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Notizie dal Mondo – Dicembre 2012

Notizie dal Mondo – Dicembre 2012
Gennaio 19
15:38 2013

Afrika generatorA Lagos con la Fiera delle invenzioni
In Europa o negli USA le Fiere sono in genere visitate da appassionati del genere; in Africa, al contrario, diventano “incontri” e “scambi” che rispondono a bisogni pratici e quindi coinvolgono fasce diverse delle popolazione. Così alla Fiera africana delle Invenzioni, “Maker faire Africa”, sono arrivati anche da piccoli e remoti villaggi, studenti, piccoli commercianti, contadini, casalinghe…

C’è il contadino che ha inventato un impianto per il trattamento della cassava (noi la conosciamo come manioca) e delle piante di cereali; studentesse che hanno messo a punto un generatore di elettricità ad urina (che non costa niente) o la ‘tuk-tuk limo’ una moto-taxi formato limousine che può trasportare fino a 12 persone. Coprire distanze quasi sempre notevoli in Africa è molto importante e, chi può permetterselo, potrebbe, magari in gruppo, acquistare questo “tuk-tuk” per fare servizio pubblico di trasporto.Un intero settore inoltre è dedicato alla creazione di biciclette con i rifiuti. Invenzioni pratiche, che possono cambiare la vita delle persone anche negli sperduti villaggi. A proposito della manioca la pianta è originaria delle regioni tropicali delle Americhe, ma fu importata nell’Africa equatoriale oltre quattro secoli fa ed è ormai diventata uno dei prodotti alimentari di base di molti popoli della foresta.tuk-tuk limo Nonostante ciò la manioca non viene ancora sfruttata e “lavorata” a livello industriale (le sue radici contengono cianuro allo stato grezzo); tuttavia grazie, o a causa, della crisi mondiale, oggi si sta riscoprendo questo prodotto. In Nigeria (di cui Lagos è la capitale commerciale) per esempio, se ne producono 45 milioni di tonnellate all’anno ed il governo ha deciso di imporre ai panettieri l’utilizzo del 50 per cento di farina di manioca e del 50 per cento di farina di grano importato per il pane. Ciò permetterebbe al Paese di diminuire della metà le importazioni di cereali. Ben venga quindi l’ingegneria creativa e innovativa che potrebbe anche garantire l’autosufficienza alimentare per alcune regioni africane.

Restoring Family Links: cercare e rintracciare familiari di migranti, rifugiati e dispersi
La Croce Rossa Internazionale ha presentato il nuovo sito web “Restoring Family Links” http://familylinks.icrc.org. Il sito offre assistenza gratuita a chiunque voglia cercare e mettersi in contatto con i propri familiari emigrati, rifugiati, profughi o dispersi, in tutti i paesi del mondo. Il servizio è reso possibile dalla presenza capillare della Croce Rossa Internazionale, che incrocia i dati ricevuti dal singolo utente con quelli messi a disposizione dalle autorità nazionali, dalla rete e da altre organizzazioni della società civile e governative. Inoltre il servizio prevede la messa a disposizione di strumenti di comunicazione per riallacciare i contatti con i familiari lontani, come ad esempio telefoni e messaggi personali o precompilati. Il servizio Family Links Network infine interviene per facilitare il ricongiungimento familiare e fornire supporto continuo all’integrazione del congiunto nel nuovo Paese. A questo fine, la CRI può richiedere documenti alle autorità competenti o rilasciare certificati (di viaggio, di nascita ecc.). Per contattare il referente del Family Links Network in Italia:
Andrea Pettini – Office of Tracing Service, RFL and Social Protection – International Relations Department – Italian Red Cross – Via Ramazzini 31 – 00151 Roma – Italia – italcross.tracing@cri.it

Università di Yale restituisce gli ultimi reperti di Machu Picchu
La storia comincia dal lontano 1911 quando Hiram Bingham archeologo statunitense, sottrasse, ufficialmente per un breve periodo e per motivi di studio, i reperti da lui portati alla luce della città rifugio inca di Machu Picchu, reperti finiti all’università di Yale. Nel 2010 l’allora Presidente peruviano ed il rappresentante di Yale nel pieno di un contenzioso giudiziario accompagnato da una campagna internazionale promossa da Lima, raggiunsero un accordo per la restituzione entro due anni di tutti i pezzi dell’ateneo statunitense. Le ultime 127 casse contenenti 35.000 frammenti in ceramica sono ora sotto esame degli esperti del Ministero della Cultura di Lima.

Diritti negati: Ecuador – “Carta de niñas” per tutelare le bambine contro i maltrattamenti e gli abusi
Il 78% dei minori in Ecuador ha subito maltrattamenti all’interno delle loro famiglie. Per far fronte a questa piaga, i delegati dell’organizzazione delle Nazioni Unite Plan International hanno lanciato un progetto che prevede che i bambini scrivano lettere nelle quali descrivono le loro situazioni. L’obiettivo di “Carta de niñas”, è rendere visibile il problema e alimentare l’interesse e l’impegno della società per un futuro libero dalla violenza. Secondo le stime del Ministero degli Interni, il 18 % delle donne che subiscono violenza in Ecuador ha subito abusi per la prima volta all’età di 10 anni. “Carta de niñas” segue la linea del progetto “Cartas de Mujeres”, con il quale sono state raccolte oltre 10 mila lettere scritte da donne equadoregne che hanno raccontato storie di violenza fisica e psicologica, oltre ad un infinito numero di abusi subiti. Questo progetto è partito a novembre dello scorso anno con l’obiettivo di trasformare le disuguaglianze tra uomini e donne e ha consentito di interrompere il lungo silenzio delle vittime che subiscono aggressioni dai mariti o dai familiari, con dolorose conseguenze.”Cartas de niñas” si propone lo stesso obiettivo: un anno di lettere, disegni o video con denunce, sogni e aspirazioni delle minori, riunite in laboratori o attraverso altre iniziative che garantiscano in particolare la loro privacy. Gli organizzatori analizzeranno il contenuto delle lettere per sensibilizzare la popolazione sull’argomento e per formulare politiche pubbliche specifiche per le bambine. Secondo dati ufficiali Plan International ha rivelato che in Ecuador il 41% delle bambine ha sofferto qualsiasi tipo di maltrattamento a scuola, e in generale gli abusi estremi colpiscono il 32% delle bambine tra 5 e 17 anni, rispetto al 30% dei bambini. Inoltre il 69% delle bambine è stata vittima di violenza di genere, in particolare di abuso sessuale, e negli ultimi 20 anni le gravidanze tra le adolescenti di 15 e 17 anni è aumentato dell’81% con 64 mila madri adolescenti. In America Latina gli alti tassi di gravidanza, la violenza, gli abusi sessuali, la tratta umana e la discriminazione sono i principali problemi che colpiscono le bambine e le adolescenti. (fonte Agenzia Fides)

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