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Peter Gombita di corsa per i poveri da Kosice (Slovakia) a Città del Vaticano

Peter Gombita di corsa per i poveri da Kosice (Slovakia) a Città del Vaticano
Novembre 14
16:59 2017

Oramai corrono tutti per tantissimi chilometri e per tantissimi motivi. Lo sport e in particolare la corsa abbatte barriere culturali e generazionali, avvicina persone, paesi, popoli, rende liberi e permette di aiutare tanta gente correndo per fini umanistici molto interessante, per questo ho chiesto all’interessato di rispondere ad alcune domande prima della partenza, per scrivere un articolo e pubblicizzare l’evento. Può partecipare chi vuole per un percorso che sceglie.
Di seguito Peter Gombita, prete slovacco che si ocupa di 250 senza tetto, racconta la sua impresa rispondendo ad alcune mie domande, grazie a una gentile interprete.
In che consiste il tuo prossimo evento sportivo importante? “Sto correndo la maratona da Kosice (Slovakia) a città del Vaticano perchè ho trovato nella mia passione la corsa una maniera per sensibilizzare le persone verso la piaga della povertà sempre più dilagante anche tra i nostri cari e cercare di arginare e prevenire qualsiasi tipo di peggioramento.”

Un gesto davvero raro e prezioso, correre per i poveri giorno e notte per 9 giorni per sensibilizzare le persone all’attenzione per i più bisognosi, è possibile visionare il sito http://new.oaza-nadej.org/
Ti senti pronto? “Con l’aiuto di Dio sì.”

In questo caso non c’è bisogno di coach, non c’è bisogno di psicologi o di metal coach, ma semplicemente c’è bisogno della fede per fare cose impegnative e faticose per tante ore e giorni.
Sensazioni, emozioni, pensieri prima, del prossimo evento sportivo? “Sicuramente la pressione delle responsabilità è molto alta ma so già con la mia esperienza che quando cominciamo un opera che è più grande di noi l’aiuto di Dio ci da tutta la forza necessaria per portarla a termine.”

Tanta fiducia in se ma per chi crede diventa importante anche tanta fiducia nella fede, per andare avanti e non fermarsi per fare qualcosa di benefico per il prossimo, per rendersi utile, per star bene facendo star bene altri, un gesto unico quello di correre pensando ai bisognosi.
Come sei organizzato? “Facciamo un percorso a tappe diurno e notturno seguiti da due macchine di maratoneti che si alternano e un altra macchina operativa, con la mappa del percorso invitiamo le persone a unirsi a noi nelle tappe che preferiscono.”

Una gran bella iniziativa organizzata molto bene, insieme è tanto meglio, lo sport aggrega per fini e interessi comuni.
Fai parte di un team? Famiglia, amici, figure professionali? “Faccio parte di un team di maratoneti ma la maggior parte delle volte corro in solitaria o meglio in compagnia del mio cane Sara, partecipo a vari eventi sportivi, maratone e gare di corsa.”
E’ cambiato nel tempo il tuo modo di preparati fisicamente e mentalmente a eventi sportivi? “Mi preparo mentalmente e mi alleno in maniera meticolosa seriamente, la forma fisica e mentale sono importanti per dare il meglio, questo non si può trascurare.”
Utilizzi una preparazione mentale prima dell’evento sportivo? “Sì sicuramente, sono prete cattolico quindi prego e sò di certo che la preghiera e la fede in Dio mi danno tutto l’aiuto necessario.”
Ricordi un’esperienza passata che ti dà la convinzione, che ce la puoi fare? “Sì certo, la maratona che stiamo facendo adesso l’ho già fatta un anno fa in solitaria come se avessi corso 36 maratone coprendo la distanza 1550 km in 50 giorni.”

Una grande persone capace di fare grandi cose da solo, con il cane, con un team, ma sempre con grande fede.
Cosa hai scoperto del tuo carattere che ti aiuta nell’affrontare il prossimo evento sportivo? “Volontà forza d’animo e in primis fede in Dio.”
Quale può essere un messaggio rivolto a chi ti seguirà nel tuo prossimo evento sportivo? “Dovrebbe incoraggiare le persone non solo a praticare lo sport ma tramite esso portare aiuto al prossimo.”

Quindi un aiuto rivolto a tutti è aiutate ad aiutare, correte e se non potete aiutate chi ha bisogno.
Quale aiuto vorresti ricevere nel tuo prossimo evento sportivo? “Vorrei che la gente comprendesse il mio messaggio di solidarietà e beneficenza e che con l’aiuto di Dio e della bontà delle persone tutto questo si possa concretizzare.”

Pertanto per una volta non pensate che i corridori di lunghe distanze sono masochisti ma anche che esercitano benessere rivolto agli altri e quindi correte o comunque aiutate chi è in condizione di bisogno. Se riesco vengo al Vaticano l’ultima tappa sabato 18 novembre, grazie e buona strada.

 

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