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ACCADEMIA DI SANTA CECILIA -STEFANO BOLLANI E HYUNG-KI JOO PER POULENC

Giugno 01
12:26 2023

Accademia Nazionale di Santa Cecilia 22/23

 

Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone

Sala Santa Cecilia

 

giovedì 1° giugno ore 19.30, sabato 3 giugno ore 18, domenica 4 giugno ore 18

 

Per motivi di salute il Maestro Sakari Oramo non potrà mantenere

il suo impegno e verrà sostituito da Lionel Bringuier

STEFANO BOLLANI E HYUNG-KI JOO

POULENC, CONCERTO PER DUE PIANOFORTI

 

Lionel Bringuier dirige Daphnis et Chloé di Ravel e il Concerto

per due pianoforti di Poulenc con i solisti Stefano Bollani e

Hyung-ki Joo alla tastiera

 

                                                    

 

Il penultimo concerto della stagione sinfonica è in programma all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone giovedì 1° giugno alle 19.30, con repliche sabato 3 e domenica 4 giugno alle ore 18. Sul podio salirà il direttore francese Lionel Bringuier che a Santa Cecilia ha debuttato nel 2016 e attualmente ricopre il ruolo di Artiste Associé del Teatro dell’Opera di Nizza. In passato è stato Direttore musicale della Tonhalle-Orchester di Zurigo e ha inciso per la Deutsche Grammophon i Concerti per pianoforte di Ravel con la pianista Yuja Wang. Aprirà il programma il Concerto per due pianoforti di Poulenc con la partecipazione di due solisti d’eccezione, Hyung-ki Joo, il “Joo” del celebre duo Igudesman&Joo, e Stefano Bollani. Musicista eclettico, compositore, ideatore e conduttore televisivo oltreché pianista, Bollani è già stato ospite in passato dell’Orchestra di Santa Cecilia – dove è stato diretto, tra gli altri, da James Conlon, Daniel Harding e Antonio Pappano –; ha suonato con orchestre quali la Filarmonica della Scala, Gewandhaus di Lipsia, Concertgebouw di Amsterdam e con l’Orchestre de Paris, continuando al contempo a cimentarsi nel jazz e incidendo numerosi cd. A tutte queste attività ha affiancato la conduzione radiofonica e televisiva, con programmi di grande successo come Via dei Matti numero 0, il programma cult scritto e condotto insieme alla moglie Valentina Cenni e trasmesso su Rai 3 nel 2021 e 2022.

Il Concerto per due pianoforti di Poulenc, composto nell’estate del 1932 ed eseguito a Venezia nel settembre dello stesso anno dall’Orchestra della Scala di Milano, offre un mix mozzafiato degli stili più diversi. Il primo movimento è caratterizzato da aspri accenti ritmici alla Stravinskij e da sonorità esotiche, con una scrittura solistica che risente degli influssi del linguaggio pianistico di Ravel. “Nel Larghetto – ha affermato il compositore – per il tema principale mi sono concesso un ‘ritorno a Mozart’ poiché adoro la linea melodica e preferisco Mozart a tutti gli altri compositori”. Chiude un incandescente Allegro molto, con temi di marcia che si alternano a motivi lirici, inserti jazzistici e reminiscenze dei primi movimenti. Poulenc scrisse il Concerto su commissione della mecenate Winnaretta Singer, conosciuta anche come  “Princesse Edmond de Polignac”, figlia del produttore di macchine da cucire Isaac Singer e di Isabella Boyer, che probabilmente fece da modella per la Statua della libertà.

Nella seconda parte del concerto, l’Orchestra e il Coro di Santa Cecilia, istruito da Piero Monti, eseguiranno la sinfonia coreografica Daphnis et Chloé di Maurice Ravel, balletto commissionato al compositore da Sergej Diaghilev per i Balletti russi e ispirato al romanzo di Longo Sofista del II secolo Le avventure pastorali di Dafni e Cloe e dunque al mondo dell’antica GreciaIl balletto, eseguito a Parigi nel 1912 con la direzione di Pierre Monteux, è una partitura senza uguali nell’opera di Ravel per slancio e fantasia timbrica. Nei suoi scritti autobiografici, così Ravel ne ricordò la genesi: “Mi fu commissionato dal direttore dei Ballets Russes, Sergej Diaghilev. […]. Nello scriverlo avevo intenzione di comporre un vasto affresco musicale, meno preoccupato dell’arcaismo che di rimanere fedele alla Grecia dei miei sogni, che s’imparenta abbastanza volentieri con quella immaginata e dipinta dagli artisti francesi della fine del Settecento. L’opera è costruita sinfonicamente secondo un piano tonale molto rigoroso per mezzo di un limitato numero di motivi, i cui sviluppi assicurano l’omogeneità sinfonica dell’opera”.

 

Lionel Bringuier

Il direttore francese Lionel Bringuier è già salito sul podio delle più importanti orchestre internazionali e dal 2014 al 2018 è stato Direttore Musicale della Tonhalle-Orchester di Zurigo. Attualmente è Artiste Associé dell’Opèra de Nice. Questa stagione prevede concerti con l’Orchestre National de Lille, Orchestre Philharmonique Royal de Liège, Dresdner Philharmonie, Orchestra Sinfonica della Radio Nazionale Polacca, Opera di Göteborg, NDR di Hannover, BBC Symphony Orchestra. Sarà ospite del Festival de Pâques d’Aix-en-Provence con la Berliner Philharmoniker Karajan-Akademie e poi della Royal Stockholm Philharmonic Orchestra. Nell’ultimo decennio ha instaurato un forte legame con molte orchestre statunitensi, tra cui la Houston Symphony e l’Aspen Music Festival. Ha lavorato anche in Asia, dirigendo la Tokyo Symphony Orchestra e collaborando con le orchestre di Seoul e della Malesia. Nel 2019 è tornato in Australia salendo sul podio della Sydney Symphony Orchestra e della West Australian Symphony Orchestra di Perth.

Bringuier collabora regolarmente con Yuja Wang, con la quale ha registrato i due Concerti per pianoforte e orchestra di Ravel per Deutsche Grammophon. Altre registrazioni includono musiche di Chopin con il pianista Nelson Freire (DG) e di Saint-Saëns con Renaud e Gautier Capuçon (Erato). Collabora abitualmente anche con Lisa Batiashvili, Anne-Sophie Mutter, Yefim Bronfman, Emanuel Ax, Leif Ove Andsnes e Janine Jansen.

Bringuier proviene da una famiglia di musicisti e ha studiato violoncello e direzione d’orchestra al Conservatorio di Parigi, vincendo il prestigioso Concorso Internazionale di Besançon per giovani direttori d’orchestra solo un anno dopo il diploma. Si occupa con passione di formazione, divulgazione e sviluppo delle carriere di giovani direttori e solisti emergenti. È stato nominato Chevalier de l’Ordre National du Mérite dal Governo francese ed è stato premiato con la Médaille d’or della Città di Nizza. A Santa Cecilia ha debuttato nel giugno del 2016.

 

 

Stefano Bollani

Musica come enorme gioco da re-inventare in continuazione, da solo o con i partner più diversi. Bollani cerca stimoli in tutta la musica del passato ma soprattutto esplora il presente, l’attimo, improvvisando a fianco di grandi artisti come il suo nobile mentore Enrico Rava, Chick Corea, Richard Galliano, Bill Frisell, Lee Konitz, Paul Motian, Sol Gabetta incidendo per le etichette di jazz più prestigiose quali Label Bleu, ECM e ACT records. Con lo stesso animo gioioso collabora con orchestre sinfoniche come la Gewandhaus di Leipzig, la Scala di Milano e l’Orchestre National de Paris suonando musiche dei suoi prediletti Gershwin, Ravel e Poulenc. Si fa prendere per mano da direttori coraggiosi ed entusiasti come Riccardo Chailly, Krjstian Järvi, Daniel Harding, Zubin Mehta, Antonio Pappano. Ha un forte legame con il Brasile. Dopo il disco registrato a Rio de Janeiro (Carioca, 2007), ha avuto modo di collaborare con molti artisti brasiliani tra cui Hamilton de Holanda, Caetano Veloso e Chico Buarque.

Quando non suona, scrive libri (tra cui il romanzo La sindrome di Brontolo) o inventa spettacoli teatrali come Primo Piano, con la Banda Osiris o La regina dada, scritto e interpretato insieme a Valentina Cenni, che oltre a essere una meravigliosa attrice è la donna che ha sposato. In radio, complice il suo amico David Riondino, ha dato vita al Dottor Djembè, onnisciente musicologo che ha sparso semi di ironia e sarcasmo per svariati anni dai microfoni di Rai Radio 3. In tv, dopo l’esperienza alla corte del grande Renzo Arbore, ha condotto programmi-jam session di parole e musica (Sostiene Bollani su Rai 3 e L’importante è avere un piano su Rai 1). Su Rai 3 ha condotto insieme a Valentina Cenni Via dei matti numero zero, una striscia quotidiana pre-serale dedicata alla musica.

Molti sono i riconoscimenti per la sua attività di compositore per film, tra cui un Nastro d’argento nel 2021 (per Carosello Carosone), il prestigioso premio della critica Soundtrack Stars Award al festival del cinema di Venezia nel 2022 e il David di Donatello 2023 (per Il pataffio). Il suo ultimo disco, uscito a fine aprile 2023, è una raccolta di nuove composizioni per pianoforte solo intitolata Blooming.

 

Hyung-ki Joo

Hyung-ki Joo ha dedicato la sua energia creativa per rendere la musica classica accessibile a un pubblico di tutte le età, esplorando modi nuovi di presentare i concerti. Sul palco, Hyung-ki Joo rapisce il pubblico con la sua presenza scenica contagiosa, così come con la sua energia e il suo virtuosismo alla tastiera. Come solista, si è esibito con rinomate orchestre quali la London Philharmonic Orchestra, Seoul Philharmonic Orchestra, Wiener Symphoniker, Warsaw Sinfonia e Royal Philharmonic Orchestra. L’invito dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretta da Lionel Bringuier è un punto culminante della stagione in corso. Inoltre è stato invitato a curare lo spettacolo d’apertura delle Wiener Festwochen 2023.

Le composizioni di Hyung-ki Joo sono state eseguite da orchestre, ensemble e solisti come la New York Philharmonic, Tonhalle-Orchester di Zurigo, Komische Oper Berlin Ensemble, Meta4, Emanuel Ax, Tine Thing Helseth, Daniel Hope, Natasha Paremski, Yuja Wang. Dal 2021 ha un nuovo progetto in trio con i membri del Quatuor Ébène, Pierre Colombet e Raphaël Merlin. Oltre ad esibirsi come pianista e musicista da camera, Hyung-ki Joo ha anche collaborato con molti artisti al di fuori del mondo della musica classica: Billy Joel lo ha invitato ad arrangiare e incidere il suo celebre cd con brani per pianoforte solo, Fantasies and Delusions. È anche apparso in diversi film, tra cui PianomaniaNoseland ed Everything You Always Wanted to Know About Classical Music. Il duo IGUDESMAN & JOO ha infiammato Internet con i loro video fantasiosi ed esilaranti che combinano musica classica, commedia e cultura pop, portando risate nelle sale da concerto di tutto il mondo. Grandi orchestre hanno commissionato al duo nuove composizioni, e illustri ospiti come Joshua Bell, Gidon Kremer, Viktoria Mullova, Yuja Wang, hanno chiesto loro di creare spettacoli. Hanno lavorato con attori come John Malkovich e Sir Roger Moore (in diversi progetti per l’UNICEF) e sono autori del libro Rette die Welt (Salva il mondo), pubblicato da “edition-a”.

giovedì 1° giugno ore 19.30, sabato 3 giugno ore 18, domenica 4 giugno ore 18

Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone – Sala Santa Cecilia

 

Orchestra e Coro

dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia

direttore Lionel Bringuier

pianoforti Stefano Bollani, Hyung-ki Joo

maestro del coro Piero Monti

NEL REGNO DI PAN

Poulenc Concerto per due pianoforti      

Ravel Daphnis et Chloé sinfonia coreografica                        

________________

www.santacecilia.it

biglietti da € 19

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