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“E’ il proporzionale, bellezza!”

“E’ il proporzionale, bellezza!”
Aprile 04
17:53 2018

“E’ il proporzionale, bellezza!” Come negarlo? Nella prima Repubblica, il sistema proporzionale rispecchiava il legame tra partiti e cittadini ma era viziato da un “bipolarismo fittizio”: DC e alleati da un lato e PC dall’altro ma a governare era solo e sempre la DC. Nella seconda Repubblica invece, il bipolarismo ha trovato “legittimità” tramite una legge elettorale maggioritaria che introdusse l’alternanza governativa. Attualmente è stata reintrodotta una legge elettorale proporzionale ma limitata: no scelta candidati tramite le preferenze e un terzo dei seggi sono assegnati con il sistema maggioritario. In sostanza un sistema elettorale misto. Ora, con tale legge elettorale, chi non ottiene la maggioranza assoluta dei seggi, ha l’obbligo del dialogo e del confronto. Essa rispecchia l’orientamento espresso dalle urne -come nella prima Repubblica- e la possibilità di non instaurare un bipolarismo “forzato”- come nella seconda Repubblica- ma consentendo di costruirlo in base a punti programmatici e valori omogenei. Le maggioranze quindi scaturiranno da un accordo tra partiti. Bisogna che essi trovino convergenze su programmi idonei per affrontare le problematiche dell’Italia, senza preclusioni aprioristiche. Prioritario il lavoro o l’assistenzialismo? L’Europa va cambiata in meglio o in peggio? Le tasse vanno pagate il giusto? Essere costruttivi per il bene dell’Italia? I partiti sono in crisi d’identità? Bisogna creare partiti sulla scia di quelli europei, oppure creare due partiti, uno della Repubblica -“popolare”?- e l’altro democratico -“sociale”?- con altri due partiti, “conservatore” e “socialista”? Oppure due partiti, conservatore-popolare e riformistasociale divisi in correnti? Le attuali “categorie” dei partiti sono superate? Oppure bisogna “risemantizzare”? Troppe anime differenti riescono a stare all’interno dello stesso partito? Più intelligenza e meno furbizia? Si può sempre migliorare, apprendere dai propri e altrui errori. Studio, analisi, comprensione e soluzioni giuste. I partiti devono essere presenti sul territorio, informare tramite manifesti, articoli, conferenze, ecc. e fare il punto della situazione? Devono saper dare delle risposte efficienti ed efficaci ai problemi e soprattutto risolverli? Devono saper ascoltare non solo i loro iscritti ma l’intera società? La loro azione deve essere generale e particolare? Essere aperti alle idee, all’impegno e agli obiettivi, questi ultimi orientati a rispecchiare i ceti sociali o le “sfumature della sensibilità”? Dare più spazio ai partiti o ai leader, o a entrambi? Presenza e partecipazione? Oppure occorre dare spazio a movimenti “liquidi” che cercano di dare soluzioni? Vasi comunicanti. Che pensare dell’Europa? Creare lo Stato federale Europa? Le Costituzioni nazionali integrano tale Stato e caratterizzano i popoli, al cui interno una camera sola, il Senato, e ogni Regione con il suo Parlamento? E le materie concorrenti? E le aree metropolitane e le provincie? Dalle urne sono emerse due “questioni”: quella “meridionale” e quella “settentrionale”. Meno tasse e più lavoro. E’ giusto che un politico sia remunerato il giusto, purché non diventi una “rendita di posizione per nullafacenti” la propria carica? Competenti, efficienti, efficaci con idee giuste, servitori e responsabili? Chi sarà il “Cicerone” o il “Catilina” di turno? Servire lo Stato? Un dovere. I programmi non devono essere “contenitori di barzellette”. Confronto e responsabilità. Evitiamo il caos… Il Parlamento è la “casa del confronto”. Senso dello Stato. No?

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