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Vieni, c’è una strada nel parco…

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Vieni, c’è una strada nel parco…

Vieni, c’è una strada nel parco…
ottobre 20
12:19 2019

A guardarli bene i Castelli Romani si capisce facilmente, e l’open day di domenica 20 lo confermerà ad abitanti e turisti, anche stranieri, che accorreranno in una giornata di sole fra sagre, mostre, antiche dimore, un paesaggio straordinario tra colline, mare e laghi, baciato da ogni fortuna, che le nuove strade d’asfalto che va proponendo ogni tanto qualcuno non servirebbero proprio a niente.

Continuare ad affossare quanto c’è di bello in questo territorio come hanno già fatto trenta o quarant’anni di edilizia ‘necessaria’ sotto altre coltri di cemento e asfalto, fra quelli che, da sinistra a destra, tentano di resuscitare progetti ‘di sviluppo’  che vedono le bellezze dei Castelli percorse da mirabolanti strade a tre o quattro corsie, finirebbe solo per incrinare per sempre un già fragile e precario equilibrio ormai quasi esausto di risorse.

I Castelli Romani avrebbero bisogno di più spazio per essere percorsi a piedi. Ai lati delle strade basterebbe qualche pista di terra battuta in più. Anche qui, non serve sbancare dieci metri per farne una pista di due, stendendo ancora una volta cemento e asfalto. Un architetto, credo, deve aver fatto qualcosa di simile al naturale, alla semplicità, sulla Galleria di sopra che affianca chiese e conventi costeggiando il lago Albano (anche se pure quella andrebbe tenuta pulita perché dopo qualche anno foglie e terra non consentono più il passaggio ai pedoni); ma si tratterebbe in questo caso d’una manutenzione facile con ramazza e qualche rastrello. I paesi castellani spesso si distanziano di pochi chilometri e questi chilometri sono incredibilmente ancora punteggiati di boschi, chiese, radure, conventi, punti panoramici, ville storiche, fioriture stagionali (comprese molte orchidee spontanee) vecchi bellissimi alberi. Poterci camminare in mezzo un privilegio enorme. Le piste di terra battuta, o poco più, non potrebbero essere percorse da chi va troppo di fretta e deve portare pesi e guidare per cause di forza maggiore l’auto, ma se immaginate per giornate meno dense di impegni queste piste risolverebbero anche molte richieste dei visitatori che fino a che non potranno percorrere questo territorio a passo d’uomo, probabilmente, non riusciranno a comprenderne la profonda intrinseca bellezza. (Serena Grizi) – immagine web

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