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GAS o GAAS, nuove-vecchie conquiste dell’uomo

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GAS o GAAS, nuove-vecchie conquiste dell’uomo

GAS o GAAS, nuove-vecchie conquiste dell’uomo
Febbraio 20
01:00 2015

19-Gruppo-di-acquistoGas, ovvero Gruppi di acquisto solidale; oppure gaas con l’aggiunta di autoproduzione. Come dice il nome, sono gruppi di persone che acquistano prodotti collettivamente, in modo solidale, preferendo produttori piccoli e locali, rispettosi dell’ambiente e delle persone, con cui entrare in relazione diretta.

Può darsi che in futuro finiranno per sostituire le cooperative alimentari. Dal punto di vista della crescita del Pil, e quindi secondo un vecchio concetto di economia, la cosa non va bene, perché dobbiamo lavorare per guadagnare per poi spendere, sinonimo però di consumare. Magari senza soluzione di continuità (alla fine senza soddisfazione) e con poco tempo per dedicarci alle cose che più amiamo o che ci piacciono. Insomma una vita iperattiva, frenetica, nevrotica, stressante.
Con i gas potremmo tentare di creare una nuova forma di economia, più umana e aderente alle esigenze reali, senza essere condizionati da spot pubblicitari delle varie multinazionali che creano spesso falsi bisogni.
Comunità deriva dal latino cum munus, con doni, il libero scambio di un tempo. Oggi si può usare il termine solidarietà. I membri della community gas entrano in casa di uno di loro che, a turno, fa da magazzino, grossista pro tempore. Acquista dal contadino, dal piccolo produttore o all’ingrosso e rivende senza guadagnarci sopra. A turno e magari online si fa la spesa a chilometri zero, bio, equo, natural ecc. La gente si re-incontra e con la scusa dei prodotti si relaziona. Tutt’altra cosa dall’anonimato dei centri commerciali. Si può cominciare nel proprio condominio o tra semplici amici.
Con lo stesso sistema si può viaggiare, o comprare le cose più disparate. È l’avvento della sharing economy, che coinvolge diversi gruppi sociali attraverso l’utilizzo di piattaforme digitali. Rende meno impattante l’impronta ecologica dell’uomo sulla Terra. È come se un camion viaggiasse pieno sia all’andata che al ritorno. Quindi non solo spesa, ma condivisione di automobili, di una stampante particolare o di qualsiasi attrezzatura che rimarrebbe per lo più sottoutilizzata.
Anche le onlus si rivolgono sempre più alle nuove ‘iniziative’. Molte, anche grandi e famose, puntano sempre più per esempio sul crowdfunding per sostenere le proprie attività.
Se al gas aggiungete la A di autoproduzione, si può arrivare allo scambio intelligente o a nuove forme di commercio oltre alla solidarietà: yogurt fatto in casa, contro crostate, o marmellate tutte casalinghe; oppure verdure prodotte in sovrabbondanza contro frutta o vino, nonché lavori di cucito contro restauro di mobili. Un nuovo concetto di economia che piace ai giovani e a coloro che si trovano in difficoltà. È anche una forma di solidarietà che si congiunge con fraternità: nei tempi difficili è la forza delle cose a farne avvertire il bisogno ineliminabile. Non so se può diventare una nuova ‘regola’ economica che sopprimerà i meccanismi attuali: le obiezioni sono tante. Comunque adottare ‘nuovi commerci’ costringerà a una riflessione generale e, anche se alla lunga, porterà a cambiamenti.

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