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Vinalia Priora

Vinalia Priora
Maggio 20
07:44 2024

Si è tenuto a Frascati, presso il Museo Tuscolano delle Scuderie Aldobrandini, nel mese di aprile, l’evento “Vinalia Priora”. Presenti il sindaco di Frascati, la Funzionaria archeologa SABAP MET, il direttore dell’Accademia Viviarum Novum, WINESAPONATIME heritage and archeology of wine, il direttore Museo Tuscolano Scuderie Aldobrandini, ricercatore Università Tor Vergata, si è discusso del territorio del Vulcano Laziale, della tradizione vitivinicola e dell’innovazione come caratteristiche da perseguire, facendo rivivere il passato a partire dall’antica Roma, come un tuffo nella storia. Due DOCG bianchi sono presenti a Frascati (bianco superiore e cannellino), oggi la produzione è in azienda ma occorre recuperare le tradizioni sociali. Sino al 1920, nelle Scuderie, c’era la cantina sociale. Pertanto il futuro utopico che spinge “prospicere” in avanti, all’idea, ma con sguardo nel passato. Con riferimento a Catone il Censore, cittadino di Tusculum, moralista, fu censore, ossia il garante dei costumi pubblici, dove lo spirito romano per Catone doveva essere legato alla mater terra: “dagli agricoltori provengono sia uomini fortissimi sia soldati valorosissimi” e tanti nomi romani derivano dall’agricoltura. In generale, la cultura occidentale nasce in zona Vulcano Laziale, dove il vino compare nel VIII sec. a.C. e l’azienda tipica di produzione è la villa rustica. La parcellazione del terreno della Campagna Romana avviene a partire dalla fine dell’800 e ciò comporterà l’alterazione del paesaggio. Fatto riferimento alla denominazione geografica Vulcano Laziale.

Altro argomento affrontato è stato la “Menade” (il termine greco significa ” essere invasata”, donne in estasi per il vino, appartenenti ai riti bacchici caratterizzati da musica, danza, vino e sostanze psicotrope), ossia la statua rinvenuta dalla scuola spagnola in giugno a Tuscolo. Emerso che l’acconciatura, la fisiognomica del volto, l’abbigliamento e gli attributi servono per l’identificazione della statua, e il fatto che sia una Menade è probabile per la tipicità dell’abbigliamento. Dal punto di vista iconografico, le Menadi si distinguono per i “capelli sciolti e testa reclinata all’indietro; tengono serpenti in mano o tra i capelli; indossano la nebride; hanno una corona di edera sulla testa; impugnano il tirso (un bastone sacro che ha sulla punta una pigna o tralci di edera).” La statua in oggetto s’ispira al modello dell’Afrodite armata di Epidauro e veste la nebride, ossia la veste sacra ricavata dalla pelle di cerbiatto. Le Menadi seguono Dioniso assieme a satiri e sileni, dove Dioniso è il dio degli opposti: “luce e ombra; vita e morte, dell’estasi, della rinascita, della vigna e dell’uva, della trasgressione”. Probabilmente, successivamente all’età classica, i riti dionisiaci diventano il Sabba delle streghe, le Menadi le streghe e Dioniso il Capro. In conclusione, il concerto dell’ACCADEMIAE VIVARII NOVI e tra le interpretazioni, “IL VINO” (TEOGNIDE): “Provano l’oro e l’argento col fuoco gli artefici esperti: il pensiero dell’uomo, lo mette a nudo il vino, anche se molto è prudente, quand’egli abbia tanto bevuto, che fargli torto debba, per quanto accorto, il vino.”

Foto: Scuderie Aldobrandini, Frascati.

 

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