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Alessio Zannini, Rome Marathon 2024, PB 2h48’51”

Alessio Zannini, Rome Marathon 2024, PB 2h48’51”
Marzo 30
19:25 2024

Oltre il mio sogno In futuro si lavorerà per migliorare ancora

Domenica 17 marzo si è svolta a Roma la maratona di 42,195km vinta dal kenyano Asbel Rutto con il record della manifestazione 2h06’24”, precedendo i due connazionali Brian Kipsang 2h07’56” e Sila Kiptoo 2h08’09”.

Tra le donne ha vinto la kenyana Ivyne Lagat 2h24’36”, precedendo la connazionale Lydia Simiyu 2h25’10” e l’etiope Emebet Niguse 2h26’41”.

Di seguito, approfondiamo la conoscenza di Alessio (ASD Nissolino Intesatletica), attraverso risposte ad alcune mie domande.

Complimenti per il PB in maratona, soddisfatto? Soddisfatto al 90%, era il tempo che volevo fare, però c’è sempre quella piccola parte di me che dice che avrei potuto fare meglio, per ora sono andato oltre il mio sogno, in futuro si lavorerà per migliorare ancora.

Criticità? Le 2 maggiori criticità: sanpietrini, ma quello lo sapevamo e caldo, le maratone ‘primaverili’ sono sempre a rischio, perché ci si prepara col freddo e poi si rischia di correre con 20° che non è di grande aiuto, non l’ho sofferto eccessivamente ma 5/7° in meno non mi sarebbero dispiaciuti

 La maratona risulta sempre essere una gara difficile da preparare e difficilissima da interpretare per le tante variabili che potrebbero entrare in gioco il giorno della gara, dallo stato di forma in quel momento, dal clima atmosferico, dalla pavimentazione dell’intera lunghezza dei 42,195km con eventuali dislivelli altimetrici.

Importante è sempre la lezione appresa, la ricca esperienza fatta, i tanti incontri e il fatto di portare a casa qualcosa di importante e ho visto Alessio comunque contentissimo di portare a casa il suo personal best stampato sulla bellissima medaglia meritatissima dell’impegnativa e bellissima maratona di Roma 2024.

Cosa c’è dietro questo PB? Dietro il mio PB (di ben 15’02”) ci sono tutta la fatica e i sacrifici fatti per preparare una gara del genere cercando di armonizzare 2 lavori, allenamenti, figlie in un’altra città… non è stato semplice, però grazie al mio preparatore e ai consigli di chi è più bravo e preparato di me sono riuscito a costruire qualcosa che per me era impensabile fino a qualche anno fa.

Dedichi a qualcuno questa prestazione? La prestazione vorrei prima di tutto dedicarla a me stesso perché sono stato capace di fare una piccola impresa, poi vorrei dedicarla a Valeria e Roberto che mi hanno spinto a iscrivermi nuovamente a una maratona dopo cinque anni e tre mesi che non ne correvo più.

Sempre a Roma, Alessio aveva corso la maratona l’8 aprile 2018in 3h02’53” e quindi già scendere sotto le tre ore è un grandissimo risultato, correrla a un ritmo di circa 4’ al km è veramente una grande prestazione.

Cosa significa correre una maratona? Correre una maratona non fa di noi dei runner, chiunque corre, su qualsiasi distanza è già un runner, però la maratona è una sfida con noi stessi, più mentale che fisica, perché in qualsiasi momento la testa ci può ‘abbandonare’ e la forma fisica senza il supporto mentale non serve a nulla; quindi, correre una maratona significa trovare il sottilissimo equilibrio tra fatica e gestione delle risorse fisiche e mentali.

Gli allenamenti più importanti? Gli allenamenti di preparazione sono tutti importanti, dai lenti di recupero ai lavori lunghi fino ad arrivare ai lunghissimi, alla fine non ci si inventa nulla, in gara ci si ritrova con ciò che si è fatto nei mesi precedenti.

In effetti la maratona risulta essere il coronamento di un piccolo sogno di tanti runner che iniziano a partecipare a gare cittadine di 10km e poi si prova la mezza maratona e quando ci si mette in testa di fare una maratona occorre trovare tempi adeguati ad allenarsi per fare i lavori necessari come lunghe ripetute e i cosiddetti lunghissimi anche di circa 3 ore, cercando di superare in allenamento i 30km.

In gara bisogna essere manager di se stessi, capire a che ritmo bisogna andare per non strafare, quali alimenti utilizzare per integrarsi sufficientemente, cosa indossare prima e durante la gara considerando i tempi di attesa prima dello start e anche aver provato le scarpe adeguate che non siano scomode o troppo scariche.

Cosa hai scoperto di te stesso in questa gara e negli allenamenti? Sono arrivato a questa gara con una consapevolezza differente rispetto a molte altre volte che ho gareggiato. Non ho avuto ansia da prestazione, paura di non farcela, sapevo di aver preparato tutto alla perfezione e se anche avessi sbagliato quello che ho preparato non era perduto, ma l’avrei potuto mettere in pratica in futuro. Durante la gara ho avuto dopo il trentesimo chilometro una flessione per circa 10 km, quello che mi ha sorpreso è stata la gestione della flessione, non ho avuto paura di non farcela e non ho avuto ansia di accelerare per recuperare quei secondi persi ma mi sono tenuto su quel passo più lento aspettando il momento giusto per poter affondare di nuovo.

Sensazioni e pensieri in gara (pre, durante, post)? Nel pre.gara non ero per nulla emozionato, sapevo solo di dover fare ciò che avevo preparato, durante la gara ho avuto l’impressione di poter fare qualcosa di meglio delle 2h48’, ma il percorso non facilissimo e il caldo non hanno sicuramente aiutato, dopo la gara più volte sono stato sul punto di piangere per l’emozione ma poi le lacrime si sono ritirate da sole; quindi, mi è rimasto un pianto da giocarmi per la prossima volta 😅.

 In gara impegnativa come la maratona è opportuno avere un elevato autocontrollo per non spendere energie preziose, sapere quanto si vale e quanto si è lavorato, non sentire troppa pressione, avere la consapevolezza che si tratta di uno sport che deve portare benessere e non stress, e che niente è perduto, tutto si può recuperare apprendendo dall’esperienza.

Trattassi di lunghi viaggi molto emozionanti ricchi di sensazioni forti dove si è da soli con la fatica sperimentata in allenamento ma in gara bisogna cavarsela fino alla fine nonostante le avversità, nonostante pensieri e dubbi.

A cosa ti serve lo sport per la tua vita quotidiana? Sono sempre stato un po’ ‘inconcludente’ negli sport, iniziavo poi mi stufavo, cambiavo sport, la corsa mi ha dato una grande stabilità e mi ha aiutato a credere in me e nelle mie capacità, mi tengo stretti i miei allenamenti perché sono la parte della giornata che mi dedico.

Cosa ti spinge a fare sport? È un modo per tenermi in forma e una continua sfida contro me stesso, cercare sempre di migliorarmi mi rende attivo e spegni la mia pigrizia, quando i miglioramenti arrivano naturalmente c’è anche una componente che va ad agire sull’autostima.

Non è da tutti seguire un programma di maratona impegnativo e durissimo della dura di circa 2-3 mesi. Quando si termina la maratona e ci si gira dietro se stessi si può notare e ricordare il percorso fatto e ci si può essere contenti per essere riusciti a concludere qualcosa di importante, sfidante, difficile ma non impossibile e da lì si va avanti più fiduciosi, alzando un po’ l’asticella delle sfide.

Cosa diresti a te stesso di 10 anni fa? Potendo comunicare con l’Alessio di 10 anni fa, intanto, mi sentirei di dargli dei consigli su come gestirsi ed evitare infortuni, poi gli direi di cercare di stare bene con sé stesso e che solo in questo modo si può stare bene anche con gli altri. Infine, ma non per ordine di importanza, gli direi di dormire di più, cosa che purtroppo Alessio ancora non riesce a fare.

Quali alimenti preferisci? A me piace mangiare tutto fondamentalmente, prediligo sicuramente i carboidrati alle proteine e non amo mangiare troppa carne rossa, se dovessi indicare un piatto preferito per ogni portata direi pasta e piselli tra i primi, ma in generale apprezzo tutti i legumi, frittura di seppie, polpo e patate e petto di tacchino in vari modi tra i secondi, broccoletti affogati o cicoria ripassata e patate al forno tra i contorni e tra i dolci senza dubbio il mio preferito in assoluto è la Sacher Torte.

Hai sperimentato il limite in allenamento o gara? Il limite credo di non averlo mai raggiunto, è una cosa che devo imparare a fare, forse lascio sempre il freno a mano leggermente tirato.

Prossimi obiettivi? Obiettivi a breve termine ci sono il vivicittà di Latina ad aprile e la mezza di Latina a maggio, dove non sono ancora riuscito a scendere sotto 1h20′.

Sogni realizzati e da realizzare? Con il risultato in maratona sono già andato oltre il mio sogno, però dal momento che sognare non costa nulla, mi piacerebbe avvicinarmi alle 2h45’.

Cosa ti aspetti dal 2024? In questo 2024, che sarà il mio ultimo anno da M40, mi piacerebbe provare a scendere sotto 1h18’ sulla mezza maratona e sotto i 35′ sui 10k.

Cosa pensano familiari e amici di questa prestazione? Praticamente finisco la gara, vado a fare il massaggio e mi faccio stampare il tempo sulla medaglia, recupero zaino e cellulare e mi trovo decine di messaggi di complimenti, praticamente sapevano prima di me tempo e posizionamento, chi mi ha seguito dall’app, chi live, chi era lungo il percorso, chi ha gareggiato...

La mia famiglia è sempre freddina rispetto a questa mia passione quindi complimenti sì, ma con moderazione, il più caloroso è stato mio fratello, che tra l’altro, tra un messaggio e l’altro mi ero dimenticato di scrivergli com’era andata, quindi l’ho avvisato più tardi, il giorno dopo mi manda un vocale e mi dice: ‘Sono andato in palestra e stavi sulla bocca di tutti, tutti a farmi i complimenti per la tua gara’. Che dire, una gran bella soddisfazione.

Cosa c’è oltre lo sport? L’ultima domanda è un po’ spinosa, perché mi piacerebbe poter dire che la prima cosa oltre lo sport sono le mie figlie (e lo sono assolutamente), ma purtroppo non riesco a dedicare loro il tempo che vorrei per via del lavoro, però se lavorassi di meno non potrei dare loro ciò che vogliono (come, ad esempio, lo sport o le uscite con gli amici), perciò devo trovare un compromesso.

Oltre l’amore per le mie ragazze e il lavoro c’è il bene infinito che voglio a Valeria, che mi è sempre vicina e che mi ha aiutato moltissimo a non affondare qualche tempo fa, poi ci sono gli amici, quelli di vecchia data e quelli più recenti, pochi ma non buoni… ottimi!

 In effetti la consapevolezza di ciò che si è riusciti a fare arriva sempre un po’ più tardi quando ci si guarda indietro e si nota del risultato conseguito che tanti avrebbero voluto fare e che richiede talento, preparazione, testa, impegno, costanza, determinazione.

Matteo SIMONE

380-4337230 – 21163@tiscali.it

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR

http://www.unilibro.it/libri/f/autore/simone_matteo

https://www.retedeldono.it/iniziativa/matteosimone/correro-roma-maratona-i-bambini-ssf

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