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Un ‘baulletto’ di considerazioni da lasciare alle future generazioni…

Un ‘baulletto’ di considerazioni da lasciare alle future generazioni…
Aprile 24
18:26 2024

Un ‘baulletto’ di considerazioni alle future generazioni di Paolo Emili…se non tutte condivisibili, utili comunque per riflettere. La scontentezza è pane quotidiano per i cittadini di quelle nazioni che hanno più degli altri ma forse, a volte, il senso di perdita supera la realtà che ci sta davanti. Basterebbe correggere un po’ il tiro e vicino alle liste ‘grigie’ saper mettere anche tutte quelle liste di azioni che scaturiscono dallo sforzo quotidiano di tutti quelli che si ‘alzano per costruire…’  Redazione

 I libri non sono fatti per crederci, ma per essere sottoposti a indagine. Di fronte a un libro non dobbiamo chiederci cosa dica ma cosa vuole dire. Umberto Eco

«E l’acqua si riempie di schiuma il cielo di fumi
la chimica lebbra distrugge la vita nei fiumi
uccelli che volano a stento malati di morte
il freddo interesse alla vita ha sbarrato le porte

un’isola intera ha trovato nel mare una tomba
il falso progresso ha voluto provare una bomba
poi pioggia che toglie la sete alla terra che è viva
invece le porta la morte perché è radioattiva

Eppure il vento soffia ancora
spruzza l’acqua alle navi sulla prora
e sussurra canzoni tra le foglie
e bacia i fiori, li bacia e non li coglie…»
Pierangelo Bertoli

Nel moderno e tecnologico baulletto da lasciare alle future generazioni ho messo il testo COMPLETO di questa pubblicazione.

Si parte dal 1840, anno che, grosso modo furono messi a dimora questi pini, per arrivare ai nostri giorni. Si parla dell’interessante vita di Felice Cavallotti, dell’importanza… VITALE degli Alberi e di tutto quello che loro rappresentano per il nostro Futuro, si parla anche delle violenze e dell’indifferenza che oggi caratterizza la Pineta ma si parla anche di tanto altro.

Perché questo documento: «Avendo sotto gli occhi, tutti i giorni quel povero moncone di pino lasciato lì a testimonianza delle attuali capacità di gestire la “cosa pubblica” da parte di chi ha chiesto e ottenuto la delega del Popolo per farlo, penso, rifletto su tutto il contesto nel quale esso è stato lasciato e allora la “Pineta” diventa un piccolo mondo dove si replica quello che avviene a dimensioni maggiori, nella società, in questa nostra società del 2021.

Nella Pineta, così come nel mondo reale, si è smarito il gusto, l’importanza per la “Qualità della Vita”, non è più un luogo di riposo, dove godere di uno dei privilegi di Castello: l’aria buona, il bel paesaggio, la tranquillità, il silenzio e volendo anche il passaggio delle navi sulla striscia del vicino mare di Tor Vaianica, di Anzio! La Pineta come nel mondo reale può diventare una discarica, può essere il luogo dove si può gettare, senza vergogna, ogni tipo di cartacce o di monnezza.

La Pineta così come le nostre città non è più luogo dove educare i giovani al rispetto del bene pubblico. Nella Pineta, così come nel mondo reale, ci si dimentica che abbiamo dei coinquilini da rispettare, che esistono dei meccanismi, degli equilibri che determinano anche il nostro Futuro oltre che la semplice quotidianità.

Si dice che bisogna essere “ottimisti”, che “andrà tutto bene” mah ?!? Non c’è bisogno di scomodare i “massimi sistemi” o convocare inutili e frustranti COP26, basta essere un po’ meno ottimisti e un po’ più realisti e analizzare qualche dettaglio, solo qualche piccolo e banale dettaglio di questa nostra Società, di questa nostra Comunità.

Se nel 2021… 2021 (!) c’è ancora gente che, come nel medioevo, getta (impunemente !) i sacchetti dell’immondizia ai margini delle strade oppure ci sono ancora, nel 2021, dei criminali a cui si permette (impunemente !) di mandare in cenere ettari ed ettari ed ettari ed ettari di preziosissimo bosco, vuol dire che la nostra Società, la nostra Comunità non ha Futuro, ha fallito !

Ci stiamo abituando a vivere nella monnezza, ci stiamo abituando a vivere tra muri, monumenti, parchi insudiciati non solo di piscio ed escrementi ma anche da ogni tipo di pericolosa lordura. Per le attuali generazioni il decoro, la dignità, la bellezza, l’etica, la Qualità della Vita non sono più valori: mi sbaglio ?

In questa nostra Società sono ben poche le cose che ormai funzionano; ci siamo abituati, adeguati ai disservizi ma cosa ancora più grave ci siamo assuefatti al malcostume, all’inciviltà, all’ignoranza.

Siamo stati invasi da maree di clandestini che si sono ben presto trasformati in nuove mafie (come se le nostre non fossero sufficienti !) o ben presto si trasformeranno in quei nuovi “poteri economici” che detteranno la “politica” della “nuova itaglia”… come i parrocchetti in Pineta che scacceranno l’autoctono picchio.

Continuiamo ad accettare lo sfacelo della Scuola; dall’ultima tribù Africana alla metropoli più avanzata, l’educazione, la formazione, la maturazione dei Giovani è prioritaria su tutto perché rappresenta non solo la continuità ma anche l’evoluzione della Comunità, della società.

Preparando questo documento, ho riesumato tanti miei scritti, tutte proteste, proposte, denunce, tutte inutili, pagine prolisse, spesso sgrammaticate, dove ho scritto al vento: ma chi me lo ha fatto fare ? Ma soprattutto perché continuo a farlo?»

 Per Castello, da sempre, rubo Tempo alla mia Vita, rubo e purtroppo continuo a rubare denaro e Tempo alla mia Famiglia:

Perché ? Perché non ho voluto mai essere complice di chi ha smantellato sistematicamente Castello ma anche la mia pur sempre amata Italia ! E poi… quarche cosa toccherà puro mettece drentro ‘a quillo bauletto che tenemo dà lascià ‘a prossime generazioni o no ?

Ecco, tutto inizia da quel povero, bistrattato ma meraviglioso moncone di pino.

Se siete curiosi:

Paolo EMILI – YouTubehttps://www.youtube.com/@paoloemili6628/videos

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