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Ariccia – Pinocchio a Palazzo Chigi: presentazione del libro di Fausto Gasperini

Ariccia – Pinocchio a Palazzo Chigi: presentazione del libro di Fausto Gasperini
Marzo 18
18:55 2024

(foto Mario Tomassi)

Per caso nasce la silloge poetica in dialetto romanesco L’avventure di Pinocchio Ed. Infinito di Fausto Gasperini: è lui stesso a affermarlo nel corso della presentazione del suo libro, evento organizzato il 17 marzo dall’Associazione La Terzina con il patrocinio del Comune di Ariccia nella prestigiosa Sala Bariatynsky a Palazzo Chigi.

Complementari alla pittura  le sue poesie  e viceversa:  è sempre il poeta albanense ad affermarlo, presentando l’artista Daniela Murru, illustratrice del piccolo volume, la quale con sintetica disinvoltura narra il suo percorso tra forme e colori già dall’infanzia, in terra sarda con i profumi della natura durante le vacanze estive. Con le mie creazioni artistiche che illustrano il, “spero di regalare un sorriso ai lettori”, afferma sorridendo.

È Martina Nasini a moderare e condurre l’evento creando col le sue domande interessanti spunti di riflessione;  con lei il Maestro Mario Alberti, presidente dell’Associazione culturale La Terzina: un omaggio il suo, alla favola più famosa del mondo: crea spettacolo accompagnando la scoperta del piccolo libro, cantando una composizione poetica dell’autore che rievoca la figura di Geppetto. Suo il commento rivolto ai presenti: Spettacolo è il pubblico che assiste alla presentazione di un libro… una profonda sensibilità che solo un artista possiede.

Aveva in mente il Geppetto di Comencini,  introduce Stefano Pavan, quel personaggio trasteverino così ben immortalato nell’opera dall’indimenticabile Nino Manfredi che ricorda il Pasquino romanesco. Si tratta di  un lavoro, quello di Gasperini  – continua – costruito con leggerezza, senza perdere la tenerezza della favola: un processo iniziatico, percorso  durante il quale sovente il vulcanico protagonista cade nell’errore, arrivando infine alla conoscenza.

Una favola per bambini e adulti: un percorso pedagogico che con l’educazione conduce alla conoscenza passando per la libertà, non dimentichiamo che Collodi, mazziniano e massone scrive questa storia pensando anche ai ragazzi in difficoltà con lo scopo di orientarli e di lasciar nell’epilogo quel segno di speranza e di vittoria di chi, impegnandosi e ravvedendoci, ce la fa.

Ogni personaggio ha un preciso significato, continua il relatore:  la coscienza, il  Grillo Parlante;  Mangiafuoco un demiurgo che restituisce la vita; la fata  irradia l’energia del sapere, scintilla dello spirito con la quale Pinocchio trova la retta via; quel naso che si allunga simboleggia quelle inevitabili punizioni che aiutano a comprendere gli errori; si arriva alla conoscenza e alla salvezza uscendo illesi dal ventre della balena… ed ecco dal legno, giungere alla scoperta dell’anima.

Pinocchio siamo noi in questa fiaba moderna, contemporanea: s’accosta al Monello di Charlie Chaplin quel  burattino di legno… è il percorso dell’intera umanità.

Durante l’evento, la lettura dei versi dedicati ai diversi personaggi ben rende quel canto poetico offerto con il linguaggio dell’anima che  il poeta  ha voluto fissare tra le rime: da Pinocchio al Grillo parlante, dalla Fata turchina all’Omino di burro … voce di bimba, quella di Sofia, che ne sottolinea l’intensità espressiva, con decisa consapevolezza del ruolo del personaggio prescelto.

Durante l’evento gli interventi musicali suonati da Daniela Calzetta hanno creato un’atmosfera tra il ludico e il fantasioso, tra la nostalgia di tornare all’infanzia ai sogni di un fanciullo e allo stupore provato all’ascolto di una favola narrata. Daniela Calzetta: volutamente ho lasciato la descrizione del suo intervento in conclusione… entrambi i relatori, Fausto e Stefano sono stati alunni di suo padre, il Maestro Aldo Calzetta al quale l’autore ha voluto dedicare il suo libro poetico. Un Maestro, un educatore di quelli che lasciano il segno: la sua vita per la scuola, per l’insegnamento, ma soprattutto per la valorizzazione delle naturali abilità dei suoi cuccioli. Ed ecco che la commozione si fa forte quando Fausto Gasperini lo descrive nel suo donarsi, nel comprendere, nell’abilità di percepire difficoltà, nel condividere con i suoi bambini ogni immediata progettualità mediata dalla grande passione ed esperienza.   E ancora – stavolta è Stefano Pavan che ricorda con un aneddoto che lo vede bambino preoccupato da una convocazione scritta sul diario ai suoi genitori -, quel saper valorizzare in ciascuno di essi, capacità in nuce, percepite dall’esperienza del docente e, gratuitamente quel donarsi per affinarle in una conoscenza che crei sicure competenze: – grazie a lui – commenta Stefano Pavan, ho potuto realizzare un mio percorso di cantautore e musicista.

Questi sono maestri di vera vita, di grande dedizione e competenza, di passione e generosa disponibilità: un premio meritato questo riconoscimento pubblico che ha fatto emozionare tutti noi, proprio come la carezzevole nostalgia di una fiaba narrata da una voce carica di affetti e legata alla nostra infanzia.

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