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Strage inceneritori: la soluzione tecnologica è la dissociazione molecolare

Strage inceneritori: la soluzione tecnologica è la dissociazione molecolare
Giugno 21
23:00 2009

Impianto di PeccioliLa notizia è da prima pagina ma sui quotidiani non l’hai trovata!!! Hai invece trovato chilotoni di inchiostro sulle supposte trombate di un milanese trapiantato a Roma.Che palle!La notizia è presto detta: a Peccioli, in provincia di Pisa hanno inaugurato il primo dissociatore molecolare, un aggeggio in grado di trattare i rifiuti in modo pulito.Incredibile!Parrebbe proprio una bufala, l’ennesima trovata degli ecomostri, ma i promotori dell’iniziativa sono persone degne di fiducia.L’iniziativa è partita tre anni fa per merito del gruppo di Fabio Roggiolani, dei verdi toscani, gli stessi che hanno fatto la scelta controcorrente di candidare Cimini alle europee per il centro Italia. Questo impianto sperimentale è stato costruito a Peccioli, il famoso comune toscano dove esiste una discarica gestita con tecnologie all’avanguardia, dove tutto il gas prodotto dai rifiuti in putrefazione viene raccolto, filtrato e usato poi per produrre elettricità attraverso un generatore alimentato dal gas stesso. Si tratta di una discarica che non puzza, sopra la quale sono stati anche organizzati concerti. Silvano Crecchi, sindaco di Peccioli e promotore di questo impianto, è lo stesso che ha organizzato la prima formula italiana di impianti fotovoltaici (sopra la discarica) come forma di risparmio per i cittadini. COME FUNZIONASi tratta di un’evoluzione della tecnologia della pirolisi.Sostanzialmente l’immondizia non viene bruciata con una fiamma viva. Si ha una combustione a bassa temperatura, 400 gradi, in un contenitore nel quale c’è pochissimo ossigeno. Una combustione lenta, i rifiuti impiegano 24 ore a carbonizzarsi.A bassa temperatura i metalli non fondono, non c’è dispersione nei fumi e quindi i metalli restano nella cenere prodotta e sono successivamente recuperabili e riutilizzabili come materia prima. In questo modo si azzerano le micro polveri e le nano polveri e diminuiscono drasticamente le emissioni nocive che successivamente vengono abbattute completamente nel processo di depurazione del gas emesso. Alla fine del processo di lavaggio otteniamo gas combustibile che viene bruciato in un generatore di elettricità. Il gas di combustione viene poi ulteriormente filtrato in uscita.Una differenza assoluta rispetto agli inceneritori tradizionali (pietosamente ribattezzati termovalorizzatori). Lì c’è una combustione con la formazione di composti chimici altamente tossici come le diossine e solo dopo si interviene con la depurazione dei fumi, con enormi problemi di efficienza reale del processo (e possibilità di fare i furbi buttando nell’atmosfera i fumi senza averli filtrati a dovere). Nella dissociazione molecolare si ha un processo di per sé molto meno inquinante e il lavaggio del gas prodotto è interno al processo in quanto se il gas non viene completamente depurato da impurità danneggia il generatore a turbina di elettricità.Questo vuol dire che abbiamo in mano qualche cosa di concreto per bloccare l’installazione di nuovi inceneritori di vecchio tipo e per pretendere la conversione di quelli già installati.Non nascondo che dietro questa questione c’è un grosso problema strategico.Il motivo per il quale questa notizia ha avuto un’eco nulla è che perfino il movimento ecologista non ha voluto sostenerla.La questione è infatti delicata.Da decenni siamo tutti d’accordo sul fatto che la soluzione principale della questione dei rifiuti è l’idea di rifiuti zero.Abbattimento del volume degli imballaggi, riutilizzo dei contenitori, vendita di latte e detersivi alla spina, riciclaggio eccetera.Ma io credo che sia necessario ragionare sui rapporti di forza e non farsi prendere dal fondamentalismo ecologista. “O tutto o niente” non è una soluzione.Oggi Berlusconi sta indiscutibilmente dando il via a decine di inceneritori di vecchio tipo.Non è realistico pensare di fermarlo con le forze ridicole che abbiamo.È invece realistico spiegare alla gente di destra che questi impianti sono estremamente più sicuri, molto più convenienti economicamente, di dimensioni piccole.È una cosa che anche una persona di destra può capire e perfino uno della direzione nazionale del Partito Democratico può arrivarci.Quindi è una soluzione fattibile.Non un’opposizione di principio: abbiamo un’alternativa sensata!Praticabile.È comprensibile che i comitati locali abbiano paura di trovarsi di fronte a un’altra fregatura, è comprensibile che alcuni ecologisti temano di trovarsi invischiati in quisquilie tecniche che portino a deviare l’attenzione dal vero problema (rifiuti zero). Ma questo modo di ragionare ci porta a una sconfitta certa. Il purismo uccide le possibilità.Secondo me dobbiamo ragionare in un’altra maniera: oggi gli inceneritori stanno provocando migliaia di casi di tumori a causa delle diossine e delle nanopolveri emesse. Parliamo di un numero impressionante di morti.Questa tecnologia è stellarmene migliore, ha alle spalle ormai parecchi anni di sperimentazione, e a breve l’esperimento di Peccioli ci darà i dati di efficienza su un prototipo di grandi dimensioni (che sono comunque piccolissime rispetto agli inceneritori tradizionali).Ho parlato con una serie di specialisti che mi hanno confermato senza dubbio che questa tecnologia è decisamente migliore.Ovviamente anche in questo caso è fondamentale il controllo delle associazioni sull’efficienza dei processi di lavorazione del gas e su tutti i tipi di emissioni. Ma rinunciare a questa possibilità dal mio punto di vista sarebbe immorale. Una colpa verso le persone che ora sono condannate al rischio di sofferenze indicibili perché stanno per costruirgli sotto casa un mostro che sputa veleno.Questo possiamo ora realisticamente impedirlo. E vorrei aggiungere che proprio per questo è sperabile che si crei un coordinamento nazionale dei comitati locali contro gli inceneritori tradizionali, che lancino una campagna di discussione sulla dissociazione molecolare come alternativa praticabile. Ed è importante anche che Giovanni Cimini sia eletto e possa condurre al Parlamento europeo questa battaglia contro i termovalorizzatori, una tecnologia obsoleta e criminale.Ma le buone notizie non vengono mai da sole.Sempre grazie al lavoro del gruppo dei verdi di Roggiolani e Cimini è stato installato a Massa la prima macchina in grado di trattare i rifiuti ospedalieri, considerati rifiuti speciali in quanto contengono materiale organico potenzialmente infetto. Si tratta di un apparecchio che può stare in una stanza che polverizza e sterilizza i rifiuti ospedalieri e che può diventare dotazione di ogni ospedale abbattendo il costo dello smaltimento dei rifiuti con un risparmio enorme, 90%, per le Asl.Il Converter dei rifiuti ospedalieri è stato installato per sei mesi all’ospedale pediatrico di Massa e i risultati sono stati certificati dal CNR di Pisa.I rifiuti passano da un costo di smaltimento di 1,30 euro/kg a 30 cent per kg!L’impianto si ripaga investendo il 70% del risparmio. La Toscana, che ha deciso di passare a questo sistema, risparmierà dieci milioni di euro all’anno sui 15 previsti.Ma la cosa fondamentale è che i rifiuti ospedalieri smettono di andare in mano alle ecomafie a spasso e smettono di arricchire gli inceneritoristi.

Se vuoi sapere di più sul dissociatore:
Visita all’impianto di dissociazione molecolare dei rifiuti di Husavik, Islanda
La brochure e gli atti del Convegno sulla dissociazione molecolare (Lucca 21/10/2006)
La Scheda tecnico-economica dell’impianto di dissociazione molecolare (pdf 2,5 Mb)
Rapporto conclusivo della Commissione Interministeriale per le migliori tecnologie di gestione e smaltimento dei rifiuti (pdf 65 Kb)

Rifiuti. Enea: possibile smaltimento in modo pulito

Link sul Converter per i rifiuti ospedalieri clicca qui

Fonte: Il Cacao della domenica

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