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ROCCA DI PAPA: IL RICERCATORE MATTEO SAMBUCCI,  REALIZZATORE DEL RUBBER-CONCRET

ROCCA DI PAPA: IL RICERCATORE MATTEO SAMBUCCI,  REALIZZATORE DEL RUBBER-CONCRET
Agosto 29
20:10 2022

Metti un pomeriggio estivo di mezz’agosto o poco più. Le ferie sono attimi sacrosanti di relax e recupero per chi tutto l’anno è impegnato. Ma quando l’impegno vuol dire passione e ricerca, chiacchierare di studio e lavoro diventa un momento gradevole e interessante. Esattamente come la bella conversazione pomeridiana con Matteo Sambucci che ha occupato piacevolmente un paio d’ore.

Chi questo simpatico ragazzo di Rocca di Papa nato nel 1989? Presto detto: nato a Roma il 18 dicembre 1989, ma rocchegiano da sempre, Matteo si è diplomato all’Istituto Tecnico Industriale Hertz a Roma, dove ha anche portato avanti i suoi studi universitari. Ama lo sport, è un romanista sfegatato e ama cucinare.

Il dott. Matteo Sambucci è anche un ricercatore che si occupa dello studio di materiali da costruzione più sostenibili, nei quali si attiva il concetto di riciclo e sostenibilità ambientale. Dapprima ha conseguito una Laurea Triennale e Magistrale in Scienza dei Materiali nell’Università romana di Tor Vergata.

Di cosa si occupa questo tipo di studi?  Dalla teoria che include nozioni di Fisica, Chimica, Ingegneria dei materiali, all’applicazione più specifica che riguarda l’utilizzo dei materiali stessi. Inizialmente il campo di studio copre un universo ampio: dai metalli alle plastiche, i ceramici e i materiali di costruzione quali calcestruzzo, cementi, malte…

Una volta conseguito il titolo universitario, il dottor Sambucci ha vinto il concorso per il Dottorato di Ricerca presso l’Università La Sapienza e ha iniziato a studiare i materiali da costruzione  con i quali è possibile attivare  il concetto di riciclo e sostenibilità ambientale.

Nello specifico, l’obiettivo era quello di riuscire a utilizzare particelle ricavate da pneumatici a fine vita, vale a dire usati, per realizzare dei calcestruzzi leggeri, sostenibili ed ecologici con migliorate risposte di isolamento termico, acustico e flessibilità, caratteristica che avvalora la proprietà antisismica.

Colgo l’occasione, durante la nostra chiacchierata, per un approfondimento propedeutico al nostro discorso: così chiariamo che il cemento è una polvere ricavata ad alte temperature (1500°-1600°) da un amalgama di materiali inerti come calcare, argilla e aggregati minerali vari; il calcestruzzo è una miscela e di aggregati fini e grossi (sabbia, ghiaia, pietrisco), cemento ed acqua ed è utilizzata nell’edilizia con armature di acciaio per applicazioni strutturali. Più leggera, la malta contiene cemento, acqua e sabbia ed è utilizzata principalmente come collante.

Ma a parte queste interessanti notizie con le quali, chi come me non è pratico del mondo dell’edilizia, coglie nuovi approfondimenti, il discorso prende una piega interessante quando iniziamo a parlare di Rubber Concrete, vale a dire di calcestruzzi gommati.

Anche qui Matteo Sambucci parte dalle origini,  informandomi che i primi studi ed esperimenti di questa tecnologia risalgono all’inizio degli anni ’90 del secolo scorso, effettuati dai ricercatori egiziani Zaher Khatib e Fouad Bayomy, con la finalità di trovare una strategia sostenibile per mitigare il considerevole accumulo di pneumatici a fine vita in luoghi dove si registra un alto tasso di urbanizzazione.

Vasta la ricerca su questo materiale per trovare varie applicazioni,  e numerosi i test meccanici per determinare la resistenza del materiale stesso: tra questi i test di

isolamento termico e acustico

resistenza a compressione

analisi di impatto ambientale

il tutto per verificare se la sostituzione della sabbia con la gomma, effettivamente apporti vantaggi in termini ecologici e rispettosi dell’ambiente ma anche sotto l’aspetto ingegneristico.

In pratica, si tratta di un sistema innovativo che utilizza il recupero della gomma degli pneumatici, usata poi nel campo dell’edilizia.

Intanto è bene ricordare che tale materiale

  • Sia con l’accumulo – che nel tempo rilascia nel terreno sostanze tossiche
  • sia con l’incenerimento, causa dell’emissione di fumi nocivi

è altamente inquinante. Va ricordato inoltre che gli aggregati minerali (sabbia, ghiaia, pietrisco) utilizzati dei quali abbiamo parlato in precedenza sono ricavati da attività estrattiva (in miniere, letti di fiumi…), attività che va a incidere sull’ecosistema, con l’impiego di risorse non rinnovabili e le conseguenze di un intervento antropico che va a modificare l’originale assetto naturale.

Nell’estrarre minerali, infatti, è previsto l’utilizzo della gru,  la macinazione, il trasporto: una sequenza che inquina. Viceversa, riciclare la gomma appare essere un processo più virtuoso e meno inquinante e anche meno costoso: infatti la gomma è disponibile e chi ne fa uso ha la possibilità di ricevere incentivi.

Amministratore del Progetto è il Professor Marco Valente, docente dell’Università La Sapienza, con il quale collabora Matteo Sambucci. Il team si avvale anche del supporto tecnico del Laboratorio SAPERI&CO, sempre de La Sapienza.

L’idea  di Sambucci di realizzare un mattone in calcestruzzo gommato forato  presenta un duplice vantaggio:

  • Materiale riciclato, come già accennato;
  • fori del mattone stesso a forma di cancelletto (#) – caratteristica che avvantaggia la funzionalità dell’oggetto dal punto di vista tecnologico, in quanto, secondo studi di letteratura scientifica,  è stato appurato che queste cavità migliorano  la proprietà di resistenza del mattone e quella dell’isolamento acustico.

In questo progetto l’idea è quella di sostituire la parte di materiali inerti (sabbia, ghiaia, pietrisco) con gomma macinata avente dimensioni variabili, simili a quei materiali che andrà a sostituire.  Va precisato che l’utilizzo della gomma è già da tempo praticato nella realizzazione degli asfalti e rende la superficie stradale più flessibile e meno soggetta a crepe e danneggiamenti.

Naturalmente nel campo dell’edilizia l’utilizzo del Rubber Concrete non è finalizzato a strutture portanti di edifici, ponti…, ma è prevista per applicazioni non strutturali.

Quindi, per esempio, sostituisce i forati nella realizzazione di tramezzi, intonaci termo-isolanti, facciate, blocchi di pavimentazione nei parcheggi o aree pedonali.

La gomma è fornita da un’Associazione Europea del Riciclo degli pneumatici (ETRA) che garantisce ai ricercatori una sostanza non tossica e non cancerogena, con trattamenti di macinazione controllati.  Lo stesso Ente la fornisce a strutture sportive europee che già la utilizzano come riempitivo nei campi sportivi sintetici.

In laboratorio, dalla realizzazione dei prototipi, ora si lavora per ottimizzare sia il materiale che il design con la mira di migliorare le prestazioni e brevettare questo nuovo elemento di costruzione.

Questa progettualità riguardante Rubber Concrete e le attività connesse svolte nell’anno in corso nell’Università La Sapienza è stata presentata, con altre tre sperimentazioni scientifiche, su RAI TRE nel programma Pixel.

Parte dei risultati del progetto di ricerca sono stati pubblicati anche su un’importante una rivista scientifica (Journal of Composites Science ( editor MDPI).

Complimentandoci con questo giovane ricercatore, ci congediamo,  concludendo con le sue parole e speranze – che condividiamo –  questa interessante conversazione:

Spero che questo risultato, sebbene possa essere considerato un granello di sabbia nel deserto, possa contribuire a un cambio di direzione verso un approccio più innovativo e sostenibile per un mondo futuro più sano.

 

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