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Siria: l’escalation di conflitti regionali e interni sta minacciando la vita dei civili

Aprile 10
15:52 2024

Siria: l’escalation di conflitti regionali e interni sta minacciando la vita dei civili. Oggi 16,7 milioni di persone hanno bisogno di assistenza umanitaria, di cui quasi la metà bambini.

L’allarme arriva da un gruppo di organizzazioni presenti nel Paese, tra cui Save the Children, che invitano tutte le parti a cessare urgentemente le ostilità, ad assicurare la protezione dei civili e l’immediato rispetto del diritto internazionale umanitario.

Un numero crescente di attacchi minaccia di peggiorare ulteriormente la già terribile situazione umanitaria della Siria, afferma un gruppo di importanti ONG internazionali presenti nel Paese, tra cui Save the Children, l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini e le bambine a rischio e garantire loro un futuro.  

Il Forum regionale delle INGO in Siria (SIRF) sottolinea che gli attacchi stanno mettendo a rischio la vita delle persone, continuando a causare danni alle infrastrutture civili e limitando l’accesso ai servizi essenziali. I dati ottenuti dal SIRF mostrano che negli ultimi nove mesi sono stati segnalati dai partner umanitari più di 16.000 incidenti legati al conflitto, con un aumento del 33% rispetto al periodo precedente.

Con l’attenzione internazionale giustamente focalizzata sulla devastazione in corso a Gaza, si teme che le parti in conflitto stiano intensificando le ostilità all’interno della Siria mentre il mondo guarda altrove. E’ necessario lavorare urgentemente per allentare la tensione.

Questa combinazione di crescente violenza locale, regionale e interna minaccia di peggiorare la situazione all’interno del Paese e di aumentare i già elevati livelli di contaminazione da ordigni esplosivi, mettendo a rischio la vita e il benessere di milioni di siriani ora e negli anni a venire.

Il SIRF invita tutte le parti in conflitto a cessare urgentemente tutte le ostilità, ad assicurare la protezione dei civili attraverso gli strumenti internazionali e l’immediato rispetto del diritto internazionale umanitario.

Dall’inizio del conflitto a Gaza, ci sono stati 45 attacchi aerei in Siria, con una media di quasi due a settimana. Più di 60 civili sono stati uccisi negli attacchi più recenti, che hanno avuto luogo in aree urbane e aeroporti densamente popolati, tra cui Aleppo, Damasco, Lattakia, Deir Ez-Zor, Idlib e Qamishli. Più recentemente, due civili sono stati uccisi durante un attacco in un sobborgo di Damasco dove si trovano le sedi e gli alloggi di ONG e ONU.

Tali attacchi aerei non solo mettono in pericolo la vita dei civili e degli operatori umanitari, ma rischiano anche di destabilizzare ulteriormente la Siria, già profondamente colpita da oltre 13 anni di conflitto.

Mentre il protrarsi del conflitto continua ad avere pesanti ripercussioni sull’economia siriana, le persone, spinte dalla disperazione, si spostano in aree a rischio di essere colpite o entrano in campi contaminati da ordigni esplosivi. Decine di civili sono stati uccisi e feriti dagli attacchi aerei nei governatorati di Raqqa e Deir-ez-Zor, compresi civili che raccoglievano tartufi, un’importante fonte di reddito per le comunità di quella zona. Intanto, la libertà di movimento di donne e ragazze è sempre più limitata.

Nel Nord-Ovest della Siria i bombardamenti hanno recentemente colpito la città di Sarmin, dove due donne e un bambino sono rimasti uccisi e 12 persone, tra cui tre donne e otto bambini, sono rimaste gravemente ferite, mentre un’autobomba è esplosa nella città di Azaz, uccidendo almeno sette persone e ferendone 30. Inoltre, si continua a lottare contro la minaccia dei droni suicidi, che nelle ultime settimane hanno colpito in alcune occasioni veicoli civili. Le principali infrastrutture civili non sono state risparmiate dalla violenza, con segnalazioni di almeno tre scuole e un ospedale sostenuto da ONG danneggiati solo nel marzo 2024.

Anche il Nord-Est della Siria è stato gravemente colpito dagli attacchi aerei negli ultimi mesi, con la distruzione di infrastrutture vitali relative a carburante, elettricità e acqua, compromettendo l’accesso all’acqua per milioni di siriani.

L’escalation del conflitto rappresenta una minaccia anche per gli operatori umanitari. La recente uccisione di un membro dello staff dell’OMS a Deir Ez-Zor è un forte promemoria dei pericoli affrontati dagli operatori umanitari in ambienti estremamente instabili, che minano gli sforzi umanitari e privano le popolazioni vulnerabili dell’assistenza salvavita.

I bisogni umanitari in tutta la Siria non sono mai stati così elevati come lo sono oggi. 16,7 milioni di persone hanno bisogno di assistenza, di cui quasi la metà sono bambini. L’escalation del conflitto rischia di aumentare queste richieste in un momento in cui il sostegno dei donatori alla Siria sta diminuendo. Invece di dover ricorrere continuamente alla risposta umanitaria di emergenza quando l’incidenza dei conflitti aumenta, sarebbe preferibile impegnarsi con le comunità e i donatori per affrontare i bisogni a medio e lungo termine attraverso interventi di ripresa rapida mirati ad alleviare la povertà in tutta la Siria. Ciò sarà possibile solo attraverso la cessazione immediata di tutte le ostilità nella regione, un’ampia protezione dei civili e delle infrastrutture civili e un maggiore sostegno agli interventi umanitari e di ripresa rapida.

 

Per informazioni:
Ufficio Stampa Save the Children

Tel. 3389625274 – 3409367952 – 3385791870 – 3316676827
ufficiostampa@savethechildren.org
www.savethechildren.it

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