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10^ edizione Premio Sette Colli

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10^ edizione Premio Sette Colli

10^ edizione Premio Sette Colli
04 Dicembre
10:40 2016

E’ stata una festa della romanità nella sua composita intierezza, anche se la parte del tifo pendeva sulla sponda giallorossa. Non foss’altro perché l’ideatore del “Premio Sette Colli”, giunto quest’anno alla decima edizione e patrocinato dalla Regione Lazio, è un romanista doc: Fabrizio Pacifici. Ed eccolo, sul palco dell’Exe Roma, davanti all’Obelisco dell’Eur, condurre per mano una manifestazione unica nel suo genere, costruita con lo stile di chi conosce la città e l’anima vera dei tifosi. Senza esasperazioni, ma col garbato gusto di riunire, con un sottile fil rouge a compattare stati d’animo diversi, soprattutto in questa occasione, a tre giorni dal derby d’andata.
Anche la scelta dei premiati si è rivelata un giusto mix tra voci, volti e obiettivi fotografici e da ripresa che documentano insieme la capacità di vivere un’emozione unica e indescrivibile: identificata genericamente con la parola “tifo”, ma personalizzata all’interno di una propria, originale interpretazione della passione sportiva. A rendere ancor più gradevole la coreografia, la presenza di splendide ragazze, attrici e modelle, chiamate sul palco per la consgena delle targhe, un attestato di appartenenza alla città, a prescindere dallascelta di campo per l’una o per l’altra squadra: insomma, un vero e proprio inno a una romanità che la città reclama. E la selezione dei nomi premiati rende sempre più importante il “Sette Colli”, nel solco della migliore tradizione, fatta di riconoscimenti all’attività, di emersione di cuori profondi quanto discreti che fanno del bene in silenzio in una città solo apparentemente distratta. C’è molto amore tra un colle e l’altro di Roma e scalare quelle cime avvicina alla comprensione di valori alti, capaci di svettare sui luoghi comuni e sul livellamento delle emozioni che, al contrario, restano vive e pulsanti. Così, è stato piacevole scoprire quante cose meravigliose si celassero dietro un Premio: per una volta quelle targhe vanno “segnalate” alle “autorità morali competenti” perché le persone che le hanno ricevute giovedì all’Exe, esaurito in ogni ordine di posti, possano “circolare” sempre in città e veicolare così, quotidianamente, lo splendido bagaglio di umanità che recano con sé.
Dopo questa premessa, vanno segnalati in primis i nomi di due premiati: Nicola Caprera e Marco Matteoni. Il primo da molte stagioni conduce con successo la trasmissione “Gli Inascoltati” su Radio Centro Suono Sport: contenitore di varia umanità che dal lunedì al venerdì sera (20-22) vive lo sport a tutto tondo, fuori dagli “schemi” tattici delle formazioni ma dentro ai cuori della gente, scrutando gli orizzonti della città. In più, nel silenzio piacevolmente assordante della solidarietà, Caprera manda avanti da anni una raccolta di cose belle per i bambini che soffrono (giocattoli, vestiti, dolci e tutto ciò che valga un sorrriso) per ricordare l’adorata sorella Romina, scomparsa 33 anni fa. La consegna avrà luogo, come sempre, il 22 dicembre al Policlinico Umberto I. Dopo di lui, ecco la barba buona di un costruttore che circonda un volto ricco di umanità: è quello di Marco Matteoli che ha lanciato lo slogan “Adottiamo un anziano”, rivelando così la sua seconda attività: quella di recare sollievo alle persone sole e dimenticate che vivono una vecchiaia difficile.
Spazio anche a due laziali doc ai quali Fabrizio Pacifici ha voluto consegnare il Premio per meriti sportivi e non solo, sia pure se schierati nella Curva a Nord della città: stiamo parlando del prof. Pino Capua e del regista Federico Moccia. Il primo ha simpaticamente suonato la carica in vista del derby con lo stile dello “sfottò “, da troppo tempo dimenticato insieme con la sana ironia; l’altro ha ricordato come la tv commerciale abbia svuotato l’Olimpico di Roma, peraltro rievocando la sua infanzia fortunata che gli consentiva di vedere negli studi Rai addirittura due partite in contemporanea. Poi, ancora tanta Roma con la premiazione di Roberto Tedeschi, fotografo storico della compagine giallorossa (dal 1968) che ha eletto quale sua foto-cult quella di Pruzzo a Genova che di fatto consegnò lo scudetto. Tra gli altri premiati Gabriele Caccamo, editore di “Porta Portese”, figlio dell’indimenticabile creatore, Rosario Caccamo: a consegnargli la targa è stato Fabrizio Borni, presidente dell’Anpoe, l’Associazione Nazionale di produttori e organizzatori di eventi della quale è vice-presidente Fabrizio Pacifici.
A ricevere il “Premio Sette Colli”, anche l’attore Marcello Magnelli (da quattro decenni portiere titolare della Nazionale Attori di Calcio), gli ex calciatori giallorossi Sandro Tovalieri (che ha presentato il libro “Cobra” di Susanna Marcellini) e Max Tonetto (ambasciatore del Footvolley, accompagnato dal promotore Fredric Salamone e dall’ideatore del Play Night World Alex Bucci) oltre ad Antonio Felici, “voce romanista” e corrispondente di France Footbal, e alle attrici Elisabetta Pellini e Donatella Pompadour.
Infine, due citazioni: alla calciatrice della Roma Femminile Maria Vukcevic (in procinto di raggiungere la massima serie con la promozione ormai prossima) e all’autore del prologo della manifestazione, Stefano Dragoni, che ha recitato una sua poesia dalle forti tinte giallorosse e annunciato il suo nuovospettacolo “Francesco forevere” (con la “e”, ha tenuto a precisare, per non confondere Totti col Papa). E, dulcis in fundo, una menzione alle attrici e alle modelle che hanno consegnato le targhe e ricostituito l’equazione femminile bellezza/stile: da Adriana Russo a Raffaela Anastasio, le modelle Andreea Duma, Melania Verde, Roberta Aguzzi e Ioana Avramescu, Francesca Carulli (titolare della Glamour Studios), le attrici Michelle Carpente e Francesca Ferrazzo e Cosetta Turco, Giada Di Miceli, Laura Squizzato inviata della trasmissione Rai “I Fatti Vostri”. Visti tra gli altri anche: l’attore Enio Drovandi, l’hair style Lello Sebastiani, l’agente di moda Riccardo Gubiani, il fotografo di moda Gianluca Armeni, il conduttore televisivo Alessandro Serra, il comico Alessandro Serra. (Ufficio Stampa Marino Collacciani)

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