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Martedì 8 marzo si inaugura, in via Merulana 220, la mostra “Female Gaze”

Marzo 02
18:17 2022

Martedì 8 marzo inaugura, in via Merulana 220, la mostra “Female Gaze” curata dall’associazione
culturale WOW.ART. La collettiva riunisce le artiste: Anita Zanetti, Cinzia Bordin, Federica Zianni,
La Mirtilla, Katya Ohii, Juanni Wang.
L’evento rappresenta il debutto artistico dell’associazione, nata con l’idea di creare una rete
alternativa di promozione delle artiste e, per questo motivo, la scelta dell’8 marzo restituisce la
missione dell’intero progetto culturale promosso da WOW.ART. Il titolo della mostra “Female
Gaze”, riprendendo il concetto del male gaze cinematografico, ne sovverte il significato mutando,
in chiave critica, il genere della forma grammaticale per alludere alla visione femminile del
mondo.
In questa prima puntata di un’ampia rassegna di arti visive, vengono presentati i lavori di sei
artiste che, dalla soggettività delle esperienze raccontate attraverso la scultura, il collage e la
pittura, suggeriscono a chi guarda aspetti differenti dell’universo.
Il programma espositivo prevede due sezioni di approfondimento.
1) Giovedì 10 marzo dalle ore 16:00 alle ore 18:00 per gli incontri “Le storie dell’Arte”: “Le
artiste italiane dal ‘500 ad oggi”.
Tema conduttore delle due ore di studio è il cambiamento del ruolo dell’artista donna
all’interno della società nell’arco di sei secoli, dal ‘500 ad oggi.
2) Sabato 12 marzo dalle ore 10:00 alle ore 19:00: “Mimosa Reload”
In omaggio al centenario della Giornata della Donna in Italia e al bicentenario della
catalogazione della Mimosa, WOW.ART propone un pomeriggio di approfondimento che
culminerà con l’azione concettuale di piantare alcuni semi di mimosa.
ARTISTE
Cinzia Bordin
Cinzia Bordin si concentra sulla tecnica del collage che per l’artista rappresenta «un invito a
soffermarsi su ciò che visivamente può apparire come una massa informe di oggetti, […] in senso
più ampio su una serie di atteggiamenti distratti e superficiali che spesso coinvolgono dinamiche
culturali e sociali». In mostra sono presenti quattro lavori che evocano quattro situazioni femminili
che l’artista interpreta visivamente in chiave critica, stimolando la riflessione sul ruolo della donna
in un confronto tra Oriente e Occidente.
La Mirtilla
Alla sua prima collettiva la Mirtilla presenta una serie di tavole utilizzando l’iconografia del
tatuaggio tradizionale occidentale sovvertendo alcuni dei canoni estetici. Le prime due tavole
giocano sulle note della canzone “the rose of the no man’s land” tributo alle “crocerossine” al
fronte, durante la prima guerra mondiale. “No man’s land” riferito alla devastazione del conflitto si
trasforma in un inno alla presenza salvifica della figura femminile che domina incontrastata.
Completa il trittico la tavola sull inno cristiano popolare “rock of ages” del 1763, la storia tratta
anch’essa di salvezza e redenzione e il focus viene rivisitato dalla tatuatrice che pone al centro una
figura femminile, completando il cerchio dedicato alla “donna come salvatrice del mondo”.
Anita Zanetti
L’ arte di Anita Zanetti è un viaggio all’interno del corpo, nella sua bellezza, imperfezione ed
erotismo. Il suo approccio alla pittura ha una connotazione quasi religiosa: “una ricerca tra le
pieghe della pelle di Dio o dell’anima, o di entrambi, che forse si appartengono o forse sono
semplicemente la stessa cosa”. Una percorso di consapevolezza attraverso l’accettazione del
corpo come custode dell’anima. La fragilità dello scrigno diventa un trampolino di lancio per il
tesoro che contiene: l’essenza, lo spirito, la forza. Il colore si fa forma e dona la visione ultima, un
connubio poetico che unisce il confine come linea di definizione e la poesia di un’immagine dal
forte impatto emotivo.
Federica Zianni
La poetica di Federica Zianni si concentra sul silenzio come contatto, non nel senso stretto del
toccare ma del trasmettere attraverso la partecipazione all’opera. Il silenzio è la lingua comune ed
eterna dell’universo, la più adatta a comunicare i sentimenti più profondi e ad esorcizzare le paure
più nascoste. La sua produzione artistica è basata sull’ascolto, inteso non come azione fisica che
riguarda la relazione, ma come una necessità interiore nei riguardi di sé stessi. Per l’artista la
comunicazione è essenzialmente legata all’ascolto piuttosto che al parlato: ascoltare permette di
costruire relazioni di qualità. Da questa percezione nascono le sue sculture mute: dei perfetti
meccanismi che non rimandano ad altro che a sé stessi, in un circuito chiuso verso l’esterno da cui
non fuoriesce alcun suono.
Katya Ohii
Katya Ohii è un’artista multidisciplinare e autodidatta. La sua pratica artistica si riferisce,
attraverso dipinti e sculture, alla rappresentazione dei confini. Fornendo una suggestiva
interpretazione visiva dei simboli e della relazione tra ambiente esterno ed interno, l’artista si
sofferma sulla continua trasformazione dei rapporti e sul significato di controllo. In mostra un
trittico che culmina nella scultura” Golem” opera prima dell’artista
Juanni Wang
Juanni Wang è un’artista cinese, originaria di a WeiNan e residente a Roma da diversi anni. Nella
rivelazione di una visione che riflette la percezione che l’artista ha di se stessa e del mondo che la
circonda, Juanni approda nel 2019 ad “Autoritratto”: un progetto che la impegna quotidianamente
nella realizzazione di autoritratti con materiali sempre diversi che raccontano del personale
rapporto dell’artista con il proprio corpo. All’interno della mostra sono presenti anche due lavori
che richiamano il mondo esterno, in questo caso del fascino degli angoli nascosti di Roma.
Orari
Da mercoledì a domenica, dalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 20:00
Vernissage 8 marzo dalle ore 18:00 alle 20:00
La mostra è visitabile fino a domenica 13 marzo. L’ingresso è gratuito per tutti gli iscritti.
Per ulteriori informazioni
wowart.associazione@gmail.com

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