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Italia Nostra Lazio riguardo l’ammissibilità di nuovi prelievi Acea Ato2 dalle Sorgenti del Pertuso

Maggio 26
10:19 2020

Italia Nostra Lazio riguardo l’ammissibilità di nuovi prelievi Acea Ato2 dalle Sorgenti del Pertuso: “Il temporaneo non può e non deve diventare permanente”

Duro commento all’ammissibilità da parte della Regione Lazio dell’aumento dei prelievi dalle Sorgenti del Pertuso per 190 litri al secondo. Mentre la rete continua a perdere circa la metà dell’acqua si continua a dare la percezione della scarsità della risorsa e a realizzare captazioni inutili con danni all’ ambiente.

Nel supplemento n.1 al B.U.R. n. 59 del 7 maggio, la Direzione Lavori Pubblici Stazione Unica Appalti Risorse Idriche e Difesa del Suolo della Regione Lazio dichiara ammissibile al procedimento un’istanza dell’ACEA

ATO2 che chiede di aumentare “temporaneamente” di 190 litri al secondo

(L/sec) il prelievo dalla sorgente del Pertuso, nel parco regionale dei Monti Simbruini, tutelata anche da un sito specifico della rete europea Natura 2000 (IT6050029).

Il prelievo si aggiunge ai 360 L/sec concessi in via “emergenziale e provvisoria”; l’ACEA potrà così assorbire l’intera portata, privando il fiume Aniene dell’ultima sorgente naturale, e del minimo flusso vitale per la vita biologica del fiume.

Dal 2002 l’ACEA gode, nella vertenza per l’acqua del Pertuso che la oppone ai comuni dell’alta valle dell’Aniene e a varie associazioni, tra cui Italia Nostra, di uno stato di emergenza idrica pressoché permanente, con motivazioni generiche e scarsi dati, per cui i prelievi “temporanei” non hanno scadenza.

Stavolta però non si menziona l’emergenza. Forse si pensa che, dato l’andazzo, anche il COVID-19 va bene come emergenza per captare il Pertuso.

I dati 2018 dicono che nelle tubazioni dell’ATO2 entrano 24.600 l/sec

(24,6 mc/sec) di acqua, corrispondenti a quasi 500 litri al giorno per ogni abitante (4,3 milioni) della città metropolitana. Probabilmente è un record mondiale, ed è quasi tutta acqua di sorgente di alta qualità, per l’80% da sorgenti profonde, con portate poco sensibili alla piovosità. Negli altri Paesi europei la perdita in rete è, in media, molto inferiore alla nostra, inoltre, a Roma e nell’ area metropolitana non si può fare a meno di utilizzare acqua sorgiva per annaffiare i prati, mentre in ambito europeo si utilizzano acque piovane e/o di riciclo.

Lo spreco maggiore è dato dalle perdite nelle tubazioni, che tra l’altro, provocano danni a cantine, edifici ed attività commerciali, e che  sono per ATO 2 intorno al  45%. Ma il record nazionale delle perdite spetta all’ATO5 (provincia di Frosinone), sempre gestito dall’ACEA,  cui va in parte l’acqua del Pertuso, con più del 70%.

Nello stesso BURL la direzione regionale di cui sopra dichiara ammissibile l’istanza dell’ACEA di prelevare acqua dal Tevere per 500 L/sec, all’altezza di Grottarossa ad uso potabile.  Quest’acqua di cui non si vede la necessita in base ai dati sopra riportati, deve essere depurata (a spese degli utenti), e, una volta immessa nell’acquedotto peggiorerebbe la qualità della fornitura.

Con questi provvedimenti la Regione Lazio concederebbe ad ACEA ATO2 di captare l’ultima sorgente libera dell’Aniene e di immettere nell’acquedotto 500 L/sec di acqua dal Tevere, mentre le perdite per scarsa manutenzione delle tubazioni ammontano a più di 10.000 L/sec.

Ricordiamo, inoltre, che il Tribunale di Civitavecchia ha chiesto, a seguito di denunce, tra le quali quella del Comitato per la Difesa del Bacino Lacuale Bracciano-Martignano, il rinvio a giudizio dei vertici di ACEA ATO 2 per disastro ambientale in relazione all’abbassamento dei livelli del bacino lacustre nell’ anno 2017, l’udienza preliminare è fissata per novembre 2020.

La privatizzazione dell’acqua in questi ultimi anni viene apertamente messa in discussione dalle popolazioni, riconosciuta come un errore da molte amministrazioni, e revocata in molte località del resto d’Europa.

Nel caso di ATO 2 ed ATO 5 una gestione privatistica senza adeguati controlli crea danni ambientali e produce una gestione inefficiente per la mancata manutenzione ed ammodernamento delle reti. Dobbiamo constatare con amarezza che nel Lazio l’amministrazione regionale, che dovrebbe rappresentare gli interessi della cittadinanza nei confronti della società di gestione, sembra svolgere la funzione contraria.

 

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