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Una bella storia

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Una bella storia

Una bella storia
Maggio 04
12:06 2018

A Monte Compatri non ci si arriva per caso. E chi ci approda si sente subito di casa, con l’Angelo minatore – o Genio alato – ad accoglierlo in piazza Mastrofini, la Passeggiata sempre affollata di bambini e persone senza età e una realtà associativa a prova di tempo e di accidenti, sempre in ebollizione. Domenica 29 aprile nel pomeriggio, presso la Sala Consiliare di Tinello Borghese, festa grande per l’associazione culturale Photo Club Controluce al suo secondo ventennale dalla fondazione. Una storia bella che inizia nel 1979 ma che forse ballonzolava da tempo nella testa vulcanica del monticiano doc Tarquinio Minotti, tra i fondatori e primo presidente della costituenda associazione. A unire saldamente quel primo manipolo di associati la passione per la fotografia e l’intento dichiarato di lavorare sodo per la propria comunità. Ma come si sa nulla nasce al momento, se non si è prima seminato. Un passo indietro. Adriana Olivieri – mamma di Tarquinio – frequenta la scuola elementare quando un bel giorno arriva un fotografo e immortala la classe. Gli alunni erano stati avvisati e Adriana si presenta tutta bella ordinata e con un pelliccetta al collo. Aspetta con ansia di ritirare copia della foto, che però costa una lira, troppo per la sua famiglia. E quella foto con lei in pelliccetta non l’avrà mai e non smetterà mai di desiderarla. Un episodio apparentemente minimo che forse Tarquinio avrà sentito tante volte raccontare e gli sarà pure lievitato dentro, scatenando la sua passione per lo scatto che sconfigge e insieme salva il tempo, oppure chissà con quella passione c’è nato e intensamente ci vive. Sta di fatto che fu proprio lui che rese a Adriana la foto di quella bambina in pelliccetta, inserita in una delle sue raccolte fotografiche. E la gioia e la commozione manifestate dalla madre furono pari a quelle che Tarquinio aveva provato nel ricercare e trovare nei cassetti di casa le foto dei suoi genitori da giovani. Si rafforza la sua idea di recuperare vissuti e accadimenti per ricomporre e sviluppare per immagini la storia della Famiglia monticiana sempre in crescita, e partono le prime pubblicazioni a partire dalle foto rare e preziose di fine Ottocento fino ai giorni nostri. Le mostre si susseguono alle mostre e la popolazione inorgoglita concorre a fornire sempre nuovo materiale per nuove narrazioni.

L’associazione cresce velocemente, tante e importanti le iniziative anche a livello nazionale, entusiasmo alle stelle. Si volevano divulgare gli eventi, informare sull’organizzazione dei vari corsi, non solo di fotografia, si inviavano alle testate locali comunicati che non venivano pubblicati e allora si pensò bene di farsi il giornalino in proprio e nel 1991 escono le prime pagine di “Notizie in Controluce”. A questo punto s’affaccia in redazione un bel signore da qualche tempo residente a Monte Compatri e si offre di dare una mano nel caso ce ne fosse bisogno. E questo signore, che viene da Roma e si chiama Armando Guidoni, ricercatore dell’ENEA e tanto d’altro, si sente avvolgere da un abbraccio che non dà scampo e si pone al servizio dell’associazione con tutte le sue competenze, il suo tempo e le sue energie. Già vice presidente, nel 1998 assume la presidenza del Photo Club e sarà lui a firmare il 16 dicembre di quello stesso anno (storico!) l’atto d’acquisto dei locali in via Carlo Felici, 18/20, debitamente assistito dal cassiere Tarquinio Minotti. La bella sede del Photo Club Controluce diventa stabile, punto di riferimento e di formazione frequentatissimo da chiunque voglia confrontarsi con le tante attività parallelamente portate avanti con l’importante discorso redazionale. Notizie in… Controluce, Portale di Cultura e informazione, stampato in 12.000 copie e distribuito nei territori dei Castelli Romani e Prenestini, rappresenta l’appuntamento mensile con i lettori delle tante rubriche che spaziano in una vasta gamma di tematiche, per finire con L’angolo della poesia, in lingua e in vernacolo, ultima pagina del giornale che sempre viene letta per prima.

Gli associati del Photo Club passano dalle poche decine iniziali fino ai 500 iscritti, le attività si moltiplicano come pani e pesci per una moltitudine di collaboratori, fruitori e simpatizzanti, si arriva alle sfide impensabili che il prode Armando e il fedelissimo Tarquinio – mano ambidestra di una mente accelerata, apertissima a tutte le intemperie e le schiarite di un vivere pieno e fecondo senza interdizioni – acchiappano senza tema e portano avanti con slancio ragionato, e fra tanti successi e qualche colpetto mancino, immancabile in tanto darsi da fare e concedere credito, si arriva all’oggi, con un consuntivo di tutto rispetto che fa guardare al domani con l’ardore di sempre. Una forza portante che è riuscita a coinvolgere nelle sue molteplici avventure, tutte a lietissimo fine, anche l’Amministrazione Comunale, senza risentire degli avvicendamenti di Giunta, poiché tutti concordi nell’apprezzare l’operato di una associazione di puro volontariato al servizio della Cultura senza separazione e confini. Senza dimenticare il sostegno continuativo degli inserzionisti, basilare per il concreto procedere delle buone intenzioni.

Questo e tanto di più è stato ricordato il 25 aprile al Tinello Borghese, in occasione del Quarantennale, manifestazione inserita nella Fiera enogastronomica regionale di Monte Compatri Degustando, giunta alla 93esima edizione. Presenti e partecipi il Sindaco Fabio D’Acuti e Pietro Mazzarini, delegato alla Cultura. Il racconto, affidato alle parole dei protagonisti, è stato reso con il magnifico documentario “40 anni in Controluce” – patrocinato dal Comune di Monte Compatri e prodotto da Cleverage srl – con la regia di Carlo Aragona, sceneggiatura di Paolo Gattari, montaggio di Francesco Tellico e assistente montaggio Giorgia Massaccesi, con l’amichevole partecipazione di Toni Garrani. Una rivisitazione a volo d’uccello sull’antico borgo abbarbicato su uno dei più alti tra i Colli Albani, oltre 12.000 abitanti e una sola storia, dove tutti sono presenti con “L’immagine dei ricordi”.

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