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10_12 maggio_Giulia Di Quilio_Shakespeare in burlesque_OffOff Theatre

10_12 maggio_Giulia Di Quilio_Shakespeare in burlesque_OffOff Theatre
Maggio 07
23:02 2024

Da venerdì 10 a domenica 12 maggio 2024
presso OFF/OFF Theatre, in Via Giulia, 20 – Roma

DIREZIONE ARTISTICA SILVANO SPADA
Shakespeare in Burlesque
Drammaturgia di Valdo Gamberutti

con Giulia Di Quilio
e con Antonello Angiolillo

Musica Leonardo Ceccarelli – Costumi Adriano Londei – Spazio scenico e luci Umberto Fiore

Realizzato con il sostegno di R.A.S.I. Rete Artisti Spettacolo per l’innovazione
Cosa c’entra Shakespeare con il Burlesque? Fingere di parlare di ieri per smascherare l’oggi e con il Burlesque, forma d’arte e strumento di emancipazione femminile, inserirsi nel dibattito incandescente tra body positivity e gender fluid e app di incontri e sesso virtuale

Da venerdì 10 a domenica 12 maggio, la sala dell’OFF/OFF Theatre accoglie lo spettacolo “Shakespeare in Burlesque”, con Giulia Di Quilio e la partecipazione di Antonello Angiolillo, per la drammaturgia di Valdo Gamberutti, la musica a cura di Leonardo Ceccarelli, i costumi di Adriano Londei e lo spazio scenico e luci di Umberto Fiore.

Cosa c’entra Shakespeare con il Burlesque? Tanto. Molto più di quello che si potrebbe pensare. Il termine stesso conosce la sua prima fortuna nell’Ottocento, proprio sotto il segno di Shakespeare. Uno Shakespeare illegale, irridente e trasgressivo. Nel momento in cui il Bardo, in Inghilterra, era diventato l’autore istituzionale per eccellenza, monopolio della prosa paludata e ufficiale, i teatri minori (seguiti da un pubblico popolare) – che non avevano il permesso di rappresentarne le opere – bypassarono il divieto trasfigurando i capolavori shakespeariani in originali parodie satiriche con ampio uso di musiche, danze e rime sbeffeggianti.
Nasce, allora, un vero e proprio genere in cui il verbo alto del Teatro con la T maiuscola viene desacralizzato, ribaltato, “abbassato”, e il corpo – via via – assume un ruolo da protagonista attraverso pantomime, balli allegorici, travestimenti, giochi sull’ambiguità sessuale. È l’anticamera concreta e ideale di una pratica che – con il medesimo nome: Burlesque – nei primi anni del Novecento diffonderà lo strip-tease come forma d’arte e strumento (all’inizio inconsapevole) di emancipazione femminile. Giulia Di Quilio, Diva del Burlesque contemporaneo (oltre che attrice e attivista femminista), parte da questo presupposto storico per giocare – nello stile di una “rivista da camera” – con le eroine shakespeariane, mettendole al centro di brevi monologhi, intermezzi cantati e vere e proprie performance. Incontriamo – tra le altre – una Cleopatra che preferisce il serpente al “suo” Antonio, una Lady Macbeth in versione “dominatrix”, un Amleto in gonnella che amoreggia con il proverbiale teschio, una Lady Anna in versione “vedova allegra”, una Giulietta stufa di stare sul balcone e una Desdemona che neutralizza la gelosia di Otello proponendogli un menage a trois. Ogni “eroina” corrisponde, così, ad una o più sfaccettature del femminile e ad un diverso approccio al sesso e alla fisicità: violento, ambiguo, gioioso, visionario, psicoanalitico.

Una chiave più che attuale per affrontare una materia che perde qualunque “sapore d’epoca”, inserendosi nella temperie di un dibattito incandescente (tra body positivity e gender fluid, app di incontri e sesso virtuale) affrontato però con tutta l’ironia e la scorrettezza necessarie. L’effetto speciale che il cosiddetto teatro leggero è sempre riuscito a realizzare: fingere di parlare di ieri per smas

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