dichiarazioni presentate dai soggetti passivi e le attività di controllo per la corretta applicazione del tributo. A tal fine può:
  • inviare al contribuente questionari da restituire debitamente compilati entro il termine di 60 giorni dalla notifica; (è prevista una sanzione economica per la mancata restituzione del questionario art. 21 comma 4)
  • omissis
  • accedere ai locali ed alle aree assoggettati al tributo, mediante personale debitamente autorizzato dal funzionario Responsabile, dando preavviso al contribuente di almeno 7 giorni, … omissis

 

  1. Per le finalità del presente articolo, tutti gli uffici comunali sono obbligati a trasmettere all’ufficio tributi, nel rispetto delle vigenti normative in materia di trattamento dei dati personali, periodicamente copia o elenchi:
  • omissis
  • di ogni variazione anagrafica relativa alla nascita, decesso, variazione di residenza e domicilio della popolazione residente.

Ai cittadini sono arrivate cartelle di accertamento astronomiche con richieste di mora ed interessi calcolati sugli anni regressi. Nulla di quanto previsto nel regolamento è stato effettuato.

L’inefficienza di dialogo degli uffici amministrativi, nell’espletare il proprio lavoro al fine di adeguare la vecchia IMU alla nuova legge del 2011 rendendo adeguato servizio ai cittadini, si pone come azione repressiva ed estorsiva nei confronti dei cittadini stessi.

Presentandosi all’ufficio tributi per revisionare o promuovere ricorso, ci si imbatte nella presunzione arrogante degli operatori che alla richiesta di chiarimenti e presentazione di documenti concernenti l’abitazione rifiutano la revisione degli atti, dichiarando che se si vuole bisogna fare ricorso alla “Segreteria della Commissione Tributaria”, aggiungendo (in modo sarcastico) che bisogna andare al centro di Roma, GRAZIE per il servizio.

Il cittadino comunica all’anagrafe variazioni di indirizzo che i vigili provvedono a certificare; nel caso di decessi avviene la stessa comunicazione agli uffici preposti. Se gli uffici comunali non sono in grado di comunicare tra loro, la domanda sorge spontanea: “per quale motivo teniamo in piedi uffici e stipendi di dipendenti se le operazioni sono demandate ai cittadini”?

La mancata azione di coordinamento degli uffici ha generato la disfunzione di calcolo inerente la TARI. Scaricare sui cittadini l’onere di interessi e more per un servizio non eseguito dagli uffici comunali non può non considerarsi che vessatorio.

Il cittadino si vede “costretto a pagare” sentendosi impotente ed indifeso (dove sono i rappresentanti politici?). Ci si difende, smettendo di lamentarsi o cercando sponde di favori. Il coraggio che indurrà i cittadini alla difesa dei propri diritti, restituirà dignità a tutti coloro che eseguono le proprie mansioni al servizio della società, e non alla retribuzione di fine mese disinteressandosi delle richieste dei cittadini.

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