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FINANZIAMENTO PER IL “TUMULO DI GABII”

FINANZIAMENTO PER IL “TUMULO DI GABII”
Novembre 15
11:28 2023

Dal sito www.beniculturali.it è presente il “D.M. 31 gennaio 2023 n.46.  Programmazione triennale 2023-2025 dei lavori pubblici e relativo elenco annuale dei lavori per l’anno 2023” il quale prevede il totale delle somme per il triennio 2023-2025 di tutti i settori (archeologia, belle arti e paesaggio, musei, istituti, archivi, biblioteche) pari a 215.072.819,85. In riferimento al totale degli interventi nel triennio per il Lazio, è prevista la somma di euro 4.030.000,00 e, per l’anno 2024 euro 1.690.000,00. Nell’elenco degli interventi ammessi, per la Regione Lazio, nel “numero progressivo di priorità” compare 15, sotto Comune “MONTE COMPATRI” e, in riferimento all’oggetto, “COSIDETTO CUMULO DI GABII”, dove nella descrizione è riportato “SCAVO, RESTAURO E VALORIZZAZIONE” e stanziata la somma di euro 200.000,00 in riferimento al 2024.  Pertanto, per il Tumulo di Gabii, sono stati stanziati duecentomila euro per l’anno 2024. Tale somma permetterà di indagare tale Tumulo (presso la Prenestina antica, esterno all’area delimitata di Gabii,  alto metri con una circonferenza di decine di metri circa) che si dice sia la tomba dell’ultimo re di Roma: Tarquinio il Superbo (foto). Il sito di Gabii appartiene al Demanio statale ed è sottoposto alla direzione della Soprintendenza Speciale di Roma, fa parte del Comune di Roma e anche del Comune di Monte Compatri. Città preromana e latina sorta nei pressi del lago Castiglione (prosciugato nell’800), i primi insediamenti sono datati alla fine dell’età del Bronzo (IX sec. a.C.) e tradizione vuole la presenza di Romolo e Remo per apprendervi la lingua e cultura greca. E poi l’epoca romana, imperiale e in epoca medievale (IX sec.d.C.) si fa riferimento al Castrum Castiglionis. Tra i reperti archeologici, emersa la cosiddetta casa del REX (tre ambienti quadrati affiancati da formare un ambiente di forma rettangolare), le cave (Lapis Gabinus), sarcofagi in piombo, Necropoli dell’Osteria dell’Osa, tombe a dolio e a fossa, il vaso dell’Osa datato VIII sec. a.C., il tempio di Giunone Gabina (II sec. a.C.), la topografia ortogonale della città (V sec. a.C.), il complesso ecclesiastico, la torre medievale, il vaso dell’Osa che è testimonianza pare della più antica scrittura del mondo in lingua greca (VIII sec. a.C.) e un’altra iscrizione in lingua latina che anch’essa pare sia la più antica d’Italia (VII sec. a.C.). Uno dei siti più importanti dell’archeologia italiana, Enti di ricerca italiani, europei ed esteri ne hanno rilevato una perfetta conservazione della città posta nel sottosuolo. Il sito è oggetto di scavi, studi, visite, iniziative, conferenze e finanziamenti. Si ringrazia il Ministero della Cultura, la Soprintendenza speciale di Roma, il Sovrintendente e l’archeologo responsabili di zona, il GAL (Gruppo Archeologico Latino), l’Archeoclub di Monte Compatri (foto Tumulo), Tenuta Pantano Borghese, il Comune di Monte Compatri.

 

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