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UN FUTURO PER TUTTI

UN FUTURO PER TUTTI
Giugno 13
18:46 2020

Il futuro deve essere per tutti. Per ripartire è necessaria una visione di futuro che coinvolga tutti gli aspetti degli innumerevoli problemi che connotano i nostri territori: ambiente, viabilità, abbandono delle campagne, innovazione tecnologica, commercio e turismo, arte e cultura,  invecchiamento, ecc. Per cogliere la sfida al cambiamento, per una normalità che non sia quella di prima della pandemia, è necessaria una visione d’insieme, dal globale al locale, attraverso una politica territoriale partecipata di pianificazione e di progettualità sinergiche che traguardino un nuovo paradigma socio economico ecologico, di lungo respiro ma di risposta efficace ai cambiamenti climatici e alle diseguaglianze sociali. E’ necessario un indirizzo politico territoriale di pianificazione strategica per massimizzare i benefici e declinare una visione prospettica.

Allo scopo, un aiuto di indirizzo potrà venire dal Rapporto “Iniziative per il rilancio – Italia 2020 – 2022” con le relative “Schede di lavoro” del Comitato di esperti in materia economica e sociale ( link ), citato da tutti i media come “Comitato Colao”. L’obiettivo dell’insieme delle iniziative proposte dal Comitato è quello di accelerare lo sviluppo del Paese e di migliorare la sua sostenibilità economica, sociale e ambientale, in linea con l’Agenda 2030 e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e con gli obiettivi strategici definiti dall’Unione europea, ai quali saranno connessi anche i finanziamenti del Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027 e numerosi strumenti finanziari straordinari, tra i quali il fondo “Next Generation EU” , recentemente proposto dalla Commissione europea.

Secondo il Comitato, l’obiettivo da perseguire nella fase di ripresa dopo il lockdown è quello di potenziare le infrastrutture economiche e sociali del Paese, e investire le risorse disponibili, oltre che nelle misure di sostegno immediato a persone e mondo produttivo, in azioni trasformative che rendano l’Italia:
Più resiliente a futuri shock di sistema
Più reattiva e competitiva rispetto alle trasformazioni industriali e tecnologiche in corso
Più sostenibile ed equa per limitare gli effetti degli shock sulle fasce più vulnerabili della popolazione e scongiurare un indebolimento strutturale dei fattori “primari” dello sviluppo (capitale economico, capitale umano, capitale sociale e capitale naturale).

Nella visione dell’Italia del futuro adottata dal Comitato e per realizzare gli obiettivi descritti, le raccomandazioni si sono ispirate quindi a tre “assi di rafforzamento” per la trasformazione del Paese:
Digitalizzazione e innovazione di processi, prodotti e servizi, pubblici e privati, e di organizzazione della vita collettiva.
Rivoluzione verde, per proteggere e migliorare il capitale naturale di cui è ricco il Paese, accrescere la qualità della vita di tutti e generare importanti ricadute economiche positive nel rispetto dei limiti ambientali.
Parità di genere e inclusione, per consentire alle donne, ai giovani, alle persone con disabilità, a chi appartiene a classi sociali e territori più svantaggiati e a tutte le minoranze di contribuire appieno allo sviluppo della vita economica e sociale, nel rispetto del principio di uguaglianza sancito dall’art. 3 della Costituzione.

Per conseguire gli obiettivi indicati, il Comitato propone gli elementi per formulare in tempi rapidi un piano di rilancio in grado di innescare trasformazioni profonde del sistema socioeconomico italiano e comunicabile nel suo insieme per generare fiducia nel Paese, sia internamente sia in campo internazionale. Il piano è articolato in sei aree di azione riguardanti:
Le Imprese e il Lavoro, riconosciuti come motore della ripresa, da sostenere e facilitare per generare profonde innovazioni dei sistemi produttivi.
Le Infrastrutture e l’Ambiente, che devono diventare il volano del rilancio, grazie alla rapida attivazione di investimenti rilevanti per accelerare la velocità e la qualità della ripresa economica.
Il Turismo, l’Arte e la Cultura, che devono essere elevati a brand iconico dell’Italia, attraverso cui rafforzare sistematicamente l’immagine del Paese sia verso chi risiede in Italia, sia verso i cittadini di altri paesi.
La Pubblica Amministrazione, che deve trasformarsi in alleata di cittadini e imprese, per facilitare la creazione di lavoro e l’innovazione e migliorare la qualità di vita di tutte le persone.
L’Istruzione, la Ricerca e le Competenze, fattori chiave per lo sviluppo.
Gli Individui e le Famiglie, da porre al centro di una società equa e inclusiva, perché siano attori del cambiamento e partecipi dei processi di innovazione sociale.

Queste sei aree di azione sono ugualmente importanti, si completano e si rafforzano vicendevolmente: solo attraverso un profondo cambiamento di ciascuna di esse sarà possibile costruire le basi di uno sviluppo accelerato e duraturo per il nostro Paese.

Indipendentemente dagli apprezzamenti e dalle critiche che il Rapporto ha suscitato dal momento della sua presentazione ufficiale, Velletri 2030 ritiene che lo stesso possa essere visto come un utile repertorio di idee dal quale gli Amministratori di specifiche Comunità possano trarre idee per pianificare il futuro delle Comunità di cui hanno la responsabilità amministrativa e di indirizzo, con una visione che vada oltre gli interessi di specifiche categorie.

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