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Pienone al Teatro Tor Bella Monaca con “’Ndrangheta” di Aldo Coloprisco

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Pienone al Teatro Tor Bella Monaca con “’Ndrangheta” di Aldo Coloprisco

Pienone al Teatro Tor Bella Monaca con “’Ndrangheta” di Aldo Coloprisco
novembre 01
16:44 2019

Teatro Tor Bella Monaca: un luogo di incontro culturale che presenta volti noti al grande pubblico accanto a giovani artisti, promuovendo inoltre laboratori teatrali; una realtà che ha soprattutto l’obiettivo di ampliare l’interesse e le presenze in teatro, coinvolgendo le associazioni, gli studenti, i cittadini… E’ in questo piccolo gioiello comunale che la Compagnia “I Capocotti”, un gruppo di insegnanti e operai, impiegati e studenti,  si è esibita con l’originale commedia “’Ndrangheta” di Aldo Coloprisco. Mercoledì alle ore 21.00, davanti a una sala piena  lo spettacolo educativo sulla legalità ancora una volta  è stato replicato con grande successo, in un’atmosfera tangibile di emozione, riflessione e divertimento insieme per un’opera che vuole far riflettere sul tema della legalità persone piccole e grandi.

Con una commovente lettera, il regista ha voluto giustamente dedicare la serata  agli amici che ci hanno lasciato negli ultimi mesi, due artisti che facevano parte della Compagnia e hanno contribuito alla sua nascita:  Antonio Perelli  e Angelo Notarrigo, ricordàti anche per il loro grande impegno nel divulgare ovunque cultura attraverso l’arte drammatica.

Poi i riflettori sono andati subito su Saretto (Mirko Mariani), ragazzo di scuola media che con le sue continue e ostinate domande al padre Rocco Mazzetta (Mariano Pistella), esattore per conto dell’onorata società, solleva il velo delle crudeli e criminose contraddizioni nelle quali vivono gli uomini della ‘ndrangheta. La signora Sasa Bellini, (Angela Tedesco) proprietaria di una segheria, vessata dalla ‘ndrangheta, decide di ribellarsi e di costituire una controndrangheta. Il figlio Ciccillo, (Leonardo Pistella) però, s’innamora di Sara, interpretata dalla bravissima Giulia Conte; è lei, la figlia di don Mimì Tagliateste (Ferdinando Albanese) capobastone, che viene “sequestrata” a casa di mastro Ciccio il postino (Alessio Calvitti). Il padre colpito negli affetti più cari, trascorre tre giorni di grande angoscia. Spinto dalla moglie Cata (Maria Rosa Santoro), si rivolge al maresciallo, interpretato da Sandro Mariani, che scioglie l’equivoco. La Bellini acconsente alle nozze e il Tagliateste s’impegna a cambiare vita.

Non sono mancati i personaggi  completanti della commedia: la sarta (Annamaria Carnevali),  la domestica Peppa (Lina Furfaro), don Costanzo (Giovanni Florio) e l’appuntato (Luciano Mariani). Appropriata ed essenziale la scenografia di Carmelita Tripodi, così come le musiche curate dall’insostituibile Lorena Munini, la Creative Director straordinaria e instancabile che è sempre presente quando la Compagnia I Capocotti va in scena riportandoci anche con le con le “sue” musiche nell’amata terra calabrese.

Amicizia e innamoramento, ilarità e tradimento, doppio gioco, controllo degli appalti attraverso la diffusione di terrore, affetto filiale e poesia: un mosaico teatrale ben costruito e ambientato in una Calabria di persone anche caparbie e ostinate con la  voglia di perseveranza della lotta per uscire dal soffocamento dell’estorsione, portando i malavitosi a ragionare in modo umano, attraverso l’amore per i figli, per la famiglia,  sostegno  sociale da riconoscere oggi più che mai.

Aldo Coloprisco fa tesoro della lunga esperienza di professore e ogni volta “riscrive” sui personaggi la sua “nuova” commedia,  senza mai dimenticare il valore del dialetto da apprezzare e apportando altre innovazioni: tutto pur di fare comprendere, divertendo e divertendosi con la magia del teatro, che non bisogna desistere, che la legalità è possibile!

La Compagnia proprio grazie alla determinazione del regista  Coloprisco coinvolge sempre più giovanissimi attori e, sempre in sintonia con la presidente Maria Santoro,  continua il proprio lavoro  contando su nuova linfa e vitalità e  vanta perciò numerose performance davanti al grande pubblico,  scolaresche comprese.

Lina Furfaro

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