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Oggi… parliamo di musica

Aprile 12
09:10 2012

In un’epoca in cui possono bastare due note per fare una canzone (o peggio, un successo), bisogna premettere che nel lavoro Noi, la nostra Storia la Vita e le Favole c’è proprio tanta musica. Musica “d’Autore” nel senso classico del termine, dove si fondono le intenzioni lirico/musicali dell’autore, in uno slancio compositivo nato “di per se” ovvero per andare incontro alle proprie esigenze espressive personali (come, a mio avviso, dovrebbe essere per qualunque espressione artistica allo stato puro) e scevro da preventivate contaminazioni commerciali. Il lavoro richiede una serie di ascolti per permettere la corretta ricezione del “messaggio” in chiave musicale ed espressiva.

È bene non andare a cercare eventuali punti di contatto e/o parallelismi con autori ben più conosciuti che potrebbero nascondersi dietro ogni brano (Cocciante? Tenco? Branduardi? De Gregori? Guccini (no manca la marcatura politica!) forse De André, Bindi, Endrigo!) m se ci sono o potrebbero esserci, nulla può essere tolto alla sincera ricerca di originalità dell’ interprete. Le 10 tracce del disco scorrono fluide e tuttavia intense (tutte di generosa durata temporale), alternandosi tra metrature più ritmiche e tra distillazioni melodiche di apparente, sospesa semplicità. La cosa che sorprende di più è costituita dall’interpretazione dei brani, caratterizzata da una impostazione vocale di tipo volutamente “sommesso”, tesa alla esaltazione confidenziale e insieme appassionata delle tematiche proposte, tematiche che, quasi insistentemente si riconducono a una visione esistenzialistica, molto cara all’autore. I testi, molto interessanti, di continuo richiamo evocativo agli eterni dilemmi esistenziali (la Vita esteriore con i suoi continui richiami naturalistici e quella più interiore, legata ai ricordi, agli affetti, alle speranze future) sono stati elaborati con grande “sentimento” e trovano quasi sempre la giusta collocazione nell’ampio scenario compositivo. Sia nei brani più intimisti (È forse si o è ancora no; Vuoi o non vuoi…; La neve e il mare) che in quelli più ritmati (Dove sei; Ancora più bella…;), la stessa voce non si discosta eccessivamente dalla modalità dominante del “sussurrato” che pervade gran parte delle parti cantate. Felicissima, nel pezzo Notte Placida l’intuizione di affidare a una bravissima Vocalist (chi mai sarà?) la sottolineatura e “l’esaltazione” del testo nel misurato e bel ritornello melodico ripetuto ad libidum. Il fraseggio musicale scorre spesso con andamento, spesso lento, ora con spunti melodici succedenti e tuttavia quasi mai “dilaganti”, quasi come se l’Autore desideri sempre richiamare l’attenzione sul messaggio lirico del contesto, al riparo dalle più facilmente coinvolgenti esternazioni orchestrali, o ancora, pur concedendo ad alcuni arrangiamenti accattivanti divagazioni in chiave decisamente rock (Ancora più bella di….; Questo bisogno di noi). Certo, non è facile per l’ascoltatore, sottrarsi alle “effusioni sonore” offerte dalle infinite possibilità contemporanee di “sofisticare” le musiche attraverso la magia degli arrangiamenti, attraverso i quali vengono “sfoderati” sofisticati e al tempo stesso semplici interventi ritmici di strumenti anche minimalisti. Molto in risalto, sovente, dolcissimi entrate della chitarra acustica che sottolinea con grande efficacia l’andamento melodico dei temi. Non è noto da chi sia stato arrangiato il lavoro, ma dall’attento ascolto si deduce che chi ne è stato l’artefice conosce molto bene il suo “mestiere”. L’apparente “contrasto” tra il musicista e il confezionatore si risolve in una possibile duplicità di approccio per l’ascoltatore, che può dilettarsi tra la scelta di un accostamento “di contenuto” e quello “di puro godimento del sonoro”. Elencare e dare un ordine di preferenza alle tracce non sarebbe onesto da parte di chi scrive; limitiamoci a sottolineare che almeno tre brani (3° – 9° e 10° ) spiccano per la ottima qualità tecnica di registrazione e per il riempitivo sonoro di grande impatto e la particolare atmosfera che riescono a creare. In estrema sintesi: un disco da ascoltare e consigliare.

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