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Fine vita, presentata anche nel Lazio la proposta di legge

Febbraio 21
18:32 2024

Fine vita, presentata anche nel Lazio la proposta di legge dell’ASS. COSCIONI

Sono 15 in tutto le regioni coinvolte dall’iniziativa che chiede ai Consigli regionali come mettere in pratica la sentenza con valore di legge della Corte Costituzionale, la “Cappato/Antoniani” che ha legalizzato il “Suicidio Assistito”

Marco Cappato e l’avv. Filomena Gallo, Tesoriere e Segretaria Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni hanno presentato in Consiglio regionale del Lazio la Proposta di legge che mira a definire procedure e tempi certi sul “Suicidio Assistito”, tecnica legalizzata in Italia dalla sentenza n.242/19 “Cappato-Antoniani” della Corte Costituzionale. In Italia sono 5 finora le persone che hanno avuto accesso alla morte volontaria assistita, la maggior parte dopo mesi di attesa, passando anche per i tribunali.

La Costituzione e la sentenza Cappato/Antoniani della Consulta hanno già sancito il diritto di accedere al suicidio medicalmente assistito – ricordano Gallo e Cappato -. La nostra Proposta di legge, depositata in altre 14 regioni dunque, non fa altro che integrare la sentenza stabilendo tempi e modalità certe in cui esercitare questo diritto. È un testo che tutela le persone che richiedono il trattamento fine vita e le Asl e il personale medico chiamate a prendere decisioni in merito.

“Servirebbe una legge nazionale e noi ci battiamo per questo da otto anni non è però una buona ragione per affidare alla discrezione assoluta e senza regole precise delle Asl (ce ne sono più di 200 in Italia) il tipo di comportamento e di atteggiamento da rendere nella risposta alle persone che soffrono”. E’ competenza regionale e del sistema sanitario locale definire la messa in pratica di una sentenza della Corte Costituzionale, evitando ai malati torture, lunghe attese dunque accanimento per settimane, addirittura per mesi.

La proposta di legge regionale è stata presentata dai consiglieri Marotta e Tidei sottoscritta anche dai consiglieri Valeriani, Mattia, Battisti, Panunzi, Droghei, Novelli e Zuccalà e aperta a altre sottoscrizioni.

 

APPROFONDIMENTO

L’ACCESSO ALLA MORTE VOLONTARIA ASSISTITA IN ITALIA

In assenza di una legge nazionale che regolamenti l’aiuto alla morte volontaria, ovvero l’accesso al suicidio assistito, in Italia questa scelta di fine vita è regolamentata dalla sentenza numero 242 del 2019 della Corte costituzionale sul caso Cappato-Antoniani, che ha legalizzato l’accesso alla procedura ma solo a precise condizioni di salute delle persone.

La Consulta ha disposto che per accedere all’aiuto alla morte volontaria (suicidio assistito) occorre essere in possesso di determinati requisiti: essere capaci di autodeterminarsi, affetti da patologia irreversibile fonte di sofferenze fisiche o psicologiche ritenute dalla persona intollerabili ed essere dipendenti da trattamenti di sostegno vitale.

Questi requisiti, insieme alle modalità per procedere, devono essere verificati dal Servizio Sanitario Nazionale con le modalità previste dalla legge sulle Dat agli articoli 1 e 2 (Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento, 219/17), previo parere del comitato etico territorialmente competente. 

Nonostante la possibilità di ottenere questo tipo di aiuto, il Servizio Sanitario non garantisce tempi certi per effettuare le verifiche e rispondere alle persone malate che hanno diritto di porre fine alla propria vita. Per questo, nel rispetto delle competenze territoriali, l’Associazione Luca Coscioni ha promosso a livello nazionale la campagna “Liberi Subito” con raccolta firme per proposte di legge regionali che garantiscano il percorso di richiesta di suicidio medicalmente assistito e i controlli necessari in tempi certi, adeguati e definiti.

LIBERI SUBITO, 15 REGIONI COINVOLTE  DALLA PROPOSTA DI LEGGE SUL FINE VITA

Nei mesi scorsi il Consiglio Regionale della Regione Veneto è stato il primo in Italia a dibattere la proposta di legge regionale LIBERI SUBITO, rinviandola però in Commissione per non aver ottenuto la maggioranza dei voti favorevoli all’approvazione. Oltre al Veneto anche gli uffici tecnici di Regione Piemonte, Emilia Romagna, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Toscana e Lombardia hanno ritenuto che le norme contenute nella proposta di legge rientrino nelle competenze regionali e siano rispettose della Costituzione italiana e si attende ora la discussione. Oltre a queste anche in SardegnaBasilicata, LazioLiguria e Val d’Aosta la proposta di legge è stata depositata tramite l’iniziativa dei consiglieri regionali per iniziativa dei Comuni. Proposte analoghe sono state depositate in Puglia, Marche e Calabria

 

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