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Sapori e liquori delle antiche tradizioni: la storia del monastero della Grand Chartreuse

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Sapori e liquori delle antiche tradizioni: la storia del monastero della Grand Chartreuse

Sapori e liquori delle antiche tradizioni: la storia del monastero della Grand Chartreuse
settembre 04
12:12 2019

Tutti gli amanti del buon cibo e del buon bere conoscono la grande verità che si cela dietro le preparazioni migliori: una lunga tradizione fatta di ricette e di vere e proprie invenzioni, custodite per secoli e poi venute alla luce, facendo un grande favore a tutta l’umanità.

 

Se si parla di prodotti dalla lunga tradizione, allora non potremmo non citare esempi come le birre e i vini, e persino ricette particolari come l’assenzio al miele. A chi va il merito di queste preparazioni? Ai monaci, i quali per secoli interi sono stati gli unici custodi di questi antichissimi segreti, tramandati di generazione in generazione.

 

Ecco perché oggi vedremo alcuni dei sapori e dei liquori propri di queste antiche tradizioni, soffermandoci poi sulla storia del monastero della Grand Chartreuse.

 

Sapori, liquori e conventi secolari

 

Il mondo è pieno di esempi che appoggiano questo nostro viaggio, alla scoperta di quei sapori e di quei liquori che per secoli sono rimasti confinati nelle sale e nei laboratori officinali dei conventi. È possibile ad esempio citare il convento della Certosa di Firenze, dove ancora oggi si producono alcuni dei liquori che hanno fatto la storia del nostro territorio. Rispettando ovviamente le ricette originarie e le preparazioni tradizionali, che avvengono con tecniche come la torchiatura e la distillazione a vapore.

 

Un altro caso da citare, e che può dirsi esemplare, è quello del convento benedettino di Montevergine di Avellino: anche qui, da diversi secoli, vengono prodotti certi liquori antichissimi, che sanno di tradizione, come nel caso dell’Anthèmis. E poi c’è il monastero della Grand Chartreuse, che si trova vicino a Grenoble (Francia), e che approfondiremo proprio nel prossimo paragrafo.

Il monastero dei certosini e il vino

 

Risalente ai tempi del Medioevo, il monastero francese della Grand Chartreuse è ancora oggi operativo, per la fortuna degli amanti dei vini e dei liquori. Perché è qui che hanno trovato i natali alcune delle bevande più pregiate della nostra storia, come nel caso dell’Elixir de la Grand Chartreuse. Ma anche del Liqueur de Santé, oggi noto come Chartreuse Vert. E si parla di prodotti che, non a torto, vengono ancora oggi ricercati da parecchi appassionati, anche attraverso i canali più moderni: oggi è infatti possibile trovare il vino Chartreuse su Tannico, uno dei principali siti web dedicati a questo settore. 

 

Poi è il caso di proseguire con alcuni cenni storici recenti sui certosini, che vennero espulsi dalla Francia agli inizi del ‘900, per poi tornare a Fourvoirie. Dopo la frana che distrusse la struttura, nel 1935, la produzione del Chartreuse si trasferì a Voiron. Da sottolineare, infine, che ancora oggi la formula alla base del liquore dei certosini viene custodita gelosamente ed è segreta.

 

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