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UN GIUBILEO PER I 450 ANNI DELLA FONDAZIONE DELL’ARCICONFRATERNITA DELLA CARITA’ ORAZIONE E MORTE

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UN GIUBILEO PER I 450 ANNI DELLA FONDAZIONE DELL’ARCICONFRATERNITA DELLA CARITA’ ORAZIONE E MORTE

UN GIUBILEO PER I 450 ANNI DELLA FONDAZIONE DELL’ARCICONFRATERNITA DELLA CARITA’ ORAZIONE E MORTE
giugno 09
11:52 2019

promulgato Domenica festa di Pentecoste durante la Santa Messa nella Chiesa di S.Apollonia – Santuario della Madonna della Carità

UN GIUBILEO PARTICOLARE CON ANNESSA INDULGENZA PLENARIA PER I 450 ANNI DELLA FONDAZIONE DELL’ARCICONFRATERNITA DELLA CARITA’ ORAZIONE E MORTE

Sarà Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Vincenzo Apicella Vescovo Suburbicario di Velletri – Segni ad aprire la Porta Santa nella Chiesa di S.Apollonia V.M. – Santuario di Maria SS.ma della Carità Sabato 31 Agosto alle ore 18.00 seguirà la celebrazione della Santa Messa con la Benedizione Papale e la Solenne Processione della Sacra Immagine della Madonna della Carità

Nella Chiesa di S. Stefano, sita sull’omonima via, dopo una pestilenza, presero a riunirsi dei “boni omini” che sotto il patrocinio di S.Rocco svolgevano opere di misericordia, come vestire gli ignudi – visitare gli ammalati – confortare i carcerati – accogliere i pellegrini – sfamare gli affamati. Quelle opere che si ritrovano nel passo dell’evangelo: Matteo 25,35-44  “Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato,  nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti?  Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. “ Con l’arrivo dei Cappuccini, quei “boni omini” chiesero al Parroco di S.Martino, il secolare D.Marco Ciampone di continuare a svolgere la loro missione a S.Martino. Questi nel 1569 li fonda con atto del notaio cancelliere vescovile Ottaviano Della Porta come Società della Carità, dando loro l’altare sotto l’organo (il primo a destra di chi entra) dove era posta la bella immagine della Madonna commissionata da Angelo Sorci per volontà di Agnese di Castulluzio ad Antoniazzo Romano nel 1491. Il Popolo di Velletri legandola al sodalizio prese a chiamarla “La Madonna dei fratelli della Carità” da qui il titolo di “Madonna della Carità” a distanza di 450 anni da quel gesto, gli attuali confratelli e consorelle guidati dal priore Augusto Trivelloni con la piena approvazione e raccomandazione del Vescovo Diocesano hanno chiesto la Penitenzieria Apostolica la concessione dell’INDULGENZA PLENARIA e l’indizione di un ANNO GIUBILARE per solennizzare il traguardo dei quattro secoli e mezzo dalla fondazione. Il 3 Giugno il dicastero vaticano guidato dal cardinale Mauro Piacenza ha concesso quanto richiesto. Domenica 9 Giugno festa di pentecoste nella piccola Chiesa di Via Luigi Novelli, dove l’Arciconfraternita ha sede dal 1816 dopo la Santa Messa presieduta dal Padre Pasquale De Ruvo crs si è svolta la suggestiva promulgazione dell’anno giubilare. Prima della benedizione il sacerdote ha recitato l’invocazione allo Spirito Santo e a seguire è stata resa pubblica la concessione dell’INDULGENZA PLENARIA e l’inizio e la fine dell’Anno Santo dal 1 Settembre 2019 al 6 Settembre 2020. Sarà dunque Sua Eccellenza Rev.ma Mons.Vincenzo Apicella Vescovo di Velletri – Segni ad aprire la Porta Santa nella Chiesa di S.Apollonia Sabato 31 Agosto prima della Messa Vespertina che precede la Processione in onore della Madonna della Carità, essendo la festa Domenica 1 Settembre. Il rito avrà inizio alle ore 18.00 il Vescovo impartirà al termine della celebrazione la Benedizione Papale.

“Aperite mihi portas iustitiae… Haec porta Domini… Introibo in domum tuam, Domine”

Con tre colpi di martello e pronunciando le parole del titolo, fino al Giubileo del 1975 il Papa apriva la porta santa della Basilica Vaticana dando inizio all’anno santo, durante il quale il successore di Pietro concede l’indulgenza plenaria con la remissione perpetua di tutti i peccati. Si tratta di un evento di grazia che si ripete ordinariamente ogni 25 anni, l’ultimo come tutti ricordiamo nel 2000. Ma il Pontefice “motu proprio” può indire anche Anni Santi straordinari come ha fatto Papa Francesco nel 2016 con il Giubileo della Misericordia. Esistono anche Giubilei particolari che possono essere concessi dalla PENITENZIERIA APOSTOLICA per mandato del Santo Padre Francesco per anniversari “particolari” di parrocchie o confraternite. Ma cosa sono il Giubileo e l’Indulgenza Plenaria?.. Levitico 25,10 “Dichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nella terra per tutti i suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo; ognuno di voi tornerà nella sua proprietà e nella sua famiglia“. Il Giubileo è l’anno della remissione dei peccati, della conversione e della riconciliazione tra gli uomini e con Dio. È anche l’anno della penitenza sacramentale, della solidarietà, della speranza. Chiamato comunemente Anno Santo, il Giubileo si distingue in ordinario (o maggiore) e straordinario (o minore). Il primo è celebrato a scadenze prestabilite, mentre il secondo viene indetto in occasione di avvenimenti di particolare importanza: in tal caso la sua durata può variare da alcuni giorni a un anno. La consuetudine di indire Giubilei straordinari risale al XVI secolo; nel corso del Novecento, sono stati celebrati Anni Santi nel 1933, per il diciannovesimo centenario della Redenzione, e nel 1983, indetto da Giovanni Paolo II, per i 1950 anni della Redenzione. roviamo traccia del Giubileo già nelle scritture dell’Antico Testamento. Il termine “giubileo” prende origine da Jubilaeum, che a sua volta deriva dalle parole ebraiche Jobel (ariete), Jobil (richiamo) e Jobal (remissione).
Nel capitolo XXV del Levitico le tribù d’Israele vengono invitate a far risuonare il corno (Jobel) ogni 49 anni per richiamare (Jobil) la gente di tutto il paese, proclamando santo il cinquantesimo anno e annunciando la remissione (Jobal) dei peccati. Infatti, secondo l’Antico Testamento, il Giubileo garantisce la liberazione dalla condizione di miseria, sofferenza ed emarginazione, ma con precise regole da seguire: restituzione delle terre, condono dei debiti, liberazione degli schiavi, riposo della terra. Nel Nuovo Testamento è Gesù stesso a presentarsi come colui che è venuto a “predicare l’anno di grazia del Signore” (Isaia 61,1-2). Il Vangelo di Luca (Luca 4,16-21) ricorda l’episodio nel quale Gesù dichiara di essere il Messia. Da quel giorno prende inizio la nuova era della salvezza. Nel riferimento alla missione di Cristo, il Giubileo della Chiesa cattolica proclama il perdono generale, un’indulgenza aperta a tutti e che il papa concede a determinate condizioni. Non si hanno notizie certe di Giubilei prima del 1300, anche se alcune fonti sembrano accennare a una Indulgenza dei Cento anni per l’anno 1000 (papa Silvestro II) e il 1100 (papa Pasquale II). Di certo è papa Bonifacio VIII a istituire nel febbraio del 1300 il primo Giubileo con la bolla Antiquorum habet fida relatio, che concede l’indulgenza plenaria a tutti coloro che facciano visita 30 volte, se romani, e 15 se forestieri, alle Basiliche di San Pietro e San Paolo fuori le Mura, per tutta la durata dell’anno 1300; la bolla precisa inoltre che l’Anno Santo dovrà ripetersi ogni cento anni.

 

Tuttavia… nel 1350 papa Clemente VI proclama, da Avignone, il secondo Giubileo e ne fissa la cadenza a cinquant’anni. Per ottenere l’indulgenza, è però necessario visitare anche la Basilica di San Giovanni in Laterano, in aggiunta a quelle di San Pietro e San Paolo fuori le mura; nel 1390 papa Urbano VI riduce la cadenza dell’Anno Santo a 33 anni, in conformità agli anni della vita terrena di Cristo; nel 1475 papa Sisto IV fissa definitivamente la cadenza a venticinque anni. Per la prima volta, l’Anno Santo viene chiamato “Giubileo”. Non furono celebrati i Giubilei negli anni: 1800, a causa degli effetti provocati dalla Rivoluzione Francese che avevano portato l’ultraottantenne papa Pio VI prigioniero in Francia; 1850, per i disordini causati dalla Repubblica Romana che avevano costretto papa Pio IX a trasferirsi a Gaeta. Dal 1300 a oggi sono stati celebrati 26 Giubilei, l’ultimo nel 2000, quello del 2016 è stato il 27°. Siamo grati al Cardinale Mauro Piacenza Penitenziere Maggiore per averci concesso su mandato del  Santo Padre Francesco questo importante evento di grazia che rende il 450 anniversario della fondazione dell’Arciconfraternita della Carità Orazione e Morte motivo di riconciliazione con Dio.

 

 

 

 

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