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La conoscenza scientifica – 8

La conoscenza scientifica – 8
Gennaio 10
02:00 2007

‘La scienza non accetta le ipotesi ad hoc, poiché non delimitano un campo di validità, ma la correzione di un errore’. (Lakatos)
Ogni teoria scientifica non può essere considerata né vera, né falsa, ma solo valida all’interno di un campo detto di validità in cui possiamo trovare anche delle anomalie. Tali anomalie possono essere di due tipi:

  1. anomalie al centro del campo di validità, ossia non molto rilevanti e che mettono solo in evidenza il fatto di non aver preso in esame un’asserzione particolare;
  2. anomalie al margine, importanti, perché possono far scoprire fenomeni scientifici nuovi.

E’ difficile all’interno di una teoria riconoscere quale delle due anomalie sia presente. A tal proposito, l’obiettivo dello scienziato è quello di realizzare una descrizione del mondo e del suo funzionamento. Ciò avviene tramite una rappresentazione analogica, costituita da entità reali, che viene mostrata tramite entità sostituite: viene fissato un linguaggio prettamente scientifico e simbolico in cui la rappresentazione analogica della realtà deve essere letta. Ciò che manca alla scienza dunque non è la rappresentazione analogica, ma la vicinanza di questa al linguaggio della realtà.
A tal proposito possiamo far riferimento agli sforzi della scienza, da questo punto di vista, ricordando che dalla prima alla seconda metà del secolo scorso (1927) nella filosofia della scienza è stato segnato il tramonto dell’operazionismo.
L’operazionismo nasce con la necessità per i filosofi della scienza di affidare ai termini teorici non osservabili della fisica, per esempio il concetto di entropia, un contenuto empirico tramite concetti che siano definiti operativamente, ossia attraverso particolari sistemi di operazioni che ne esprimano il significato.
Carnap fece notare come si può definire valido ciò che abbiamo ben determinato e come possiamo invece lasciare indefinito ciò che non lo è.
Nell’operazionismo è senza senso la prescrizione aprioristica di non consentire l’uso nel discorso scientifico se non in termini definiti operativamente. La scienza dei giorni nostri, infatti, si preoccupa di capire che relazione c’è fra i termini scientifici e i dati empirici al fine di costituire un discorso razionale e comprensibile.
La caratteristica della scienza di tutti i tempi è quella di presentarsi come messaggio fra i membri di una società umana; l’aspetto importante è quindi quello di usare un linguaggio appropriato per la comprensione comune in cui i termini siano ben definiti. L’obiettivo della scienza è acquisire la conoscenza sulla base della sicurezza della scienza stessa, che riguarda la storia della scienza a partire dal pensiero religioso e dal mito, fino all’universo olistico dei greci, alla legge di Dio alla legge di natura.
L’elemento nuovo che ha avviato la ricerca scientifica nel campo della gnoseologia e del linguaggio è l’idea di formulare ipotesi e di connetterle con metodi analitici, in modo da definire i concetti e le misure, grazie anche all’uso di strumenti ausiliari, che hanno permesso e permettono di venire a conoscenza di entità inferite.
La sicurezza della scienza si basa sul fatto di essere costituita da una conoscenza organizzata e integrata, poiché le teorie che la costituiscono sono valide.

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