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U.S.A. lo sceriffo del mondo

U.S.A. lo sceriffo del mondo
Maggio 11
18:08 2018

Era il lontano 1974, mi trovavo da militare ad Aviano. La nostra caserma, composta da Carristi e un battaglione di Bersaglieri (di cui facevo parte), era divisa da una rete dalla base militare USA di Aviano. La caserma dista circa quattro km dal paese, e si raggiungeva o con i camion militari e con l’autostop.

Uno dei tanti giorni facevamo il “dito”, è in arrivo l’auto dello Sceriffo USA il quale si ferma e ci mette a bordo. I militari USA hanno la loro polizia, compreso lo sceriffo in stile western, divisa, cappello e pistolone al cinturone.

Gli USA sono considerati la “democrazia” per eccellenza. Ho sempre nutrito forti dubbi. Spesso viene eletto un Presidente con il minor numero di voti dei cittadini, il suo potere è dittatoriale per quattro anni, unico tallone d’Achille è l’impingement.

Donald Trump è il più classico degli sceriffi. Suo il potere di decidere l’economia mondiale che non sia a vantaggio degli USA, suo il concetto di decidere chi può avere armi di difesa o di distruzione di massa. Suo l’arrogante diritto di proclamare, contro ogni principio di uguaglianza sociale ed umano “american first”. Praticamente l’uomo più pericoloso del mondo in grado di scatenare violenze e guerre anche nucleari.

Donald Trump è l’immagine dei bianchi che conquistarono l’America distruggendo la “Nazione dei Nativi”, le tribù che da millenni vivevano in pace negli immensi territori di quel continente. Impersona le famigerate “giacche blu” che con fucili, mitragliatrici e cannoni affrontavano i temibili pellerossa armati di vecchi fucili (dismessi dai bianchi) ed archi con frecce. I Commissari inviati dal cosiddetto “Grande Padre” proponevano e facevano firmare trattati, con la presenza dell’esercito pronto all’intervento e taroccati con la lingua inglese nelle proposte, che sistematicamente dopo qualche anno erano disconosciuti o falsificati per la ratifica del Congresso. È l’immagine degli speculatori che travestiti da commissari o agenti delle riserve, avviavano trattative con i capi tribù al fine di confiscare terreni e ricchezze da sempre di proprietà dei Nativi. La colonizzazione delle Americhe da parte delle potenze europee si è avvalsa di delinquenti carcerati che, con lo sconto della pena, colonizzavano i territori in nome e per conto dei regnanti europei. Il più grande genocidio della storia avvenne in America, cento milioni di “Nativi” vennero trucidati e persero per sempre la loro terra madre.

Oggi l’amministrazione USA ripercorre le strade della colonizzazione, non più delle praterie o delle ricchezze dei monti Black Hill, bensì controllo e sottomissione, economica e sociale, che una parte dei discendenti di colonialisti senza scrupoli vogliono imporre alle Nazioni della Terra.

Gelsino Martini

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