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Italia Nostra Lazio: “Il progetto approdi Isola di Santo Stefano non rispetta linee guida su Valutazione di Incidenza”

Italia Nostra Lazio: “Il progetto approdi Isola di Santo Stefano non rispetta linee guida su Valutazione di Incidenza”
Giugno 19
21:05 2021

 LETTERA APERTA AL COMMISSARIO STRAORDINARIO PER RESTAURO E VALORIZZAZIONE EX CARCERE BORBONICO DELL’ISOLA DI SANTO STEFANO-VENTOTENE

 

Italia Nostra Lazio: “Il progetto approdi Isola di Santo Stefano non rispetta linee guida su Valutazione di Incidenza”

Carente istruttoria dell’intervento Invitalia su habitat e specie protette tra cui la Pinna nobilis

Istruttoria carente ed incompleta sotto vari punti di vista. Italia Nostra Lazio ha espresso tutte le sue perplessità in merito al progetto di Invitalia spa riguardo il “Contratto Istituzionale di Sviluppo per il recupero e la rifunzionalizzazione dell'”Ex carcere borbonico dell’isola di Santo Stefano – Ventotene” Intervento n. 3 “Realizzazione / adeguamento degli approdi all’Isola di Santo Stefano” con una serie di osservazioni puntuali.

Italia Nostra Lazio ritiene che il ministero, che ha varato le recenti Linee Guida nazionali per la valutazione di incidenza (VIncA) – Direttiva 92/43/CEE “HABITAT” articolo 6, paragrafi 3 e 4 (GU n.303 del 28-12-2019), non possa approvare il progetto proposto senza contraddire gli impegni presi con la Comunità Europea.

L’Associazione ritiene che “non viene sottoposta a VIA/VAS l’intera operazione del restauro del penitenziario di Santo Stefano bensì solo un progetto iniziale per gli attracchi. Tale fatto non permette di valutare il reale dimensionamento del porto sulla base della destinazione finale, e può configurarsi come aggiramento della normativa, come indicato nelle Linee Guida 2019.

Italia Nostra Lazio ritiene inoltre che i dati di riferimento allo stato di conservazione degli habitat e delle specie per cui la riserva è stata istituita sono scarsi e incompleti, e in alcuni importanti casi gravemente carenti. Basti citare il caso della Pinna nobilis, specie chiave per la ZSC, il più grande dei Bivalvia del Mediterraneo, da cui si traeva nei secoli scorsi il bisso, il tessuto più prezioso.  Nella relazione di VIncA è data per “comune”, e con la vecchia classificazione NE (non valutata) dell’IUCN. 

In realtà, la Pinna nobilis oltre ad essere tra le specie a massima tutela del Consiglio d’Europa Habitats Directive 92/43/EEC, nel 2019 è stata inclusa nella IUCN, Unione Mondiale per la Conservazione della Natura Red List come CR “critically endangered”. Nell’ultimo decennio ha infatti subito un declino (tra 80 e 90 per cento) a causa di una infezione batterica. Le relazioni di VIncA sulla P. Nobilis allegate al progetto ignorano questi fatti, non specificano neppure se l’infezione sia presente sull’Isola di Santo Stefano e non danno indicazioni di sorta sull’effetto che un aumentato traffico di imbarcazioni a motore potrebbe avere sulla diffusione dell’infezione.

Italia Nostra Lazio, in accordo con il Comitato Santo Stefano Sostenibile ritiene inoltre che La proposta di Invitalia spa non rispetti l’altissimo valore simbolico dell’Isola di Santo Stefano e che prende in considerazione un numero estremamente limitato di soluzioni alternative determinando così una strumentale penalizzazione degli interventi potenzialmente più sostenibili in favore della realizzazione di un molo lungo 25 metri, con un pontile di cemento armato che si innalza per 2.5 metri al di sopra del livello del mare e un imbasamento sommerso che arriva a sfiorare la vicina prateria di Posidonia oceanica

L’impianto portuale proposto dal Invitalia spa, oltre a non dimostrare in modo chiaro la sua utilità cancella in modo permanente una parte significativa delle testimonianze archeologiche di epoca romana e distrugge un paesaggio ancora incontaminato

Italia Nostra Lazio, unitamente al Comitato Santo Stefano Sostenibile,  propone che vengano immediatamente messi in sicurezza i sentieri comunali e i costoni che incombono sugli approdi, svincolando questo intervento dall’approvazione della proposta per l’approdo della Marinella; vengano condotti accurati studi in grado di caratterizzare il clima ondoso, con particolare riguardo agli eventi estremi;  venga condotto un accurato studio quantitativo della potenziale interferenza dell’opera sulle forti correnti marine locali, sul trasporto di sedimenti e sul corrispondente impatto sulla limitrofa prateria di Posidonia oceanica;  venga infine elaborata una nuova proposta progettuale per il molo della Marinella, in grado di preservare le testimonianze archeologiche e inserirsi in modo armonico in un ambiente ancora incontaminato.

 

Il Presidente del CRL Lazio

Dott. Marcello Rosario Caliman

 

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