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SPESA SOCIALE DEI COMUNI

Dicembre 12
16:45 2023

SPESA SOCIALE DEI COMUNI: FEDERSANITÀ E IFEL, TANTA STRADA DA FARE VERSO L’ATTUAZIONE DEL PNRR

 Presentato il Rapporto 2024 che mette in evidenza i dati sull’integrazione socio-sanitaria e la presa in carico sociale nei vari territori italiani

 Roma 12 dicembre 2023 – Presentato oggi al Senato, presso la Sala Capitolare in Santa Maria sopra la Minerva, il Rapporto 2024 “Salute e territorio. I servizi socio-sanitari dei Comuni italiani” elaborato da Federsanità e Ifel- Fondazione Anci.

 Gli obiettivi del Rapporto sono quelli di analizzare, esaminandoli, i più recenti dati resi disponibili da Istat in relazione alla spesa sociale dei Comuni, arricchendoli di elementi di valutazione evidenziati da studi di settore sulle principali tematiche che riguardano le questioni sociali, sanitarie e socioassistenziali. “Il Rapporto affronta temi di particolare rilevanza nell’attuale contesto demografico, epidemiologico e socioeconomico -ha detto il Ministro della Salute Orazio Schillaci in apertura – dedicando ampio spazio al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il PNRR, l’ho ripetuto spesso, rappresenta la nostra grande occasione per modernizzare il servizio sanitario nazionale e per prenderci cura in maniera sempre più efficace di un’Italia che invecchia. Credo che una Nazione moderna, con un welfare sanitario solidaristico come il nostro, debba dare risposte soprattutto ai suoi anziani, e ancor di più a quelli che vivono in situazioni di solitudine, prendendosi cura dei loro bisogni nella loro totalità. Ci sono condizioni di grande fragilità e non le possiamo ignorare”.

Questa edizione osserva, in particolare, i dati a partire del 2020 con un’attenzione a quanto registrato nei territori a causa della pandemia Covid 19 e, successivamente, prendendo in analisi i cambiamenti indotti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Ecco i dati principali: la spesa dei comuni per i servizi sociali è aumentata nel 2020 in modo significativo per fronteggiare i nuovi bisogni assistenziali derivanti dall’emergenza sanitaria esplosa con il Covid-19 e per la conseguente crisi economica e sociale, raggiungendo i 7,85 miliardi di euro, il 4,3% in più rispetto al 2019; nel 2020 la spesa dei comuni per i servizi sociali per abitante è pari a 132 euro (era di 114 euro pro capite nel 2013) con differenze molto ampie a livello di ripartizione geografica: nel Mezzogiorno è pari a 87 euro, circa la metà del dato registrato al Nord (161 euro); nel 2020 il 36% della spesa dei comuni per i servizi sociali è utilizzata per interventi e servizi, il 32% viene assorbita dalle strutture, mentre la restante parte (31%) è costituita dai trasferimenti in denaro; nel 2020 si registra un balzo improvviso della spesa erogata sotto forma di trasferimenti in denaro, aumentati rispetto all’anno precedente del 22,7%; dal 2013 al 2020 si rileva un +95% della spesa dei comuni per i servizi sociali nell’area «povertà, disagio adulti e senza dimora» (effetto Covid: +73% solo nel passaggio dal 2019 al 2020); nel 2020 la spesa sociale dei comuni è destinata prevalentemente ai minori e alle famiglie con figli (37%), alle persone con disabilità (25%) e agli anziani (16%), ossia ai residenti che abbiano compiuto almeno 65 anni di età.

“Ci apprestiamo a mettere in campo gli strumenti previsti dal DM 77 sulla nuova sanità territoriale, seppure rivisti numericamente al ribasso a causa della rimodulazione del PNRR, che presuppongono una forte integrazione con l’assistenza sociale offerta dai Comuni. Infatti -ha sottolineato Tiziana Frittelli Presidente Nazionale di Federsanità– per evitare il fenomeno delle sliding doors della fragilità sociale verso l’assistenza sanitaria che, comunque, non è in grado di fornire una presa in carico integrale, allargata alle esigenze sociali del paziente fragile, occorrono processi integrati e finanziamenti dedicati alla non autosufficienza e alla disabilità. Il DM 77,  prevede strumenti nuovi di integrazione: il Punto Unico di Accesso presso le Case di comunità, dove avverrà la valutazione multidimensionale congiunta tra aziende sanitarie ed enti locali per le persone non autosufficienti; le Centrali Operative Territoriali, strumento fondamentale di coordinamento della presa in carico della persona e raccordo tra servizi e professionisti coinvolti nei diversi setting assistenziali, sanitari e sociosanitari, in dialogo con la rete dell’emergenza urgenza; il 116117, per ogni esigenza sanitaria e socio-sanitaria a bassa intensità assistenziale; l’assistenza domiciliare integrata e la teleassistenza, i cui fondi sono stati incrementati a seguito della rimodulazione del PNRR, vero punto di svolta verso la sostenibilità del sistema.”

 Le spese sociali dei comuni e le numerose voci che le rappresentano mostrano una platea di utenti/cittadini e di servizi molto variegata. Molte spese “sociali” non hanno un evidente e immediato riscontro nel quotidiano: ad esempio l’effetto di una maggiore presenza di alberi in città è noto, ma non ha un risultato immediatamente visibile e misurabile, come al contrario un intervento chirurgico che ha riscontro immediato e misurabile nella guarigione del paziente.

“Le amministrazioni comunali e le loro strutture sociali, insieme al Servizio Sanitario Nazionale, e grazie anche all’apporto delle diverse espressioni della società civile e del Terzo settore, hanno dato prova di una straordinaria capacità di coordinamento e di governance del territorio. Il modello di stretta collaborazione tra i vari livelli istituzionali -ha evidenziato Alessandro Canelli Presidente Ifel– che sono intervenuti sul territorio è stato la formula vincente per la gestione dei differenti bisogni espressi dai cittadini in un momento che non ha precedenti nella nostra storia”.

Come si possono organizzare le azioni messe in campo dai Comuni perché possano essere omologhe a quelle sanitarie e con esse interagenti rispetto ai risultati ottenuti? Come si può intervenire per evitare che alcune attività vengano interrotte per mancanza di fondi o perché non immediatamente misurabili in quanto “sono utili ma non obbligatorie”? Come si riesce a creare un sistema di prevenzione che sia in grado di dare gambe e misurare gli effetti di salute dei Piani regionali di prevenzione?

Consulta i dati del Rapporto al link: https://federsanita.it/2023/12/12/rapporto-ifel-federsanita-sulla-spesa-sociale-dei-comuni-tanta-strada-da-fare-verso-il-pnrr/

 

 

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